Salvini corre dalla famiglia nel bosco, ma non si capisce cosa c’entri il ministro dei Trasporti con il caso

Come era stato preannunciato dalla premier Giorgia Meloni, il governo interviene direttamente sulla vicenda della famiglia nel bosco di Palmoli (Chieti), e lo fa con l'invio di ispettori da parte del ministro della Giustizia Nordio al tribunale dell'Aquila.
L'obiettivo è fare chiarezza sulla decisione del tribunale dei minorenni di allontanare Catherine Birmingham, la madre dei tre bambini, dalla struttura protetta in cui i piccoli alloggiano attualmente. Il ministero dunque ha attivato le procedure per l'invio degli ispettori, per ulteriori approfondimenti, subito dopo l'ordinanza che ha disposto l'allontanamento della madre: "Confermo che abbiamo già dato disposizione di inviare gli ispettori. Va ricordato che un accertamento preliminare era già stato avviato a novembre. Direi che ora è arrivato il momento di arrivare a una definitiva conclusione di questa vicenda", ha detto Nordio da Brescia, dove si trova per un convegno organizzato da Fratelli d'Italia in vista del referendum. Gli ispettori, che avevano già acquisito una prima documentazione, dovrebbero arrivare a giorni in Abruzzo e non si esclude che possano ascoltare i magistrati o anche i diretti interessati dalla vicenda.
Non è l'unica novità che riguarda il caso: anche il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha deciso di organizzare una trasferta in Abruzzo. Non in qualità di membro del governo, ha spiegato, ma "da padre". Lo ha annunciato lui stesso pochi giorni fa, motivando così una mossa che dimostra plasticamente come il governo in carica invada continuamente la sfera della magistratura. Non solo a colpi di dichiarazioni che squalificano l'operato del tribunale, ma anche attraverso una visita ufficiale. Non è chiaro infatti quale possa essere lo scopo concreto di questa "missione" che il ministro dei Trasporti sta preparando in questi giorni: tutto fa pensare a una strategia comunicativa e di propaganda per sfruttare ancora una volta il clamore mediatico del caso in vista del referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo, facendo pressioni dirette sui giudici che hanno scritto l'ordinanza.
"Uno Stato che porta via i bambini a mamma e papà non è lo Stato in cui voglio far crescere i miei figli. In questi mesi le abbiamo provate tutte per la famiglia nel bosco: ricorsi, ispezioni ministeriali, petizioni, appelli. Niente, le cose vanno sempre peggio", ha detto Salvini un video messaggio. "Cosa rimane da fare? Andarci. Questa settimana ci andrò, non da vicepresidente del Consiglio, non da ministro" ma "da papà, da genitore disgustato da questa forma di violenza istituzionalizzata. Mi sembra che non sia la soluzione, mi sembra che quei tre bimbi che hanno vissuto per anni felici con mamma, papà, casetta e animali siano alla disperazione. Mi vergogno da italiano per quei due ragazzi stranieri, arrivati da lontano, che hanno cercato nell’Italia – pagando a differenza di tanti altri – il futuro per loro e per i loro figli".
Salvini, accompagnato da esperti legali della Lega, avrebbe in programma una serie di incontri con i responsabili della casa famiglia, con gli assistenti sociali, con gli psicologi che seguono i bambini e con i giudici minorili. Ieri sera, attraverso una nota emanata dal suo partito, il ministro ha ribadito le sue intenzioni, senza però indicare una data precisa per la visita alla casa famiglia
Ma resto un punto. In Italia il governo non ha il potere di annullare, modificare o ribaltare direttamente un'ordinanza o una sentenza emessa dai giudici. Questo perché esiste il principio della separazione dei poteri sancito dalla Costituzione, per cui la magistratura è un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
Eppure Salvini dice: "L'obiettivo è di fare tutto il possibile perché i bimbi, dopo mesi di allontanamento forzato dalla loro casa e dai loro genitori (prima dal padre e ora perfino dalla madre), vengano dissequestrati e la famiglia possa tornare a vivere insieme". Insomma, ha già stabilito che le valutazioni dei giudici sono sbagliate, a priori. Non si sa però di quali strumenti intenda avvalersi per intervenire direttamente sui provvedimenti che sono stati presi, alla luce delle criticità emerse.
Salvini condivide video con i pianti dei bambini separati dalla madre
Il ministro Salvini, per dar forza al suo ragionamento, condivide oggi un video sui suoi profili social, in cui si sentono i pianti dei bambini mentre salutano la madre, allontanata dalla struttura. Il video, rilanciato dal Corriere della Sera, è accompagnato da queste parole del vicempremier leghista: "Ma davvero giudici e assistenti sociali pensano così di aiutare quei tre poveri bimbi? Sono immagini vergognose che strappano il cuore a chiunque le guardi, ancora di più a chi è genitore. Da quasi quattro mesi questi bambini sono stati strappati alla loro vita serena e ai loro affetti: chi ha fatto queste scelte ci ripensi e si fermi, prima che il danno fatto a quei bimbi diventi irrecuperabile. Anche in queste ore sono in contatto con diversi professionisti ed esperti, e nei prossimi giorni andrò personalmente sul posto: qui non c’entrano la politica o i partiti, tutti quelli che hanno un cuore dovrebbero unirsi per fermare questa".
Il tribunale dell'Aquila si difende: "Decisioni per il benessere dei minori"
Il tribunale dei minorenni dell'Aquila, dopo giorni di polemiche, risponde agli attacchi politici ricevuti in merito all'ordinanza che dispone l'allontanamento della madre dei tre bambini dalla casa famiglia. "In considerazione del clamore mediatico suscitato da recenti vicende giudiziarie, tuttora in fase istruttoria da più parti commentate anche con toni aggressivi e non continenti, è premura dei magistrati che lavorano presso gli uffici giudiziari minorili ed in particolare, presso il Tribunale per i minorenni di L'Aquila e la Procura minorile di L'Aquila, affermare che ogni iniziativa giudiziaria di loro competenza è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età, come sanciti nella Costituzione e nelle fonti di diritto internazionale", si legge in una nota congiunta firmata dal presidente del tribunale per i minorenni dell'Aquila, Cecilia Angrisano, e del procuratore della Repubblica, David Mancini.
"Ogni procedimento minorile prevede tempi di valutazione e accertamento volti ad individuare e realizzare il superiore interesse dei minori coinvolti, per la cui determinazione ci si avvale anche del contributo delle scienze specialistiche di riferimento e dei servizi pubblici dedicati alla tutela dei minori – continua la nota -. Le sofferte e delicate decisioni in materia e particolarmente quelle incidenti sull'allontanamento dei minori dal contesto familiare non originano mai da posizioni ideologiche o pregiudiziali contro i genitori, ma mirano sempre a realizzare il benessere del minore, soggetto di diritti".
Secondo i due magistrati, "l'assicurazione della corretta crescita del minore e della serena evoluzione della sua personalità è il principio guida dell'azione giudiziaria degli uffici minorili che viene condotta con attenzione, sensibile partecipazione e coinvolgimento dei soggetti adulti che si pongano in posizione collaborativa".
"Si auspica, perciò – concludono -, che la collettività comprenda quanto il rispetto delle vite private dei soggetti coinvolti e di tutte le istituzioni chiamate ad operare sia fondamentale per la miglior gestione di queste sofferte vicende umane per le quali è istituzionalmente all'autorità giudiziaria minorile il compito di assumere decisioni, eventualmente sindacabili nei successivi gradi di giudizio".