Botta e risposta tra Nicola Zingaretti e Matteo Salvini. Dopo che il governatore del Lazio ha definito in una intervista a Fanpage.it "scellerato chi per farsi pubblicità si toglie la mascherina", il leader del Carroccio ha risposto dalla spiaggia del Papeete Beach di Milano Marittima di "non avere tempo da perdere con lui", aggiungendo che "Zingaretti farebbe bene a non fare battute sulle mascherine. Ci sono scellerati che usano soldi pubblici per comprare mascherine fantasma e infatti sono in fondo alle classifiche di gradimento dei cittadini". Il segretario del Partito democratico, parlando della situazione epidemiologica in Italia, aveva affermato che "oggi è non far rialzare la curva. E quindi continuare a dire a tutti, contro gli scellerati che per farsi pubblicità si tolgono la mascherina, che ci sono tre cose semplici che bisogna fare: mascherina, distanza di sicurezza e igiene delle mani".

Il riferimento non è stato diretto, ma il pensiero è andato subito al leader della Lega, che lunedì scorso in Senato si è presentato al convegno dei negazionisti senza la mascherina. E non l’ha indossata nonostante gli inviti dei funzionari di Palazzo Madama. Zingaretti ha poi ribadito il concetto con un post su Facebook, pubblicando una foto di inizio ‘900, quando di fronte all’imperversare dell’influenza spagnola già si capiva l’importanza di coprire naso e bocca con delle mascherine. Ma Salvini è comunque intervenuto in  risposta al governatore parlando di "mascherine fantasma": il riferimento è ai 14 milioni di mascherine mai arrivate nel Lazio. "La Regione Lazio – si legge in una nota di risposta al senatore leghista pubblicata nei giorni scorsi – è parte lesa in una procedura per inadempimento contrattuale in pubbliche forniture relative alla mancata consegna di una partita di mascherine da parte di un fornitore. La Regione Lazio ha denunciato alla Procura quanto avvenuto e collabora con le forze dell’ordine per l’accertamento della verità. La Regione Lazio attraverso gli organi preposti e mediante un decreto ingiuntivo è impegnata inoltre nel recupero di tutta la somma dovuta. Ad oggi – si legge ancora – la cifra recuperata ammonta a 2 milioni e 700 mila euro mentre il residuo è pari a 11 milioni 780 mila euro. L’avvocatura regionale visto il ripetersi di accuse infondate nei confronti dell’Ente da parte del senatore Salvini sta valutando la possibilità di adire le vie legali a tutela della dignità dell’Ente", ha concluso.