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Regolarizzazione migranti, FdI vuole sospendere la sanatoria: ”È un fallimento”. Patuanelli dice no

Il ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli, durante il question time alla Camera, ha risposto a un’interrogazione parlamentare di Fratelli d’Italia, che chiede di sospendere la sanatoria per la regolarizzazione, avviata con il dl Rilancio, alla luce degli scarsi effetti che ha avuto nel settore agricolo. “Non intendo sospendere la sanatoria, anche perché non è di mia competenza”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli (M5s) al questione time alla Camera ha risposto a un'interrogazione presentata da Fratelli d'Italia, in particolare dai deputati Lollobrigida, Ciaburro e Prisco, a proposito dell'eventualità di sospendere la sanatoria, introdotta con il decreto Rilancio, per la regolarizzazione dei migranti e dei lavoratori in nero, alla luce degli scarsi effetti prodotti nel comparto agricolo, e considerato anche il fatto che non ha prodotto il risultato di incrementare la manodopera, come chiedevano le associazioni di categoria.

"La sanatoria avviata da Bellanova per combattere il caporalato nei campi ha raccolto solo 30mila domande tra i braccianti agricoli, appena il 15% degli stagionali richiesti dalle associazioni di categoria, e il 10% degli immigrati occupati nel settore. Invece hanno fatto domanda 170mila persone tra colf, badanti e baby sitter. Il fallimento è rilevante, anche per quanto riguarda i lavoratori domestici. Sono rimasti nell'ombra un milione di lavoratori italiani, per i quali è più conveniente non dichiarare nulla", ha detto la deputata Ciaburro nella sua interrogazione.

Il ministro Patuanelli ha replicato così: "Non intendo sospendere la sanatoria, anche perché non è competenza del ministero delle Politiche agricole, la competenza è del ministero dell'Interno e del Lavoro, che hanno firmato tra l'altro i due decreti attuativi della misura. Non mi occupo nemmeno delle colf e delle badanti. Credo però che sia centrale la questione del caporalato e dello sfruttamento del lavoro nero, sia che si tratti di un lavoratore italiano sia se si tratti di un immigrato clandestino. È un tema che storicamente colpisce il settore agricolo. Per superarlo bisogna intervenire perché non accada, non con sanatorie".

"Servono strumenti contrattualistici in grado di garantire la stagionalità e contemporaneamente un reddito dignitoso a chi lavora nelle campagne. E poi garantire una trasmissione del valore aggiunto della filiera agricola che arrivi ai produttori e non si fermi prima, in modo che i produttori possano avere la marginalità sufficiente per garantire ai propri dipendenti contratti dignitosi. Sono queste le cose che può fare il ministro competente per le Politiche agricole. Non mettere il freno a una sanatoria, che tra l'altro ha avuto termine ad agosto, e in questo momento sono in fase di analisi le circa 207mila domande, con un meccanismo molto complicato di valutazione e verifica, spesso fatto a distanza. Ultimamente è stato fatto un bando per l'assunzione di 800 persone, per smaltire tutte le domande che sono rimaste" accumulate nelle prefetture.

"Non siamo soddisfatti – ha risposto il deputato Emanuele Prisco – ma comprendo l'imbarazzo di far parte di una maggioranza così eterogenea da non poter dare risposte chiare. Abbiamo visto il M5s al fianco con Salvini nel tentativo di chiudere i porti, poi con l'onorevole Boldrini e la ministra Bellanova, a regolarizzare immigrati irregolari. Altro che lotta al caporalato, signor ministro. Lei vuole scaricare tutta la responsabilità di quelle scelte infruttuose sull'ex ministra Bellanova, ci sono state su 200mila domande di regolarizzazione solo circa 30mila in ambito agricolo, per lo più trasformando permessi già esistenti. Un settore che avrebbe bisogno invece di corridoi verdi, semplificando la burocrazia. Perché la difficoltà di reperire lavoratori con la pandemia è molto difficile. Per questo noi chiediamo di sospendere subito la sanatoria".

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