Il personale scolastico, docente e non docente, deve potersi vaccinare nella Regione in cui lavora, senza essere costretto a lunghi viaggi per tornare nel suo luogo di residenza. Questo è il succo della richiesta avanzata dalla deputata del Movimento 5 Stelle, Margherita Del Sesto, e messa nero su bianco in un’interrogazione parlamentare rivolta ai ministri della Salute, Roberto Speranza, e delle Autonomie, Mariastella Gelmini. “Avere o meno la residenza nel luogo in cui si lavora non può essere un discrimine per la somministrazione del vaccino al personale scolastico e universitario”, spiega la deputata. Che ricorda come vadano considerati diversi fattori: dal differente momento di partenza della campagna vaccinale per il personale scolastico nelle diverse Regioni alla difficoltà di tornare nel proprio comune di residenza, che in alcuni casi può distare anche centinaia di chilometri. Difatti sono molti, “spesso anche precari”, gli insegnanti e il personale scolastico che “lavorano e vivono in una Regione diversa da quella in cui hanno la residenza”.

Del Sesto a Fanpage.it: regole uguali in tutta Italia

Del Sesto spiega a Fanpage.it le motivazioni della sua interrogazione, sottolineando la necessità che il governo intervenga sul tema: “Le Regioni hanno assunto comportamenti diversi rispetto alla vaccinazione del personale scolastico e universitario non residente. Sarebbe indispensabile un intervento del Governo”. L’obiettivo è quello di promuovere un accordo tra le Regioni per avere “regole univoche” e “valide su tutto il territorio nazionale”. La deputata del M5s chiarisce cosa intende: “Un docente, ad esempio, potrebbe essere vaccinato presso la Asl di riferimento dell’istituto in cui presta servizio, dandone poi comunicazione all’anagrafe vaccinale dell'Asl di appartenenza”. Evitando, così, sovrapposizioni ed eventuali equivoci.

Il testo dell’interrogazione su vaccini per personale scolastico

Nel testo dell’interrogazione la deputata del M5s fa riferimento al personale scolastico e universitario, docente e non docente, e si ricorda come in alcune Regioni – Campania, Lazio, Piemonte, Puglia e Toscana – sia stata già avviata la vaccinazione del personale scolastico. Del Sesto sottolinea come nel Lazio la vaccinazione sia destinata – come peraltro previsto dalla Conferenza delle Regioni – “solamente ai residenti nella regione e non al personale scolastico che presta servizio nelle scuole laziali”. “In aggiunta possono essere vaccinati anche i non residenti qualora abbiano attivato il domicilio sanitario temporaneo”, si legge nell’interrogazione nella quale si fa riferimento anche alla Campania dove, invece, non si parla di residenza.

Questa situazione porta l’esponente della commissione Cultura di Montecitorio a chiedere a Speranza e Gelminidi quali ulteriori elementi dispongano i ministri interrogati in relazione ai fatti esposti in premessa e quali iniziative intendano adottare al fine di garantire al personale scolastico e universitario di poter essere vaccinato indipendentemente dalla residenza o dal luogo in cui presta servizio, dando la possibilità di comunicare l’avvenuta vaccinazione presso l’anagrafe vaccinale dell’asl di appartenenza”.