Dal governo arrivano i primi segnali di apertura per un rientro a scuola. Dopo le manifestazioni di domenica per il rientro in classe, si inizia a parlare di una riapertura per scuole materne, elementari e forse anche per la prima media. Anche per le Regioni in zona rossa. Rientro in classe che potrebbe essere prevista, per una parte degli studenti italiani, dopo il nuovo dpcm: quello attuale scade il 6 aprile, poi arriveranno le nuove regole. Il primo messaggio esplicito e pubblico lo lancia la ministra per la Famiglia, Elena Bonetti: “Già dopo Pasqua ritengo che in zona rossa, complice l’aumento delle vaccinazioni, dobbiamo rivalutare la possibilità di riaprire la scuola dell’infanzia e almeno la primaria”, afferma a Sky Tg24. D’altronde anche l’impegno del presidente del Consiglio, Mario Draghi, sembra andare in questa direzione: “Per quel che mi riguarda, la scuola sarà la prima a riaprire quando la situazione dei contagi lo permetterà. Sarà la prima attività a essere riaperta, riprendendo perlomeno la frequenza scolastica fino alla prima media”.

Le parole di Bonetti sulla riapertura della scuola raccolgono il parere favorevole di quasi tutta la maggioranza, seppur con toni diversi. Licia Ronzulli, di Forza Italia, parla di “necessità di far ripartire, già immediatamente dopo le festività pasquali, la scuola dell’infanzia e quella primaria”. Il Pd è più cauto e chiede di valutare con attenzione se sia possibile il rientro a scuola almeno per nidi, infanzia e primarie nelle zone rosse. Gianluca Vacca, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Cultura alla Camera è più netto: “Più teniamo i nostri bambini a casa, più miniamo il loro futuro. Aspettare ancora per riaprire le scuole avrà conseguenze negative, per questo torniamo a chiedere al governo che almeno gli alunni di asili nido, scuole dell’infanzia ed elementari tornino subito in classe, e che si lavori per riportare tra i banchi anche tutti gli altri il prima possibile”.

Attualmente in zona rossa sono chiuse le scuole di ogni ordine e grado. Le Regioni, invece, possono chiudere le scuole in tutti i territori, anche non in zona rossa, in cui l’incidenza dei contagi è superiore ai 250 casi ogni 100mila abitanti negli ultimi 7 giorni. Dalla prossima settimana, intanto, potrebbe riaprire qualche scuola nelle Regioni che, eventualmente, passeranno da zona rossa ad arancione. Potrebbero, in questo caso, tornare in classe gli alunni di infanzia, nidi, elementari e medie, con didattica a distanza al 50% per le superiori. Ma sulle riaperture, comunque, decideranno le Regioni, anche perché da giovedì 1 aprile iniziano le vacanze di Pasqua e il ritorno in classe sarebbe solo per tre giorni.