Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha trasmesso ieri sera ai presidenti di Senato e Camera le linee guida per la definizione del Piano italiano di ripresa e resilienza per accedere ai fondi previsti dal Recovery Fund. Nella lettera che accompagna il documento (settanta pagine comprese le schede) Conte ha manifestato la sua disponibilità a riferire in Parlamento.

Cosa contiene il documento? Le sfide del PNRR possono essere così sintetizzate: migliorare la resilienza e la capacità di ripresa dell'Italia; ridurre l'impatto sociale ed economico della crisi pandemica, sostenere la transizione verde e digitale; innalzare il potenziale di crescita dell'economia e la creazione di occupazione. I progetti dovranno essere orientati a ottenere una digitalizzazione e innovazione del sistema produttivo, rivoluzione verde e transizione ecologica, infrastrutture per la mobilità, migliorare istruzione, formazione, ricerca e cultura, raggiungere un più alto livello di equità sociale, e migliorare la tutela della salute, rafforzando per esempio la tempestività della risposta del nostro Sistema sanitario alle emergenze.

Come è spiegato nell'introduzione "I regolamenti attuativi di Next Generation EU non entreranno in vigore prima dell'inizio del 2021. Solo da quel momento sarà possibile presentare ufficialmente i PNRR alla Commissione europea". Il Governo, per poter avviare un dialogo informale con la Commissione già a partire dal mese di ottobre, si sta portando avanti con il lavoro, elaborando queste Linee guida per la definizione del PNRR, da sottoporre all'esame del Parlamento nazionale. Sulla base di quanto deciderà il Parlamento verrà elaborato lo schema del Piano di ripresa e resilienza, con la previsione di progetti di investimento e riforma. Lo schema sarà quindi presentato al Parlamento, per la sua approvazione definitiva. I vari punti sono coerenti con il Piano di Rilancio presentato dal presidente del Consiglio, elaborato dopo una lunga fase di analisi e studio, del comitato di esperti in materia economica e sociale guidato da Vittorio Colao.

Gli obiettivi

Il Piano di Rilancio del governo è stato costruito intorno a tre linee strategiche (modernizzazione del Paese; Transizione ecologica; Inclusione sociale e territoriale, parità di genere), per la cui realizzazione sono state seguite nove direttrici:

  1. Un Paese completamente digitale
  2. Un Paese con infrastrutture sicure ed efficienti
  3. Un Paese più verde e sostenibile
  4. Un tessuto economico più competitivo e resiliente
  5. Un piano integrato di sostegno alle filiere produttive
  6. Una Pubblica Amministrazione al servizio dei cittadini e delle imprese
  7. Maggiori investimenti in istruzione, formazione e ricerca
  8. Un ‘Italia più equa e inclusiva, a livello sociale, territoriale e di genere
  9. Un ordinamento giuridico più moderno ed efficiente

Sulla base delle richieste della Commissione Ue gli obiettivi a lungo termine del Piano italiano di ripresa e resilienza possono essere così elencati:

• Raddoppiare il tasso medio di crescita dell'economia ita liana (0.8% nell'ultimo decennio), portandolo quantomeno in linea con la media UE (1,6%)
• Aumentare gli investimenti pubblici per portarli almeno al 3% del PIL
• Portare la spesa per Ricerca e Sviluppo (R&S) al di sopra della media UE (2,1%. rispetto al nostro attuale 1.3%)
• Conseguire un aumento del tasso di occupazione di 10 punti percentuali per arrivare all'attuale media UE (73.2% contro il 63,0% dell'Italia)
• Elevare gli indicatori di benessere, equità e sostenibilità ambientale
• Ridurre i divari territoriali di reddito, occupazione, dotazione infrastrutturale e livello dei servizi pubblici
• Aumento dell'aspettativa di vita in buona salute
• Promuovere una ripresa del tasso di natalità e della crescita demografica
• Abbattere l'incidenza dell'abbandono scolastico e dell'inattività dei giovani
• Migliorare la preparazione degli studenti e la quota di diplomati e laureati
• Rafforzare la sicurezza e la resilienza del Paese a fronte di calamità naturali, cambiamenti climatici, crisi epidemiche e rischi geopolitici
• Promuovere filiere agroalimentari sostenibili e combattere gli sprechi alimentari
• Garantire la sostenibilità e la resilienza della finanza pubblica

I criteri di valutazione dei progetti

Il Piano sarà costruito raccogliendo le proposte che arrivano dalle amministrazioni, dagli enti territoriali e da potenziali co-investitori, selezionandole sulla base di criteri fissati nelle linee guida. In estrema sintesi verranno presi in considerazione quei progetti che abbiano un "significativo impatto positivo su crescita del PIL potenziale e dell'occupazione"; "Piena coerenza con gli obiettivi strategici e macro-settoriali del PNRR"; "costi e gli impatti economici, ambientali e sociali quantificabili, motivati e ragionevoli"; deve esserci poi un'"indicazione della tempistica e modalità di attuazione, con target intermedi e finali"; "chiara identificazione del soggetto attuatore".