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Rottamazione auto, svolta per i veicoli con fermo: chi non dovrà più pagare il bollo e da quando

Da venerdì 20 febbraio entra in vigore una legge che permette di cancellare le auto sottoposte a fermo amministrativo da tutti i registri e di rottamarle. Via libera anche alla rottamazione forzata da parte dei Comuni. È una novità per chi, fino a oggi, doveva continuare a pagare il bollo su vetture inutilizzabili: sono quattro milioni le “auto fantasma” in Italia. Ecco come funzionerà.
A cura di Luca Pons
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Novità in arrivo per gli automobilisti che sono proprietari di un'auto sottoposta a fermo amministrativo: venerdì 20 febbraio 2026 entra in vigore una legge che gli permetterà di cancellarla dai registri e rottamarla, invece di continuare a pagarci il bollo. La novità è contenuta nella legge 14/2026, approvata dal Parlamento a gennaio e pronta a entrare in vigore.

Da una parte, chi possiede le auto in questione potrà liberarsene per evitare i costi – anche se questo non cancellerà il debito che ha causato il fermo della macchina. Dall'altra, gli enti locali potranno eliminare più facilmente eventuali auto abbandonate.

Quali auto si possono rottamare

La rottamazione diventerà possibile per quelle automobili che sono fuori uso e sottoposti a fermo amministrativo. Fino a oggi, invece, non si poteva rottamare un'auto che fosse sottoposta a fermo amministrativo – una misura che scatta quando ci sono dei debiti con il Fisco non pagati, che impedisce la circolazione fino a quando il debito non è saldato. Dunque, chi si ritrovava in questa situazione aveva un doppio svantaggio. Non poteva usare l'auto fino a quando non avesse restituito la somma dovuta all'Agenzia delle Entrate; e doveva continuare a pagare il bollo auto sul veicolo. Fino al 2024 era necessario pagare anche l'assicurazione.

La stima fatta da Federcarrozzieri, associazione di categoria, è che ci siano quattro milioni di auto sottoposte a fermo amministrativo in Italia. Di queste, una su quattro sarebbe anche fuori uso, quindi inutilizzabile. Un milione di auto buone solo per la demolizione, ma tenute ‘bloccate'.

La nuova legge invece afferma esplicitamente che il fermo amministrativo non è un motivo valido per rifiutare di cancellare un'auto dal PRA (Pubblico registro automobilistico) o da qualunque altro registro pubblico. Questo vale sia per i proprietari, sia per i Comuni o altri enti locali che si trovano un'auto abbandonata. Se il proprietario non la reclama, questa può essere rimossa e demolita. La pratica richiede un paio di mesi, ma può anche essere immediata se ci sono "motivi di incolumità pubblica, di sicurezza pubblica o di sicurezza della circolazione stradale, di tutela ambientale", oppure esigenze "militari" o di "tutela del patrimonio stradale".

Come richiedere la rottamazione delle auto in fermo amministrativo e da quando

Da quando la nuova norma entrerà in vigore, venerdì 20 febbraio 2026, si potrà fare domanda di rottamazione e di cancellazione dai pubblici registri anche per le auto sottoposte a fermo amministrativo. La procedura sarà la stessa prevista oggi: la richiesta va inviata alla sede del PRA della propria provincia, gestito dall'Automobile club d'Italia (ACI) presso la motorizzazione.

La legge specifica, però, che "nel caso veicoli sottoposti a fermo amministrativo" non basterà fare al richiesta di cancellazione dal PRA. Bisognerà allegare anche la "attestazione di inutilizzabilità del veicolo". Questo è un documento aggiuntivo che andrà richiesto "al competente ufficio della polizia locale" oppure al Comune. Dunque, i tempi tecnici si allungheranno.

Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri, ha parlato di una "piccola rivoluzione" con questa legge. Comuni, enti locali e proprietari possono "richiedere sia la radiazione del mezzo, ossia la cancellazione da Pra e da ogni pubblico registro, sia la rottamazione, ossia la distruzione fisica del veicolo, con vantaggi per tutti". Anche i Comuni, infatti, ci guadagneranno perché "potranno rimuovere con più facilità le automobili abbondate in strada o su terreni pubblici, e quelle che rappresentano un pericolo sul fronte della circolazione o dell’ambiente".

Cosa cambia per bollo e incentivi auto

La nuova norma ‘sblocca' la situazione di chi ha un'auto in fermo amministrativo. Il vantaggio principale è che, dopo la rottamazione, non si è più tenuti a pagare il bollo auto. Tuttavia, la misura non è priva di svantaggi. Per prima cosa, naturalmente il debito con il Fisco che ha causato il fermo non è estinto.

In più, "al proprietario" del veicolo da rottamare "non può comunque essere concessa alcuna forma di agevolazione, contributo o incentivo pubblici per l'acquisto di un nuovo veicolo". Insomma, se l'auto è sottoposta a fermo amministrativo la rottamazione non dà accesso ad alcun bonus auto per comprare una macchina nuova.

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