Renzi: “Abbiamo mandato a casa Salvini per non morire sovranisti. Ma non vogliamo vivere grillini”

"Abbiamo mandato a casa Salvini perché non volevamo morire da sovranisti. Ma adesso non vogliamo vivere da grillini": lo scrive Matteo Renzi nella sua Enews settimanale, a meno di un mese dalle elezioni regionali. "Italia Viva è la casa di chi non si rassegna al populismo. Ci aiutate a smentire i sondaggi? ", scrive il senatore parlando poi delle alleanze tra Partito democratico e Movimento Cinque Stelle in alcuni territori. "Farò molte iniziative nelle Regioni dove si vota. A cominciare dalla Puglia del mio amico Ivan Scalfarotto. E proseguendo con la Campania, le Marche, il Veneto, la Valle d’Aosta e, per finire, con la Liguria, dove l’accordo Pd-Cinque Stelle ha prodotto un candidato presidente diretta espressione del Fatto Quotidiano, il giornalista giustizialista Sansa. Normale che noi siamo orgogliosamente da un’altra parte, sostenendo – insieme a Lella Paita – il candidato Massardo", scrive ancora Renzi.
Quindi si riferisce alle suppletive per il collegio in Senato del Nord della Sardegna e attacca nuovamente l'alleanza tra dem e pentastellati: "Ma attenzione: tra i tanti territori in cui si vota, segnalo le suppletive per il collegio senatoriale del Nord Sardegna. Il candidato che noi sosteniamo, l’avvocato Marras, è la migliore espressione del civismo e della qualità politica e umana. È vero che, anche in questo caso, Cinque Stelle e Pd si sono accordati su un altro nome. Ma, se vogliamo davvero riqualificare la politica e il Parlamento, occorre partire dalla qualità delle persone: e chi conosce quel territorio sa che l’esperienza dell’avvocato Marras potrebbe essere molto preziosa in Senato. Per la Sardegna e per l’Italia", scrive.
Infine, parlando della seconda edizione della scuola di formazione politica, afferma in conclusione, lanciando un ultimo affondo al populismo: "L’educazione è la vera arma per combattere il populismo. Dobbiamo dire alle ragazze e ai ragazzi che conviene studiare, impegnarsi, approfondire: non rimanere mai schiavi della superficialità dei populisti".