Fonte: Facebook / Stefano Bonaccini
in foto: Fonte: Facebook / Stefano Bonaccini

Il governatore dem dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, non rincorrerà nessuno. Alla notizia annunciata dal Movimento Cinque Stelle, che si presenterà da solo alle prossime elezioni regionali, dopo aver rimesso la decisione alla piattaforma online Rousseau, l'attuale presidente della Regione e candidato del Partito democratico il prossimo 26 gennaio, commenta: "Le forze che vincono insieme governano insieme e questa sarebbe la prima volta per il Movimento. Rinunciare ad assumersi responsabilità significa precludersi la possibilità di contare e lavorare per i propri obiettivi. Oltre che regalare un vantaggio a una destra che non sta mostrando particolare interesse per questa Regione, ma solo l'intenzione di mandare a casa il governo di Giuseppe Conte".

In un'intervista con il Corriere della Sera, Bonaccini etichetta come un errore il rifiuto dei pentastellati di "confrontarsi sul merito dei problemi che abbiamo davanti e sulle questioni che ho proposto in modo aperto per i prossimi cinque anni": soprattutto tenendo conto che il Pd e il M5s hanno già collaborato in Regione su molte cose. "Sui diritti civili, su quelli sociali e da ultimo anche sul plastic free. Oggettivamente negli ultimi mesi sono state più le cose che ci hanno visti uniti rispetto a quelle che ci hanno diviso".

Ad ogni modo, Bonaccini esclude qualsiasi interferenza della situazione in Emilia Romagna sul piano nazionale: "Il 26 gennaio si vota per questa Regione e i cittadini alla fine dovranno scegliere tra me e Lucia Borgonzoni. Dire che si vuole vincere qui per mandare a casa il governo è una mancanza di rispetto verso i cittadini della mia Regione, perché alla fine saremo presidenti io o Borgonzoni, non Salvini o Conte". E commenta quindi il faccia a faccia avuto con la senatrice leghista e candidata del centrodestra andato in onda qualche giorno fa alla trasmissione Cartabianca su Rai3: "Mi è parso un confronto molto civile e per la prima volta abbiamo potuto discutere di Emilia Romagna".

Bonaccini pare fiducioso e non pensa che l'Emilia Romagna opterà per un cambiamento: "La ricetta sovranista sarebbe mortale per una Regione che vive esportando prodotti di eccellenza, attraendo capitali dall'estero e ospitando un turismo in costante crescita. Cambiare si deve, ma noi dobbiamo andare avanti, non tornare indietro".