Il tema del salario minimo ritorna nell'agenda di governo. Ieri è stata la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a parlarne: "Tutti devono accedere ai salari minimi, anche attraverso la contrattazione collettiva. I salari minimi funzionano, è giunto il momento che il lavoro ripaghi", ha detto la presidente della Commissione europea nel suo intervento sullo Stato dell'Unione. "Il dumping salariale danneggia i lavoratori e gli imprenditori onesti, mette a repentaglio la concorrenza sul mercato del lavoro – ha aggiunto von der Leyen – per questo faremo una proposta per un salario minimo in tutti gli Stati dell'Unione. Tutti devono avere accesso ai salari minimi o attraverso la contrattazione collettiva o con salari mini statutari, è arrivato il momento che il lavoro venga pagato nel modo equo".

L'attuazione del provvedimento, fortemente spinto dal M5s, è appunto uno dei punti delle linee guida per il Recovery Plan annunciate dal presidente del Consiglio Conte. Tra le politiche indicate nel documento che premier ha trasmesso al Parlamento, che contiene appunto le linee guida per la stesura del Piano italiano di ripresa e resilienza per accedere ai fondi previsti dal Recovery Fund, tra le politiche e riforme di supporto al piano, tra le quali c'è anche una riduzione strutturale del cuneo fiscale sul lavoro tram i te riforma IRPEF in chiave progressiva, il sostegno alle famiglie e alla genitorialità in raccordo con il Family Act, viene indicata proprio "l'introduzione del salario minimo legale" che "garantirà ai lavoratori nei settori a basso tasso di sindacalizzazione un livello di reddito collegato ad uno standard minimo dignitoso, evitando al contempo dumping contrattuale e rafforzando la contrattazione nei settori in cui è più debole". La tutela dei lavoratori più fragili verrà garantita con il rafforzamento della contrattazione collettiva nazionale e della rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro.

"Il salario minimo è un tassello essenziale" del progetto italiano di rilancio "e vogliamo realizzarlo inserendo anche una detassazione dei rinnovi contrattuali per portare i contratti a rialzo senza gravare sulle imprese", ha ribadito la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, definendo "positive le parole della Presidente Ursula von der Leyen, che oggi (ieri ndr) ha annunciato un'iniziativa della Commissione Europea finalizzata a garantire, a tutti i lavoratori dei Paesi dell'Unione, un salario minimo, anche per arginare gli effetti negativi dell'epidemia Covid-19 sul mercato del lavoro".

"Il salario minimo – ha scritto il ministro – è da sempre un obiettivo mio e di tutto il Movimento 5 Stelle. Una risposta essenziale per contrastare il cosiddetto dumping salariale, riequilibrare il sistema di concorrenza interna fra le imprese e ridare dignità e futuro ai "working poor" (i lavoratori poveri) e alle loro famiglie. Una risposta che la crisi innescata dalla pandemia ha reso ancora più urgente e necessaria e sulla quale, come Italia, dobbiamo investire con determinazione nel nostro progetto di rilancio". "La rinascita del mercato del lavoro – conclude – passa attraverso un sistema salariale più equo e avanzato".

E oggi è lo stesso ministro degli Esteri Luigi Di Maio a commentare le dichiarazioni della presidente della Commissione Ue: "La presidente della Commissione europea nel suo discorso ieri si è posta come obiettivo il salario minimo" e "in quel programma di Ursula von der Leyen ci sono anche scelte dei 5 Stelle", ha detto il ministro intervenendo ad Agorà, su Rai 3. "Lo dissi fin da quando divenni capo politico del M5S che non era più tempo di uscire dall'Europa e lo dimostra il fatto che il Movimento è stato determinante per l'elezione di Ursula von der Leyen. Non è un caso che ieri abbia parlato di salario minimo europeo".