Siri (Lega): “Vannacci ha tolto più voti a Salvini di quanti ne abbia portato, nessuno lo seguirà”

Dopo l'addio definitivo del generale Vannacci alla Lega, e dopo lo scambio di insulti tra l'ormai ex vicesegretario e il leader Salvini, che si sono dati reciprocamente del "traditore", abbiamo intervistato il capo dipartimenti del partito, Armando Siri, per capire come il partito abbia reagito alla notizia e quali contraccolpi si aspetti.
Lei si aspettava questa rottura?
Non era un pensiero che occupava la mia mente, ecco.
Non è stata una sorpresa insomma…
Neanche tanto. Come dire, se d'inverno piove…
Le 500mila preferenze che Vannacci ha ottenuto alle elezioni europee secondo lei erano per la Lega o per quello che la figura del generale rappresenta?
Io penso che quelli siano i voti di leghisti che hanno scelto di andare alle urne. D'altra parte però moltissimi elettori della Lega, in occasione delle europee, hanno deciso di non votare affatto proprio perché c'era lui. Penso che il valore aggiunto personale sia stato estremamente limitato e forse sono più i voti che abbiamo perso che quelli che abbiamo guadagnato con Vannacci.
Però secondo un'analisi dei flussi che è stata fatta subito dopo l'annuncio di Vannacci, la Lega rischia di perdere circa un punto percentuale.
Nessuno riesce a fare un'analisi dei flussi in mezza giornata. Dai, cerchiamo di essere seri.
Quindi non crede che Futuro Nazionale, la nuova lista di Vannacci, potrebbe essere intorno al 4,2%?
Non so sulla base di quali dati siano state diffuse queste percentuali, perché per fare una ricerca demoscopica ci vuole almeno una settimana.
Qualcuno dice che gli avete regalato un seggio in Parlamento. Non bisognerebbe fare anche un po' di autocritica? È stato un errore nominarlo vicesegretario della Lega?
Non era vicesegretario quando l'abbiamo candidato.
Però poi qualcuno gli ha dato spazio.
Penso che non sia mai un errore dare spazio a chi vuole partecipare a un progetto. Dopodiché se chi vuole partecipare poi non si trova più a suo agio, come è successo, legittimamente può prendere decisioni diverse. Sapendo però che è venuto meno a un impegno con chi era parte di quel progetto.
Vannacci ha dichiarato che non lascia il seggio, dovrebbe farlo?
Questo è un costume abbastanza diffuso. Quasi mai nessuno lascia il seggio in questi casi, visto che non esiste un vincolo di mandato.
Esiste però un patto con gli elettori.
Sì, esiste un vincolo etico.
Quanti parlamentati lo seguiranno? Qualche nome sta girando, Ziello e Sasso non hanno ancora formalizzato, però…
Non mi sembra che abbiano detto che seguiranno Vannacci. Quindi per adesso non mi pare che ci sia ancora nessun parlamentare disposto a uscire dalla Lega. Ziello è un bravo ragazzo.
Ma lei è sicuro che Futuro Nazionale non toglierà voti al vostro partito, un movimento che parla di remigrazione, difesa sempre legittima, difesa dei confini, e che non vuole dare le armi a Kiev? Non sono tutti temi che si sovrappongono a quelli della Lega?
Io penso che gli elettori debbano esprimere essere sempre un voto utile a raggiungere i risultati. Un voto alla Lega è un voto per raggiungere risultati, perché il nostro è un partito di governo. Non penso che un elettore voglia votare così, tanto per fare presenza, ecco.
Sui diritti civili la Lega vuole presentarsi con un profilo più moderato rispetto a quello di Vannacci, che ci ha abituato agli slogan sessisti o razzisti. Anche per questo ci sono state lamentele per l'invito a Francesca Pascale alla kermesse della Lega a Roccaraso.
Chi si è lamentato?
L'onorevole Sasso per esempio…
A parte Sasso, non ho sentito altre lamentele per la presenza di Pascale. Anche perché chi è forte del proprio pensiero non teme mai il confronto. La Lega è un partito che si confronta, non è un partito ideologico, non è un partito di destra, di sinistra, è un partito anticonformista, visionario, concreto, forte delle sue idee e aperto sempre al confronto.
Sui diritti civili però le idee di Vannacci sono più estreme e radicali delle vostre. Pensa che questo sia stato uno dei motivi di incompatibilità tra voi?
Ma che idea ci può mai essere nella paura di confrontarsi? Non è un'idea temere il confronto. L'idea sta in un confronto. Non condivido le posizioni e i toni di Vannacci rispetto ai diritti Lgbt, io non condivido quella grammatica. Non so se questo possa essere stato uno dei motivi della rottura, bisognerebbe chiederlo a lui. Io sono abituato a confrontarmi e a entrare nei contenuti e rispetto le idee degli altri. Anzi, come dice un vecchio detto, combatterò fino alla morte per fare in modo che il mio avversario possa esprimere le sue opinioni liberamente.
Su questo avete posizioni differenti dall'ex generale?
Sì, a Roccaraso ci siamo confrontati su temi che non possono non essere presi in considerazione nei tempi in cui viviamo. Abbiamo ribadito quello che pensiamo, ad esempio, sul tema dell'utero in affitto e abbiamo accolto il pensiero di chi ha portato le proprie istanze sul tema dei diritti civili e sulla famiglia. Per capire cosa pensiamo basta leggere il mio ‘Manifesto dei Tempi Nuovi'. Pascale stessa alla kermesse ha detto "Io metto al centro la famiglia tradizionale". È quello che pensiamo noi: la famiglia cosiddetta tradizionale, quella fondata tra un uomo e una donna, è e deve godere di tutele speciali perché è la garanzia della prosecuzione del genere umano. Solo che purtroppo c'è qualcuno che pensa che i figli possono nascere tra 5 anni in una ‘biobag' (utero artificiale). Ecco, questa è una cosa che noi rifiutiamo. Ma parlare di diritti civili, riconoscere che ci sono persone che sono legate sentimentalmente e che hanno comunque dei diritti è un'altra cosa.