Salvini: “L’addio di Vannacci non mi preoccupa, è un capitolo chiuso”. Ma non fa autocritica

Nel corso di un evento sul referendum sulla Giustizia, il segretario della Lega parla del fresco addio al partito di Roberto Vannacci. A Fanpage.it che gli chiede se si senta di chiedere scusa per aver “sdoganato” in politica l’ex generale – scelta che gli ha procurato diverse critiche anche dentro il Carroccio – risponde senza alcuna traccia di autocritica.
A cura di Redazione
0 CONDIVISIONI
Immagine

A cura di Marco Billeci e Giulia Casula 

Nel corso di un evento per la presentazione del Comitato per il Sì al Referendum sulla Giustizia dell'associazione Lettera 150, il ministro e segretario della Lega Matteo Salvini ha parlato del fresco addio al partito dell'eurodeputato Roberto Vannacci. A Fanpage.it che gli ha chiesto se si senta di chiedere scusa per aver "sdoganato" in politica l'ex generale – scelta che gli ha procurato diverse critiche anche dentro il Carroccio – Salvini ha rispsoto senza alcuna traccia di autocritica.

"La riforma della giustizia era nel programma elettorale. E di questi tempi in cui la lealtà, l'onore, il mantenimento della parola data, il rispetto dell'elettore e del cittadino sono merce che ha un certo valore", ha esordito il ministro dei Trasporti. Un chiaro riferimento alla recente uscita di Vannacciche non è passato inosservato tra il pubblico. "Non capisco i sorrisini", ha ironizzato Salvini.

Poi, rispondendo alla domanda di Fanpage sul divorzio con Vannacci, ha commentato: "Per me è il capitolo è chiuso. Ho la tessera della Lega dal 1991. Ne ho visti tanti che non hanno mantenuto la parola, che non hanno mantenuto gli impegni.  Non ci rimango più male, mi passa dopo qualche ora, stanotte ho dormito sereno", ha aggiunto.

Il segretario del Carroccio ha colto l'occasione per citare un testo della psicologa Maria Rita Parsi, morta due giorni fa: "Cito il titolo di un libro di una grande italiana scomparsa, ahimè, nelle ultime ore, la professoressa Parsi, con un libro che si intitolava ‘Ingrati'".

Salvini si è detto dispiaciuto ma "non per me, perché tra quei 500mila voti c'era il mio, quello della mia compagna, di mio papà, di mia mamma, di mia sorella, dunque (Vannacci, ndr) non si porta via niente". Il leader ha ricordato il sostegno dato al generale: "Ho fatto io campagna per lui, nonostante le perplessità di qualcuno. Siamo noi che abbiamo aperto le porte, accolto in casa, quando tutti attaccavano ed era messo in discussione professionalmente. L'abbiamo candidato in tutti i collegio, l'abbiamo proposto, nominato vicesegretario. Insomma, l'abbiamo portato in tutte le nostre comunità". 

"La sua risposta – ha proseguito – è stata: ‘mi tengo il posto, arrivederci e grazie. Le promesse fatte le ho dimenticate'. Ma per me è un capitolo chiuso", ha rimarcato. "La Lega c'era prima, c'è, più forte. Non so se per reazione, però il tesseramento online da ieri a oggi ha superato quota mille. Quindi magari c'è anche gente per cui termini un po' desueti – onore, lealtà, rispetto, fiducia, stretta di mano – significano ancora qualcosa. Poi non vorrò mai male a nessuno, non auguro male a nessuno, non porto rancore, non porto acrimonia, ognuno fa le sue scelte. Io mi tengo ben la mia comunità che è protagonista del cambiamento dell'Italia", ha aggiunto.

Vannacci "non è il primo che se ne è andato prendendo i voti, tenendosi il seggio e mancando di rispetto agli elettori, non sarà l'ultimo". Ma il numero uno del Carroccio non è preoccupato sueventuali conseguenze negative per il centrodestra a livello elettorale. "Mi spiace umanamente sì, perché mi fidavo, ci credevo. Amen", ha concluso.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views