Scudo penale per gli agenti e più espulsioni, cosa c’è nel nuovo pacchetto Sicurezza del governo

Il governo Meloni lavora su un nuovo pacchetto sicurezza. A rilanciare la questione, all'indomani dell'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio a Bologna, è la Lega, che ha annunciato norme più severe su "sicurezza, immigrazione, cittadinanza ed espulsioni". Secondo quanto trapelato finora, sono in arrivo due provvedimenti differenti, un decreto legge e un disegno di legge. Entrambi potrebbero vedere la luce entro fine gennaio: nel primo potrebbero confluire le misure a tutela delle forze dell'ordine, come lo scudo penale per gli agenti (già proposto in passato dalla destra), mentre nel secondo le norme sui ricongiungimenti familiari, la stretta sulla cittadinanza e il contrasto al cosiddetto fenomeno delle "baby gang". Vediamo nel dettaglio di che si tratta.
Come funzionerebbe lo scudo penale per gli agenti
Per quanto riguarda la polizia, il governo pensa a una forma tutela processuale con una possibile estensione della legittima difesa e una sorta di scudo giuridico. "Vogliamo andare oltre al contributo economico, fornendo una tutela processuale che non è uno scudo penale", ha spiegato in un'intervista al Giornale, il sottosegretario dell'Interno, Nicola Molteni. "Per il poliziotto che agisce nell'adempimento delle sue funzioni e usa legittimamente l'arma per difendersi non sarà più automatica l'iscrizione sul registro indagati, il famoso ‘atto dovuto'", ha precisato.
Ma attenzione, lo stesso varrà per il privato cittadino: "Se sarà presente una causa di giustificazione come la legittima difesa, non sarà più indagato automaticamente", ha chiarito Molteni.
Stretta su migranti e baby gang: cosa vuole fare il governo
Quanto al contrasto alla criminalità, dopo il decreto Sicurezza – approvato a giugno – sono allo studio nuove strette sugli allontanamenti e i rimpatri dei minori stranieri non accompagnati. "Avevamo detto – ha precisato il sottosegretario – che quello era un punto di partenza e non di arrivo". Nel ddl in arrivo nelle prossime settimane è prevista la riduzione dei ricongiungimenti familiari dei migranti. "Uno strumento abusato, con costi e welfare a carico dello Stato e dei comuni", sostiene Molteni. "L'Italia è uno dei Paesi in Europa che ne fa di più. Vogliamo ridurre la platea dei beneficiari, aumentando il reddito necessario".
E poi ancora regole più stringenti sui minori stranieri non accompagnati, "per dare un giro di vite alle baby gang", ha spiegato Molteni. "I minori stranieri non accompagnati – ha osservato – contribuiscono al fenomeno". L'intenzione del governo è quella di ridurre il periodo di mantenimento a carico dello Stato, portandolo dai 21 anni a 19, di prevedere sanzioni accessorie a carico dei genitori e di incrementare invece i "ricongiungimenti familiari al contrario", rintracciando le famiglie d'origine dei minori responsabili di reati.
Infine, nuove disposizioni sui furti aggravati e i borseggi, con un eventuale aumento delle pene. "Vogliamo reintrodurre la procedibilità d'ufficio per i reati di borseggio, che finora prevedevano la querela di parte. E continueremo nel contrasto all'immigrazione illegale, aumentando i Cpr per aumentare i rimpatri dei soggetti pericolosi", ha puntualizzato Molteni.
"La sicurezza è una priorità anche nel 2026", assicura il governo
Abbiamo aumentato a 6.800 i militari dell'operazione "strade sicure" a livello nazionale, a presidio di stazioni e città. "E lo dico chiaramente: i militari non si toccano, anzi, semmai aumenteranno, ce li chiedono amministrazioni di destra e di sinistra", ha proseguito il sottosegretario. L'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio "è inaccettabile, non si può morire a 34 anni, in modo così brutale e meschino. È compito del governo innalzare ancora la qualità della sicurezza nelle città", ha sottolineato. "Su Bologna è stato fatto tanto in termini di assegnazione di forze di polizia, è la prima città italiana in cui abbiamo sperimentato l'applicazione delle ‘zone rosse' nelle aree più critiche, abbiamo fatto interventi ad alto impatto e previsto nuovi presidi di legalità. Ma lo Stato necessita della collaborazione delle amministrazioni locali, e se quello che fa il comune di Bologna è mettere a disposizione le pipette per consumare il crack, diventa più difficile", ha aggiunto, lanciando una stoccata al sindaco Pd Matteo Lepore.
"Le zone rosse – ha spiegato – hanno dato risultati importanti: quasi un milione e mezzo di persone controllate, 8 mila divieti di stazionamento e ordini di allontanamento, il 74% a carico di stranieri. Nel 2025 c'è stata una riduzione della delittuosità generale del 4%", ha rivendicato, ribadendo che "la sicurezza è una priorità del governo anche nel 2026".