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Scotto (Pd): “Punito per aver fermato l’evento di CasaPound, la destra vuole i neofascisti in Parlamento”

Arturo Scotto è tra i 32 parlamentari che ieri sono stati sanzionati dall’Ufficio di Presidenza della Camera per aver bloccato, lo scorso 30 gennaio, la conferenza sulla remigrazione organizzata da CasaPound alla Camera. Il deputato Pd commenta con Fanpage.it la decisione: “Paradossale. Per la destra il fascismo non è un reato, ma una medaglia”.
Intervista a Arturo Scotto
deputato del Partito Democratico
A cura di Giulia Casula
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Ieri l'Ufficio di Presidenza della Camera ha punito con la sospensione i deputati delle opposizioni che lo scorso 30 gennaio protestarono per impedire l'evento sulla remigrazione organizzato alla Camera da CasaPound e altre sigle neofasciste. La conferenza, programmata con l'appoggio del leghista Domenico Furgiele, era stata annullata grazie alla mobilitazione dei parlamentari di Pd, M5s e Avs. Ora questi ultimi saranno interdetti da Montecitorio per quattro o cinque giorni. Fanpage.it ha parlato con il dem Arturo Scotto, tra i 32 deputati sospesi.

Onorevole Scotto. Come ha preso questa sanzione?

Con sconcerto e rabbia. L'Ufficio di Presidenza, a maggioranza, ha certificato che è possibile che entrino neonazisti e neofascisti in Parlamento, che possano fare una conferenza stampa e dire tutto quello che vogliono, compreso rivendicare l'iniziativa sulla remigrazione. Invece chi ha letto la Costituzione in sala stampa viene sanzionato e punito. È il mondo alla rovescia.

Mi spiega le motivazioni di questa sanzione?

Noi non abbiamo violato il regolamento. È stato molto grave che sia stata concessa quella conferenza stampa, che sia stato possibile soltanto immaginare che CasaPound, il Fronte Skinheads e altre sigle vomitevoli che continuano a infestare la Repubblica italiana potessero mettere piede in quelle istituzioni che sono state create grazie alla lotta antifascista e alla Resistenza. Il paradosso è che quel divieto è scattato solo dopo l'azione nostra. Tant'è che il presidente Fontana a un certo punto ha annullato tutte le conferenze stampa della giornata e persino la possibilità per i cittadini che non fossero parlamentari di entrare a Montecitorio quel giorno. Evidentemente ha percepito tardi che avevamo ragione. Ma l'esito, anziché un encomio, è stata una punizione di cinque giorni. È tutto paradossale.

Cosa comporta la sospensione?

Saremo interdetti per 5 giorni dalla possibilità di esercitare il nostro mandato all'interno di Montecitorio, nelle commissioni e in aula. È una misura punitiva che certifica come per la destra di questo paese il fascismo non è reato, ma una medaglia.

Nello stesso giorno l'Ufficio di presidenz,a invece, votava una sorta di scudo nei confronti di Giusi Bartolozzi. Come legge questa queste due mosse?

Non gli è servita la lezione del referendum. Continuano a utilizzare le istituzioni come un soprammobile di Palazzo Chigi per premiare i loro amici e punire i loro nemici. È la logica tipicamente di chi non ha una visione delle istituzioni come luogo di tutti. Loro hanno privatizzato il Parlamento attraverso la decretazione d'urgenza, che non è mai arrivata a questi numeri,  attraverso un numero esorbitante di fiduce, impedendo alle opposizioni di discutere le proprie proposte: dal salario minimo alla riduzione dell'orario di lavoro, ai congedi paritari, a tutte le proposte che abbiamo messo in campo questi mesi. Siamo di fronte alla solita vecchia destra, eversiva e allergica a una dialettica naturale tra maggioranza e opposizione.

Nell'Ufficio di presidenza siede anche il deputato questore Paolo Trancassini (FdI), lo stesso sorpreso  a fare il saluto del gladiatorio, assieme al collega Nicola Procaccini, nell'inchiesta di Fanpage Gioventù Meloniana.

Sì trovo allucinante essere processati da chi esplicitamente compie gesti che ricordano il Ventennio. Io non mi faccio processare dai fascisti.

Tra i presenti all'evento sulla Emigrazione c'erano anche alcuni ex esponenti di Forza Nuova, l'organizzazione neofascista responsabile dell'assalto alla Cgil. In quell'occasione Meloni disse di "non conoscere la matrice" dell'attacco…

Eh sì, stranamente Meloni quando vede i fascisti non sa mai qual è la matrice.

La sanzione crea un precedente. Significa che quando vorranno le organizzazioni neofasciste potranno entrare in Parlamento. È una sorta di lasciapassare, no?

Marsella (Luca, portavoce di CasaPound ndr.) ha già detto in maniera chiara e cristallina che per lui questa punizione è un passepartout naturale per poter fare finalmente quella conferenza stampa sulla remigrazione che gli era stata impedita.

Lui rivendica "il diritto di parlare e portare avanti le proposte" dell'estrema destra. Come intendere reagire?  

Ci troverà sempre lì, da uomini delle istituzioni, a difendere la Repubblica nata dalla Resistenza.

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