3.952 CONDIVISIONI
Manovra economica 2022
2 Dicembre 2022
16:12

Reddito di cittadinanza, Todde (M5s): “Governo Meloni fa la guerra ai poveri, politica vergognosa”

La vicepresidente del Movimento 5 Stelle spiega, intervistata da Fanpage.it, perché ritiene la legge di Bilancio del governo Meloni “insufficiente, insoddisfacente e misera”. Secondo Alessandra Todde le politiche dell’esecutivo sul reddito di cittadinanza sono “assolutamente vergognose”. E attacca: “Questo governo fa la guerra ai poveri”.
A cura di Tommaso Coluzzi
3.952 CONDIVISIONI
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Manovra economica 2022

"Questa manovra è insufficiente, insoddisfacente e misera". Va dritta al punto Alessandra Todde, deputata e vicepresidente del Movimento 5 Stelle intervistata da Fanpage.it, nel criticare la legge di Bilancio del governo Meloni. "È insufficiente perché se pensiamo che su 35 miliardi di manovra, 21 miliardi vengono spesi entro i prossimi tre mesi, capiamo che non c’è nessun tipo di previsione di quello che sarà fatto dopo per il tema energetico – sottolinea – Insoddisfacente perché è una manovra in continuità con il governo precedente, che impatterà per lo 0,6% del Pil, parole di Giorgetti, e soprattutto non ha nessun tipo di misura espansiva. Non ci sono investimenti".

Il punto, però, è che viste le risorse limitate il margine di manovra era veramente minimo. O almeno così racconta il governo. "Cosa avremmo fatto di diverso? Intanto non tagliare il reddito di cittadinanza, per questo considero la manovra misera, perché andare ad attaccare i poveri è una cosa da non fare mai, ma soprattutto in questo momento in cui c'è una situazione molto complicata nel Paese". La vicepresidente del Movimento rilancia: "Avremmo investito sicuramente in un'industria 4.0, l'avremmo rifinanziata e avremmo investito in sanità e in istruzione".

L'abolizione del reddito di cittadinanza è la misura di cui più si è parlato in questi giorni, su cui la deputata ha un'opinione molto netta: "Questo governo fa la guerra ai poveri e bisogna dirlo chiaramente. Dopo una campagna elettorale vergognosa, durante la quale è stato detto da Meloni che il reddito è metadone di Stato, si è scoperto governando che i due terzi dei percettori hanno diritto a prenderlo. Sono persone che sono inabili al lavoro, minori". Mentre "ai 660mila cosiddetti occupabili è stato detto ‘vi sosteniamo per otto mesi, poi vi trovate lavoro' – continua Todde – E così il compito di trovare un lavoro è stato riscaricato su chi oggettivamente aveva problemi a trovarlo anche prima". Questo è "assolutamente vergognoso, anche a fronte dei dati Svimez recenti che dicono che ci sono 700mila nuovi poveri in Italia – continua la deputata – Le politiche di questo governo nei confronti delle fasce più fragili della nostra popolazione sono assolutamente vergognose".

Un'altra polemica riguarda la revisione di Opzione donna, che modifica – e di molto – la possibilità di andare in pensione per le lavoratrici: "Io la chiamerei discriminazione donna, perché prevede una platea di neanche tremila donne e soprattutto perché mette dei paletti come il numero di figli – attacca Todde – Personalmente non ho figli e mi sento molto discriminata da questo tipo di politiche". Sul superamento della Fornero, invece, che era stato promesso in campagna elettorale, sottolinea: "La riforma che non è arrivata, c'è l'ennesima misura ponte, anche qui con una platea risibile".

"Le misure di questo governo, anche in termini di aiuto ai lavoratori, sono assolutamente insufficienti e soprattutto strizzano l'occhio all'evasione – attacca ancora la deputata pentastellata – L'abbiamo visto con l'eliminazione dell'obbligo del Pos fino a 60 euro e l'innalzamento al tetto dei contanti fino a cinquemila euro, quando tutti i report della Banca d'Italia dicono che c'è correlazione con l'evasione fiscale". E anche l'aumento della flat tax da 65mila a 85mila euro, "significa mettere in competizione i lavoratori autonomi con i lavoratori dipendenti". Non c'è "un aiuto reale neanche sul cuneo fiscale", perché "non è stato fatto altro che prorogare quelle che erano le misure del governo Draghi".

Cambiando pagina, invece, è stata una settimana importante sul fronte interno per ciò che riguarda la guerra in Ucraina. Il governo prima ha provato a prorogare l'invio di armi con un emendamento, poi l'ha approvato sotto forma di decreto. "Noi abbiamo detto molto chiaramente che trattare l'inizio della guerra come una situazione che si sta prorogando nei mesi non è accettabile – sottolinea Todde – Un conto è stata l'aggressione a febbraio della Russia nei confronti dell'Ucraina, che è stata condannata. Poi è stata data la possibilità sacrosanta all'Ucraina di ricevere armamenti per potersi difendere, ma per riuscire a sedersi a un tavolo negoziale serve un cessate il fuoco".

"Dal nostro punto di vista – continua la vicepresidente del Movimento 5 Stelle – non si ottiene continuando a inviare armi all'Ucraina, che in questo momento non ne ha bisogno considerando che ne ha ricevute molte soprattutto dagli Stati Uniti. Stiamo chiedendo che si apra finalmente un tavolo negoziale serio sotto l'egida dell'Onu, con il coinvolgimento della Santa Sede. E che si cominci effettivamente a parlare di negoziato, che credo che sia l'unica cosa necessaria in questo momento, perché la guerra crea sofferenze soprattutto all'Ucraina".

L'opposizione divisa, intanto, sembra continuare ad agevolare il governo nelle sue decisioni: "Quello che è importante quando si parla di convergenza delle opposizioni sono i temi – spiega Todde – è importante che noi portiamo avanti le nostre linee programmatiche in maniera coerente, perché questo è quello che dobbiamo al nostro elettorato". Poi, "se ci sono degli avvicinamenti anche da parte del Partito Democratico alla nostra linea certamente noi non ci opponiamo, però è importante per noi essere coerenti rispetto a quello che abbiamo promesso al nostro elettorato".

3.952 CONDIVISIONI
130 contenuti su questa storia
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni