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Regione Lombardia: minuto di silenzio per Andreotti, ma Ambrosoli resta fuori dall’aula

Giorgio Ambrosoli – padre di Umberto – venne ucciso nel 1979: mandante dell’omicidio fu quel Michele Sindona con il quale Andreotti aveva frequenti rapporti.
A cura di Davide Falcioni
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Un minuto di silenzio per Giulio Andreotti stamattina al Consiglio Regionale della Lombardia. Ad inizio seduta il presidente dell’Aula Raffaele Cattaneo (Pdl) ha letto un lungo ricordo dell’attività politica di Andreotti. "Con la sua scomparsa – ha detto in un passaggio – se ne va un pezzo di storia italiana che appartiene a tutti, amici e avversari politici". Tutti in piedi i consiglieri presenti, che hanno poi osservato un minuto il silenzio. Non si è presentato volutamente in Aula Umberto Ambrosoli, coordinatore dell’opposizione in Consiglio Regionale, figlio dell'eroe borghese Giorgio, ucciso nel 1979.

Nel 2010 Andreotti, intervistato da "La storia siamo noi", aveva detto a proposito dell'omicidio di Giorgio Ambrosoli: "Certo era una persona che in termini romaneschi direi se l'andava cercando". Il senatore a vita poi si scusò per quella frase, che scatenò parecchie polemiche. Da quanto emerso da diversi procedimenti giudiziari, Andreotti avrebbe avuto rapporti stretti con Michele Sindona, mandante dell'omicidio di Ambrosoli. "Quella frase – ha spiegato poi Umberto Ambrosoli ai giornalisti – racchiude un'idea di responsabilità istituzionale che non condivido. Non è il caso di fare polemica, è comprensibile che in occasione della morte di una persona che ha ricoperto ruoli di primo piano le istituzioni lo commemorino, ma le istituzioni sono fatte di persone ed è legittimo che ognuno faccia i conti con il significato che alla storia di ciascuna persona si vuole dare", ha detto Ambrosoli a margine dei lavori d'aula, a proposito del suo gesto.

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