Schlein per il No al referendum: “La riforma mette i giudici sotto il governo, colpo alla Costituzione”

La riforma della giustizia è un "colpo all'equilibrio tra i poteri sancito dalla nostra Costituzione", perciò bisogna votare No al referendum in programma il 22 e 23 marzo. Lo ha detto la segretaria del Partito democratico Elly Schlein al teatro Niccolini di Firenze, in una nuova tappa della campagna L'Italia che sentiamo. Gli appuntamenti in diverse città italiane, che termineranno il 7 marzo, diventano un modo per tirare la volata al fronte di chi si oppone alla riforma: il No è in rimonta, e le prossime settimane saranno quelle cruciali per il risultato.
Schlein ha detto di essere "consapevole della gravità del disegno che porta avanti la destra che governa". Perciò, "siamo qui per dire no alla riforma costituzionale. Una riforma fatta dalla maggioranza da soli, scavalcando il Parlamento".
Non solo, ha aggiunto la leader democratica: "Non mi rassegno a un Paese in cui il problema è mettere i giudici sotto il governo ma poi la maggioranza si oppone al salario minimo". La strategia del Pd dunque resta la stessa, nonostante la diversità delle opinioni interne: la segretaria insiste a parlare del referendum anche come un voto contro il governo. Un segnale chiaro – mentre non è ancora chiaro come deciderà di muoversi Giorgia Meloni. Le contestazioni al governo per la gestione della campagna del Sì, d'altra parte, sono arrivate anche dagli stessi esponenti del centrodestra.
Lo scontro sul referendum è il tema più caldo del momento nella politica interna, ma Schlein ha allargato lo sguardo agli Stati Uniti, dove "la Corte Suprema ieri, applicando la Costituzione, ha ricordato che ogni potere incontra un limite. Siamo curiosi di sapere se Meloni farà un altro video per attaccare i giudici e difendere il suo amico presidente Trump, oppure se difenderà per una volta gli interessi italiani". Sui dazi, infatti, "questo governo ha minimizzato dall'inizio l'impatto molto duro sulle imprese e lavoratori italiani. Aveva promesso un piano da 24 miliardi che poi è sparito nel nulla".
Sempre a proposito di rapporti con gli Stati Uniti di Trump, la segretaria del Pd ha attaccato sul Board of peace: "Quello che c'è stato giovedì scorso a Washington non è un appuntamento che tratta davvero di come si possa costruire la pace. In Medio oriente non si può fare la pace senza un pieno riconoscimento anche dello Stato di Palestina accanto a quello di Israele, ed è grave che il governo abbia aggirato la Costituzione per non far dispiacere Trump".
Schlein poi è tornata in Italia, criticando l'esecutivo sull'energia: "Le nostre bollette sono le più care d'Europa. Il governo ha approvato il decreto bollette, lasciatemi dire che dopo mesi di annunci roboanti e sette mesi di attesa, ci aspettavamo di più. Il bonus l'anno scorso era di 200 euro per famiglie fino a 25mila euro di Isee, quest'anno di 115 euro per famiglie fino a 10mila euro di Isee. Quindi è stato dimezzato. Per il ceto medio c'è solo uno sconto su base volontaria affidato al buon cuore delle società energetiche in cambio di visibilità. Ma cosa vuol dire?".
Le preoccupazioni – anche in vista delle prossime elezioni – si concentrano sull'economia: "È ferma. Il costo della vita è aumentato del 25% in quattro anni e i salari degli italiani sono scesi del 9%. Oggi milioni di famiglie stanno scegliendo se ritardare il pagamento delle bollette o quello dell'affitto. Veniamo da oltre trenta mesi quasi consecutivi di calo della produzione industriale e le stime di crescita da parte della commissione ci vedono penultimi in Europa nonostante gli investimenti del Pnrr". Pnrr che peraltro, finisce quest'anno: "Senza Pnrr saremmo già in recessione. Il governo non si è preoccupato di dirci da dove prenderemo gli investimenti pubblici necessari al rilancio economico del Paese nei prossimi anni".