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26 Dicembre 2021
12:49

Senza vaccino il rischio di finire in terapia intensiva è di 85 volte superiore per gli over 80

“Il rischio di terapia intensiva per i non vaccinati rispetto a chi ha la terza dose è: 85 volte maggiore per gli over 80, 12,8 volte maggiore per i 60-79, 6,1 volte maggiore per i 40-59”: sono gli ultimi dati dell’Iss.
A cura di Annalisa Girardi
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Il rischio di finire in terapia intensiva in caso di infezione da Sars-Cov-2 è di 85 volte superiore per i non vaccinati over 80. "Il rischio di terapia intensiva per i non vaccinati rispetto a chi ha la terza dose è: 85 volte maggiore per gli over 80, 12,8 volte maggiore per i 60-79, 6,1 volte maggiore per i 40-59", ha scritto l'Istituto superiore di Sanità in tweet. Secondo gli ultimi dati aggiornati dell'Iss la letalità della Covid 19 cresce con l'aumentare dell'età e nell'ultimo mese si è osservata una maggiore incidenza di casi nella popolazione non vaccinata.

Secondo il report "dopo 150 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, l’efficacia del vaccino nel prevenire la malattia, sia nella forma sintomatica che asintomatica, scende dal 71,5% a 30,1%", mentre "rimane elevata l'efficacia vaccinale nel prevenire casi di malattia severa". In questo caso l'efficacia cala dopo 150 giorni da 92,7% all'82,2%. Con la terza dose booster l'efficacia rimbalza rispettivamente al 71% e al 94%.

Il report si apre contestualizzando la situazione italiana con quella europea. Si afferma che nelle prossime settimane dovrebbero continuare ad aumentare i contagi, ma al tempo stesso si attende una stabilizzazione dei ricoveri in ospedale e una diminuzioni di quelli in terapia intensiva. In tutto questo, però, c'è sempre da considerare l'incognita della variante Omicron, che si è dimostrata capace di potenzialmente bucare la protezione dei vaccini.

La situazione epidemiologica attuale è caratterizzata da livelli di incidenza elevati e in rapida crescita, mentre il tasso di mortalità continua a crescere lentamente. Nelle prossime due settimane è previsto un aumento del tasso di notifica, stabili tassi di ospedalizzazione, diminuzione nei tassi di ricovero in terapia intensiva e tassi di mortalità stabili. Il quadro varia fortemente fra i diversi Paesi con coperture vaccinali più basse sono quelli più severamente colpiti, ma ci sono evidenze dell’aumento della preoccupazione anche nei Paesi con coperture vaccinali più elevate. La variante B.1.1.529 (Omicron) viene rilevata in numero crescente di paesi dell'UE/SEE, alcuni dei quali ora segnalano la trasmissione comunitaria.

Una tabella inserita nel report dell'Iss mostra quanti siano i contagi suddivisi per fascia d'età e per status vaccinale. Emerge a vista d'occhio come i casi siano molti di più tra i non vaccinati, ma anche come tornino a risalire anche nei vaccinati una volta trascorsi 150 giorni dal ciclo vaccinale. E come, infine, scendano nuovamente subito dopo il booster.

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