Quali partiti prendono più voti nei sondaggi politici: Lega di Salvini cala, campo largo si avvicina

È una differenza molto piccola, ma è comunque meglio guadagnare punti che perderli: il campo largo che unisce Pd, M5s, Avs, Italia viva e +Europa si avvicina di due decimi alla coalizione di centrodestra. Il motivo è principalmente che, mentre le opposizioni restano in equilibrio, a destra la Lega perde voti. Tra il centrodestra e il centrosinistra il distacco c'è, ma non è enorme. Mentre crescono i partiti ‘indipendenti' dalle coalizioni. Questo è il quadro che emerge dal nuovo sondaggio politico realizzato da Swg per il Tg La7.
Giù la Lega, bene FdI e Italia viva
Fratelli d'Italia è al 31,1%. Il partito di Giorgia Meloni in questa rilevazione è particolarmente dominante, e cresce anche di un decimo rispetto alla settimana scorsa. Se si parla solo del partito più forte nei consensi, non c'è nessuno che possa realisticamente mettere in discussione il primo posto di FdI al momento – e forse nemmeno da qui alle prossime elezioni.
Il Partito democratico, infatti, è a 22,5%. Un risultato positivo, che segna una crescita di quasi quattro punti rispetto alle politiche del 2022, nonostante il -0,1% dell'ultima settimana. Tuttavia, il distacco dai meloniani è davvero significativo: quasi nove punti. Difficile immaginare che, a meno di tracolli, nei prossimi mesi ci possa essere un sorpasso nel testa a testa. Ma ciò che conta alle elezioni sono le coalizioni.
È una buona notizia, quindi, per il Pd che al terzo posto ci sia il Movimento 5 stelle con il 12%. Certo, i pentastellati sono oltre dieci punti più in basso rispetto ai democratici. Ma i consensi che portano sono fondamentali – come quelli delle altre forze politiche – se il campo largo ha intenzione di vincere alle urne.
Anche perché nel centrodestra c'è qualche difficoltà. Forza Italia è stabile all'8,2%. Invece la Lega di Matteo Salvini scende al 7,7%, con un calo di ben tre decimi (il più alto registrato dal sondaggio) in una settimana. Sono stati giorni turbolenti per il Carroccio, segnati soprattutto dalle minacce velate di scissione agitate dal generale, eurodeputato e vicesegretario del partito Roberto Vannacci. Forse anche per questo alcuni elettori si sono allontanati, anche se è presto per dire se l'avventura politica di Vannacci prenderà davvero questa piega e, nel caso, quanto successo riscuoterà.
Alleanza Verdi-Sinistra è al 6,5%, con un calo di un decimo in una settimana. È comunque un risultato che può soddisfare i rosso-verdi, sostanzialmente stabili su un livello di consensi ben più alto di quello ottenuto nel 2022 (quando fu di quasi la metà).
Sempre nel campo largo, agli schieramenti più di sinistra si uniscono due forze moderate: Italia viva di Matteo Renzi è al 2,2%; +Europa è all'1,4%. Si tira fuori dagli schieramenti invece Azione di Carlo Calenda, al 3,1%.
Quanti voti prendono le coalizioni e i partiti che non ne fanno parte
Come si diceva, però, alle elezioni ciò che conta di più è il risultato della coalizione. E il sondaggio rileva questi risultati: oggi i partiti della coalizione di centrodestra prenderebbero il 48,1% dei voti mentre quelli del centrosinistra il 44,3%. Una distanza di poco meno di quattro punti, non minima ma neanche incolmabile.
Anche perché le variabili sono tante, nel prossimo anno. Dalla legge elettorale, al già citato possibile partito di Roberto Vannacci, e non solo. Dal sondaggio, per di più, emerge che Azione potrebbe essere premiata dalla scelta di non unirsi a una coalizione: in questa rilevazione arriva al 3,8%, mentre in quella delle singole liste era al 3,1%. Tra le liste ‘indipendenti' appare anche il Partito liberaldemocratico di Luigi Marattin, che raggiunge l'1%.