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Sanità, arrivano tre nuove lauree magistrali cliniche per gli infermieri: ecco di cosa si tratta

La sanità italiana si prepara a introdurre tre nuove lauree magistrali cliniche per formare infermieri specialisti. L’obiettivo è quello di rafforzare l’assistenza, rispondere alla carenza di personale e rilanciare una professione sempre meno scelta dai giovani. Ecco le novità.
A cura di Francesca Moriero
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La sanità italiana si prepara a un cambiamento atteso da molto tempo: presto arriveranno tre nuove figure di infermieri specializzati con competenze cliniche avanzate, pensate per rispondere ai bisogni più urgenti del Servizio nazionale italiano. Non si tratterebbe di un semplice aggiornamento dei corsi di studio, ma di un vero cambiamento nel modo in cui sarà organizzata l'assistenza, sia nei reparti più complessi che sul territorio. Una riforma che nascerebbe per rispondere a bisogni concreti del Servizio sanitario nazionale: garantire cure più efficaci ai pazienti, ridurre i ricoveri inutili e rafforzare la presenza infermieristica nei momenti di maggiore stress ospedaliero.

Tre nuove lauree magistrali: cosa cambia

La novità è resa possibile da tre nuove lauree magistrali, introdotte con un decreto del Ministero dell'Università e della Ricerca trasmesso al Parlamento il 31 dicembre scorso. Questi corsi aggiornano il vecchio decreto del 2009 sulle classi di laurea delle professioni sanitarie e creano percorsi biennali pensati per chi ha già una laurea in infermieristica. Fino a oggi, infatti, la laurea magistrale in Scienze infermieristiche era soprattutto orientata a ruoli gestionali e organizzativi. Con i nuovi corsi, invece, si punta a formare professionisti in grado di operare direttamente sul paziente con competenze avanzate, sia in ospedale che sul territorio.

Infermiere di famiglia e comunità: il riferimento sul territorio

La prima nuova figura è l'infermiere di famiglia e di comunità, specializzato nelle cure primarie. Si tratta di professionisti che lavoreranno nelle Case e negli Ospedali di comunità finanziati dal PNRR, ma anche direttamente a domicilio, seguendo da vicino pazienti cronici o particolarmente fragili. Il loro compito principale sarà garantire continuità assistenziale, prevenire complicazioni e monitorare le patologie nel tempo. In pratica, saranno un punto di riferimento costante per i pazienti e le loro famiglie, riducendo ricoveri inutili e alleggerendo la pressione sugli ospedali.

Infermiere specialista in area critica, emergenza e terapia intensiva

La seconda laurea forma infermieri specialisti in area critica, emergenza e terapia intensiva. Si tratta di professionisti destinati ai contesti più complessi degli ospedali, come pronto soccorso, sale operatorie e reparti di rianimazione. Il loro compito è rafforzare la capacità del sistema sanitario di affrontare le situazioni più delicate, intervenendo accanto ai pazienti più gravi con competenze avanzate e tempestive. In pratica, saranno figure fondamentali per garantire sicurezza e qualità delle cure nei momenti di maggiore pressione ospedaliera.

Infermiere specialista in area neonatale e pediatrica

La terza figura riguarda l'area neonatale e pediatrica. Gli infermieri specializzati in questo ambito lavoreranno nei reparti dedicati degli ospedali, negli ospedali pediatrici e negli ambulatori sul territorio, seguendo bambini e neonati con competenze specifiche e avanzate. Il loro ruolo sarà cruciale sia nelle emergenze pediatriche sia nell'assistenza quotidiana, per garantire sostegno ai piccoli pazienti e alle loro famiglie, assicurando cure sicure e mirate sin dai primi giorni di vita.

Un'altra novità: la prescrizione infermieristica

Questi nuovi percorsi potrebbero partire realisticamente dal 2027/2028 e porteranno con loro anche a un'altra novità e cioè la possibilità, per gli infermieri con laurea magistrale clinica, di effettuale prescrizioni infermieristiche. Non si tratta di prescrivere farmaci, ma presidi e dispositivi legati all'assistenza, come materiali per medicazioni, ausili per l'incontinenza o presidi per stomie. Questa innovazione richiederà una norma specifica, probabilmente inserita nella delega di riforma delle professioni sanitarie attualmente all'esame del Parlamento; se realizzata, permetterà agli infermieri con formazione clinica avanzata di gestire in autonomia alcuni aspetti dell'assistenza, velocizzando le cure e aumentando l'efficienza del sistema sanitario.

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