I ritardi nelle consegne delle dosi dei vaccini anti-Covid faranno slittare l’immunità di gregge. A certificarlo sono le parole del ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, a Sky Tg24. “È evidente che, se i vaccini non ci sono, slitta di qualche settimana o mese l'immunità di gregge. Non dipende da noi ma dalle aziende che forniscono i vaccini”, afferma. Boccia comunque assicura che non ci saranno problemi per i richiami a chi ha già ricevuto la prima dose: i richiami saranno “fatti e garantiti”, anche se il piano vaccinale dovrà essere rimodulato “in base ai numeri ridotti”. “Pretendiamo che quei numeri siano ripristinati”, aggiunge ancora il ministro, sottolineando che se ci sono problemi produttivi “devono spiegarceli”, ma “se i vaccini destinati all’Ue finiscono in altri continenti è molto grave”.

Il governo pretende che i numeri delle consegne dei vaccinivengano rispettati”, come spiega Boccia: “Serve uno Stato forte per imporre alle aziende il rispetto delle regole”. Nonostante il probabile rinvio dell’immunità di gregge, comunque, c’è chi resta ottimista, come Giuseppe Ippolito, componente del Comitato tecnico-scientifico e direttore dello Spallanzani: “Non disperiamo. Abbiamo il tempo per riprenderla. La pianificazione della campagna vaccinale è stata effettuata sulla base di una potenziale disponibilità di dosi in un dato momento. Purtroppo non tutti i vaccini sono stati approvati nei tempi previsti. Inoltre, quando le quantità attese non vengono, come sta accadendo, consegnate è necessario rimodulare i programmi e l'Italia lo sta facendo”, afferma al Corriere della Sera sostenendo che ci sia tempo per recuperare.

A livello europeo, intanto, è il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, a spiegare che l’Unione si impegnerà per far rispettare i contratti alle compagnie che hanno firmato i contratti per la fornitura dei vaccini. Intervenendo a Europe Radio 1, Michel annuncia: “Abbiamo intenzione di far rispettare i contratti che hanno firmato alle compagnie farmaceutiche usando i mezzi legali a nostra disposizione”. Michel, parlando dei ritardi di Pfizer e AstraZeneca, non fa riferimento a eventuali sanzioni, ma sottolinea che l’obiettivo dell’Ue è puntare su una maggiore trasparenza sulle motivazioni dei ritardi.