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Opinioni
Elezioni politiche del 25 settembre 2022 in Italia
12 Settembre 2022
12:18

Quanto costa realizzare il programma elettorale del Terzo polo di Azione e Italia Viva

Continua l’analisi dei costi dei programmi elettorali, realizzata dal think tank Tortuga in collaborazione con Fanpage.it. Ecco quanto serve per realizzare il programma del Terzo polo di Azione e Italia Viva.
A cura di Tortuga
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Elezioni politiche del 25 settembre 2022 in Italia

Il think tank Tortuga in collaborazione con Fanpage lancia una serie di articoli per rispondere a una delle domande più pressanti di questa campagna elettorale: ma quanto costerebbe implementare i programmi dei principali schieramenti politici?

Questo esercizio ha l’obiettivo sia di verificare in linea di massima la fattibilità economica e politica di tali misure, ma in modo più rilevante quella di capire i diversi livelli di priorità che sono attribuiti dalle forze politiche a differenti aree di interesse.

Occorre precisare però che la vaghezza di alcune proposte pone dei forti limiti alla capacità di stima per tutte le misure. Ciononostante, parlare anche di costi, seppur formulati su ipotesi, è un esercizio che riteniamo essenziale al dibattito democratico.

In questo secondo articolo – dopo quello sul Movimento 5 Stelle – ci occupiamo di Azione/Italia Viva, analizzando il programma nelle sue principali componenti.

Crescita Economica 

La prima sezione del programma di Azione/Italia Viva si concentra su crescita e produttività. Per rilanciare produttività e crescita, il Terzo Polo punta a “Ripristinare e rafforzare industria 4.0”, estendendola anche agli investimenti nella transizione ecologica. La misura, introdotta dal Governo Renzi con proprio Carlo Calenda al MISE, si compone di incentivi alle imprese, come ad esempio crediti d’imposta e agevolazioni fiscali, al fine di favorire investimenti in nuove tecnologie e ammodernamento del capitale produttivo. Studi risalenti al 2017 di Banca d’Italia e Commissione Europea stimavano un costo della misura tra i 13 e i 18 miliardi su un arco quinquennale. Il PNRR riprende il disegno di Industria 4.0 sotto il nome di Transizione 4.0, allocando circa 14 miliardi di investimenti totali.

Inoltre, Azione/IV identificano di primaria importanza il potenziamento degli Istituti Tecnici Superiori con l’obiettivo di colmare il divario tra competenze richieste dal mercato e competenze offerte dalla forza lavoro. In linea con il PNRR, si propone un investimento totale di 1,5 miliardi per raddoppiare il numero degli iscritti attraverso un aumento degli istituti.

Costo totale: 15,5 miliardi di Euro

Rilancio del Mezzogiorno

La seconda parte della sezione si concentra su proposte specifiche per la crescita del Mezzogiorno, tra cui: rafforzamento della rete ferroviaria ad alta velocità, decontribuzione sul lavoro dipendente e potenziamento delle Zone Economiche Speciali (ZES).

Riguardo al primo punto, il programma prevede completamento e la realizzazione di reti ferroviarie su diverse direttrici nel Sud Italia. Questa proposta appare molto simile agli investimenti previsti nel PNRR, nel quale viene stimato un esborso totale di 4,64 miliardi di Euro.

Il secondo punto chiave per il Mezzogiorno riguarda la conferma della decontribuzione sul lavoro dipendente introdotta nel 2020 e confermata successivamente dal governo Draghi. La misura attuale prevede una riduzione contributiva del 30% per una vasta platea di beneficiari. L’INPS riporta che il costo per il 2021 è stato di circa 3 miliardi per un coinvolgimento di circa il 36.5% dei possibili beneficiari, che può essere considerato come un ammontare minimo.

Per quanto riguarda le ZES, si propone un investimento totale di 630 milioni.

Costo totale: 8,2 miliardi di Euro

Fisco

Per quanto riguarda il fisco, Azione/Italia Viva propongono di introdurre l’imposta negativa sul reddito da lavoro: questa misura prevede un’integrazione monetaria per redditi particolarmente bassi, fino ad una certa soglia che sopra ad un minimo esente da imposte. Non essendo specificati ulteriori particolari, si rimanda a una proposta di legge del deputato Ungaro (IV) dove vengono esplicitate le soglie e le aliquote dell’imposta a fronte di una copertura di 4 miliardi.

Inoltre, è prevista una “detassazione specifica per i giovani”, realizzata tramite un azzeramento totale dell’Irpef fino a 25 anni, e ridotta del 50% fino a 29 anni. Secondo stime realizzate da Tortuga, la misura prevederebbe un esborso di 5 miliardi.

Infine, il Terzo Polo propone, come quasi tutti i partiti, il completamento dell’abolizione dell’IRAP, che secondo il MEF ammonta ad un gettito pari a 24 miliardi per l’anno 2021, di cui 13 miliardi da soggetti privati e circa 10 dalle amministrazioni pubbliche

Costo totale: almeno 23 miliardi

Istruzione

La prima proposta in tema istruzione del programma di Azione/Italia Viva prevede il riordinamento dei cicli scolastici. In breve, la misura consiste nell’aumentare la durata della scuola media da 3 a 4 anni (revisionando il programma d’insegnamento) e ridurre la durata delle scuole superiori, che in totale passerebbero così da 5 a 3 anni, permettendo agli studenti di diplomarsi a 18 anni. Secondo il programma ‘Next Generation Italia’ di Azione dedicato a giovani, donne e bambini, la riduzione di un anno nel ciclo secondario di studi porterebbe ad un risparmio di più di 1 miliardo di Euro. Complementare alla revisione dei cicli scolastici c’è l’innalzamento dell’obbligo scolastico dai 16 ai 18 anni. Il costo di questa misura, calcolato su un aumento del corpo docente necessario per coprire il maggior numero di studenti, è stimato a 690 milioni.

La proposta più onerosa in tema istruzione è l’introduzione del tempo pieno in tutte le scuole primarie. Nell’anno scolastico 2020/21, delle 138.929 classi primarie in Italia solo il 27,56% prevede il tempo pieno, di queste solo il 15,2% si trova al Sud. L’estensione del tempo pieno a tutte le classi primarie richiede tre tipi di investimento: personale scolastico, servizi (ad esempio mensa e trasporto alunni) e strutture. Lo studio condotto da Tuttoscuola su dati ministeriali stima il costo di tale riforma a 12 miliardi e mezzo circa.

Per quanto riguarda gli universitari, il programma prevede un supporto all’autonomia abitativa per tutti gli studenti fuorisede iscritti a un’università o ad un ITS per un massimo di 4 anni. Nonostante nel programma elettorale non venga specificato l’ammontare di questo supporto, nel piano di Azione dedicato ai giovani, il contributo sarebbe di 200 al mese. La proposta, come riportata nel piano, include anche i lavoratori fuorisede tra 19 e 29 anni, per un costo tra 4,6 e i 4,7 miliardi per i primi 4 anni, e 1,6 miliardi all’anno per gli anni successivi. Infine, Azione/Italia Viva propongono di aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo in linea con il Piano Amaldi, che quindi richiederebbe 1,5 miliardi all’anno in più per sei anni.

Costo totale: circa 17,51 miliardi di Euro

Welfare

Per le politiche di welfare, il programma punta sulla piena attuazione del Family Act. Su tutte spiccano il potenziamento del bonus asilo nido (gratuità per famiglie con ISEE inferiore a 25mila e contributo decrescente per ISEE tra 25-40mila) e potenziamento dell’Assegno Unico ed Universale. Il finanziamento di queste proposte si appoggia ai fondi del PNRR, il quale stanzia 11,17 miliardi per trasferimenti alle famiglie.

Costo totale: 11,17 miliardi di Euro

Energia e Ambiente

Il Terzo Polo presenta un piano ambientale strettamente interconnesso con il futuro energetico del Paese. Il loro programma di sostenibilità si basa su quattro pilastri, tesi a garantire l’indipendenza nel breve e la sostenibilità nel medio e nel lungo termine.

Nel breve termine l’obiettivo è l’aumento della capacità ricettiva di gas, attraverso la costruzione di due rigassificatori galleggianti, per un costo di mercato di circa 750 milioni per rigassificatore, e il potenziamento degli impianti di estrazione già presenti in Italia, la cui sola manutenzione richiederebbe un investimento di circa 400 milioni. Anche se i costi ricadrebbero maggiormente sulle imprese che gestiscono questi impianti, è possibile immaginare come il contributo statale sia fondamentale per dare via all’opera di potenziamento.

Nel medio termine Azione/Italia Viva intende rivalutare il ruolo dei prosumer, i cosiddetti consumatori-produttori, a cui sono destinati 2 miliardi dal PNRR, e contrastare le emissioni attraverso i sistemi di cattura e stoccaggio della CO2, momentaneamente molto costosi.

Nel lungo termine il loro obiettivo in termini di sostenibilità è la costruzione di centrali nucleari sul suolo italiano. Per raggiungere l’obiettivo di 40GW sarebbero necessarie tra le otto e le dieci centrali nucleari, con un costo iniziale stimato di circa 7 miliardi per reattore. L’installazione di centrali nucleari ha tuttavia spesso portato ad un incremento dei costi durante il processo di costruzione, aumentando anche del 50% rispetto alla cifra iniziale. I fondi da stanziare per il loro utilizzo potrebbero quindi superare i 100 miliardi, un ammontare che, tuttavia, non ricadrebbe in alcun modo sull’attuale legislatura, vista l’impossibilità attuale di costruire centrali nucleari in Italia.

Il piano ambientale va poi oltre la sola questione energetica, concentrandosi su altre questioni ambientali, quali la transizione ecologica e le criticità del settore idrico. Per facilitare la transizione ecologica, il Terzo Polo punta su un rinnovamento del settore dei trasporti, promettendo di stanziare un totale di 5 miliardi annui per il rinnovamento della rete ferroviaria, tramviaria e metropolitana e per l’ammodernamento del trasporto su gomma. A coadiuvare il settore dei trasporti, Azione ed IV prevedono anche un piano di investimenti di circa 15 miliardi per migliorare l’efficienza di consumi energetici, attraverso l’ampliamento del teleriscaldamento e la promozione delle centrali di biogas. Sul fronte idrico, invece, l’attenzione è posta sulle infrastrutture e sugli invasi, al fine di limitare le perdite d’acqua grazie ai fondi destinati al settore dal PNRR.

Il programma ambientale si conclude con un focus sull’economia circolare ed in particolare sulla realizzazione di investimenti per nuovi impianti di trattamento di rifiuti. L’intenzione dei due partiti consiste nell’investimento di circa 8 miliardi, al netto dei fondi europei, su un piano decennale per l’ammodernamento e la maggior ramificazione di queste strutture.

Costo totale: 36 miliardi fino a fine legislatura

Costo totale: 145 miliardi – 175 miliardi fino al 2050

E quindi quanto potrebbe costare?

Dalla somma delle voci analizzate, il programma della lista Azione/Italia Viva richiederebbe come minimo 111 miliardi di euro di stanziamento circa, di cui circa 34 miliardi sono già previsti dai capitoli di spesa del PNRR.

Il Terzo Polo propone di coprire tali esborsi mediante il contrasto all’evasione fiscale e la revisione dei costi della Pubblica Amministrazione, anche se manca una stima puntuale degli incassi. Infine, la liberalizzazione delle concessioni balneari e la privatizzazione di ITA e ILVA presenti nel capitolo sulla crescita economica porterebbero potenzialmente ulteriori benefici alle casse statali.

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Tortuga è un think-tank di studenti, ricercatori e professionisti del mondo dell'economia e delle scienze sociali, nato nel 2015. Attualmente conta 56 membri, sparsi tra Europa e il resto del mondo. Scriviamo articoli su temi economici e politici, e offriamo alle istituzioni, associazioni e aziende un supporto professionale alle attività di ricerca o policy-making. Nel 2020 è uscito il libro "Ci pensiamo noi".
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