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Guerra tra Iran, Usa e Israele

Shock energetico, razionamenti e austerità: gli scenari in Italia in caso di guerra nel Golfo prolungata

Anche il ministro dell’Energia Pichetto Fratin non esclude il ricorso a razionamenti di energia, nel caso in cui la guerra nel Golfo Persico dovesse continuare nei prossimi mesi: “È chiaro che siamo pronti al razionamento, se necessario. Valutiamo diverse possibili azioni, ma non ci sono ancora le condizioni per intervenire”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Dell'ipotesi di lockdown energertico, per limitare i consumi, si continua discutere anche in Italia. L'idea che anche nel nostro Paese possano arrivare prossimamente i razionamenti energetici chiesti dall'Europa, che potrebbero colpire trasporti, industria e abitudini quotidiane dei cittadini, è sempre più concreta, come conseguenza diretta della guerra nel Golfo Persico e del blocco dello Stretto di Hormuz, che ha provocato uno shock di sistema. Austerità è la parola con cui i governanti di tutta l'Ue devono fare i conti in queste settimane, per far fronte all'impennata del prezzo del gas e del petrolio.

Per questo die giorni il commissario europeo all'energia Dan Jorgensen ha inviato una lettera ai 27 ministri dell'energia con un invito, per ora soltanto "volontario", a limitare i consumi: preferire i mezzi pubblici per gli spostamenti, ridurre il limite di velocità in autostrada di 10 km/h, lavorare da remoto quando possibile, evitare i viaggi non necessari.

E intanto l'Italia e altri 4 Paesi Ue chiedono una tassa su extraprofitti delle società energetiche, per contenere l'aumento dei prezzi del carburante. Oltre che dall'Italia, la richiesta è sottoscritta anche da Germania, Spagna, Portogallo e Austria. "Una soluzione europea", hanno scritto in una lettera al commissario Ue Wopke Hoekstra, "rappresenterebbe un segnale per i cittadini" e per l'economia dimostrando che "siamo uniti e in grado di agire" e invierebbe un "messaggio chiaro": coloro che traggono profitto dalle conseguenze della guerra devono fare la loro parte.

Cosa ha detto il ministro Pichetto Fratin sui razionamenti in Italia

Lo ha detto oggi anche il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Pichetto Fratin: "È chiaro che siamo pronti al razionamento, se necessario. Valutiamo diverse possibili azioni, ma non ci sono ancora le condizioni per intervenire", ha detto in un'intervista a ‘Repubblica', a proposito dello shock energetico scoppiato con il conflitto in Iran.

"Al ministero lavora una commissione apposita per studiare il piano per l'emergenza", ha sottolineato il ministro, per il quale "vedremo dove e come intervenire, calcoliamo le possibili misure", anche se "certo non reagiremmo con le domeniche in bicicletta come cinquant'anni fa". Il riferimento del ministro è alla crisi energetica conseguente alla Guerra del Kippur, nel 1973, con l'aumento incontrollato dei prezzi del petrolio e il drastico taglio delle esportazioni dai Paesi del Golfo, che obbligarono gli italiani a parcheggiare le auto e ad andare in bici o bus la domenica.

Per Pichetto Fratin "le azioni dovranno essere misurate sulla situazione attuale". In uno scenario "di shock", di blocco generalizzato, "Noi sappiamo che se tutto si blocca, con le riserve si va avanti un mese", ha aggiunto Pichetto, ma "è possibile che le cose vadano diversamente, la penuria potrebbe incidere di più in un settore o un altro, per una risorsa o un'altra".

Voli aerei ridotti

La disponibilità dei carburanti in alcuni aeroporti italiani è già diminuita. Fino al 9 aprile ci saranno limitazioni sui voli da 4 aeroporti: Milano Linate, Bologna, Treviso e Venezia. Le priorità nel rifornimento sarà data a voli ambulanza, di Stato e con durata di oltre 3 ore. Per gli altri distribuzione contingentata. Ryanair non prevede carenze di carburante fino a metà maggio, ma avverte che se il blocco di Hormuz durerà le forniture non saranno garantite: la compagnia valuta la cancellazione del 5-10% dei voli da maggio se il conflitto si prolungherà.

Molti italiani hanno cancellato le vacanze per Pasqua

"Il turismo organizzato sta continuando a subire una doppia penalizzazione: carburante su livelli molto elevati e un dollaro forte rispetto all'euro, fattori che incidono direttamente sui costi del trasporto aereo e, di conseguenza, sull'offerta dei pacchetti di viaggio e che aggravano ulteriormente i costi per le imprese italiane", ha detto ieri all'Ansa Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi Confesercenti, secondo cui 
"Le agenzie di viaggio e i tour operator non possono essere chiamati ad assorbire indefinitamente choc di origine internazionale. Senza interventi mirati, il rischio concreto è una nuova contrazione della domanda e un indebolimento dell'intera filiera".

Secondo il Centro Studi Turistici di Firenze, che ha realizzato uno studio per Assoviaggi Confesercenti, le presenze turistiche stimate per le festività sono 14,1 milioni, in calo dell'1,3% rispetto all'anno scorso. Il 22% degli italiani ha già modificato i propri piani, il 27% sta osservando attentamente lo scenario internazionale in attesa di segnali. Le cancellazioni nelle agenzie di viaggio valgono circa 100 milioni di euro.

In base a un'indagine di Facile.it e mUp Research, circa 4 milioni di italiani hanno cambiato i piani pasquali a causa del conflitto. Quasi 2,9 milioni hanno rinunciato ai viaggi; poco meno di 920mila hanno scelto una destinazione alternativa, ripiegando sull'Italia o su mete europee più vicine. L'8% lo ha fatto esplicitamente per ragioni economiche.

Vacanze estive a rischio

La richiesta dell'Ue ai governi per il contenimento dei consumi di energia come dicevamo per il momento è solo un invito. Se la situazione in Medio Oriente dovesse però protrarsi a lungo non è escluso che possano arrivare anche misure più stringenti, che potrebbero impattare direttamente sulle abitudini dei cittadini. Nei mesi a venire, quelli estivi, potrebbe esserci un'ulteriore contrazione dei voli, legati alla penuria di carburante e ai rincari. Per chi ha prenotato già le vacanze dei mesi estivi, o per chi si appresta a farlo, il timore è che possano essere previste cancellazioni.

A preoccupare nei mesi più caldi, con le alte temperature a cui siamo stati abituati negli ultimi anni, sono anche i razionamenti di energia elettrica, che limiterebbero inevitabilmente l'uso di condizionatori. La bollette di luce e gas hanno già subito un'impennata, e i provvedimenti fino ad ora presi dal governo, con il recente decreto Bollette ancora in attesa di conversione in legge, e con la proroga del taglio delle accise, sembrano essere stati già superati dall'aumento dei prezzi dopo più di un mese di guerra.

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