I 9 miliardi da investire nella sanità, previsti nella prima bozza del Recovery plan, hanno messo d'accordo praticamente tutti i partiti: non erano abbastanza. Dopo mesi di trattative, con una crisi di Governo minacciata costantemente, si sta cercando un accordo su una nuova bozza di piano per spendere i famosi fondi europei. Tutti i partiti, dal Pd a Leu, dal Movimento 5 Stelle a Italia Viva, hanno chiesto maggiori investimenti sul settore messo in ginocchio dalla pandemia. Ora sembra che il Ministero dell'Economia sia riuscito a far quadrare i conti, raddoppiando la cifra iniziale e arrivando a 18 miliardi di euro totali. Un lavoro di fino per tenere insieme tutte le richieste delle forze di maggioranza e trovare un accordo sul Piano di ripresa e resilienza, ripartendo da qui, magari, anche nei rapporti tra partiti. Ma con un'ombra: il Mes.

Secondo quanto riportato da Quotidiano Sanità, i 18 miliardi di investimenti sarebbero così suddivisi: 7,5 miliardi andrebbero in risorse per il territorio, di cui 4 per case della comunità, uno in casa come primo luogo di cura, 2 in sviluppo delle cure intermedie a livello nazionale e 0,5 sullo sviluppo di un modello di sanità pubblica ecologica. Dieci miliardi andrebbero in risorse per gli ospedali: 3,41 nell'ammodernamento tecnologico e digitale delle strutture, 5,6 negli ospedali e uno nel potenziamento del Fascicolo Sanitario Elettronico. Infine 0,3 miliardi sarebbero destinati a ricerca e trasferimento tecnologico (0,2 alla valorizzazione e potenziamento della ricerca biomedica e 0,1 all'ecosistema innovativo della salute), e 0,2 miliardi andrebbero al potenziamento nella formazione del personale.

In tutto questo il vero dubbio è legato al Mes, perché non è chiaro se l'aumento dei fondi per la sanità corrisponda ad un'apertura all'utilizzo del Meccanismo europeo. In tal caso sarebbe una vittoria enorme per Matteo Renzi, che ha messo l'utilizzo del Mes sanitario tra le richieste prioritarie di Italia Viva, ma anche per il Partito Democratico, favorevole allo strumento. Sarebbe difficile, quasi impossibile, accettarlo per il Movimento 5 Stelle. Il Mes è comparso comunque nei dossier del Ministero dell'Economia e probabilmente se ne discuterà nelle riunioni con i capidelegazione: si potrebbe anche decidere di prendere parte dei soldi, una sorta di mini-Mes che potrebbe rappresentare il punto d'incontro per placare gli animi. Prendere 12 dei 36 miliardi disponibili da investire subito nella sanità. Difficile che i 5 Stelle accettino questa opzione, ma potrebbe essere la base su cui trovare un accordo.