"Questa riforma è uno spot, è soltanto un tributo alla demagogia. Si riduce il numero dei parlamentari ma quattro anni fa, quando noi volevamo ridurre davvero il numero dei parlamentari insieme alla modifica del Senato, alla semplificazione delle Regioni, dov'era Salvini? Era a fare campagna elettorale contro di me. Che vinca il sì o che vinca no, per il procedimento legislativo non cambia niente". Il leader di Italia viva Matteo Renzi commenta così a Radio Anch'io, su Radio 1, il referendum sul taglio dei parlamentari, che si terrà il prossimo 20 e 21 settembre.

A fine agosto il senatore di Scandicci aveva detto che avrebbe lasciato ai suoi libertà di voto, senza schierarsi apertamente né a favore del Sì né a favore del No. "Se decidiamo fare il proporzionale – io non lo amo – ma se decidiamo di fare il proporzionale bisogna fare come in Germania: una sola camera decidente con la Camera alta che ha altre funzioni, un sistema con la sfiducia costruttiva. Bisogna fare le cose sul serio. Se vuoi far le riforme istituzionali sul serio, bisogna fare le cose per bene, se vogliamo seguire i cialtroni che raccontano degli spot e non un progetto di riforma, va tutto bene".

"Salvini non ha neanche l'abitudine di seguire i lavori parlamentari, io non ho votato come dice lui. ma questo è secondario", ha aggiunto replicando a Matteo Salvini, che aveva lanciato un affondo all'ex premier rispondendo a una domanda sull'eventuale rafforzamento del governo con la vittoria: "Io non faccio calcoli. Ho votato sì 4 volte e voto sì 5 volte, non faccio come Renzi. Il Parlamento può funzionare bene anche con 300 parlamentari in meno? Sì. Questa riforma risolve i problemi? No", ha detto il leader della Lega a Radio Anch'io su Radio.

A proposito delle elezioni regionali in Toscana ha detto: "La paura non rientra tra le mie caratteristiche, non ho paura per la Toscana. Salvini ha una candidata che in Europa sta con Marine Le Pen. Se avessimo dato ascolto a Salvini non avremmo preso i 209 miliardi dall'Europa. Alla fine vincerà il centrosinistra, ma non ho paura: poi la partita è sempre aperta", ha aggiunto. "Ceccardi è quella che vuole cancellare ‘Imagine' di John Lennon perché comunista. Si sarà confusa tra Lennon e Lenin", ha concluso.