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Prescrizione, Nicola Zingaretti: “È tempo di costruire, basta con le picconate”

"Sulla prescrizione mi sembra che ci sia la conferma di un buon punto di arrivo che ci permette ora di riaccendere l'agenda per il lavoro e la crescita, lo sviluppo e gli investimenti, sulla scuola, l'economia e il lavoro ripartendo da uno spirito che deve essere unitario": queste le parole del segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che tenta di abbassare i toni delle polemiche.

Sulla prescrizione è arrivato il tempo di cercare una mediazione, costruire invece che distruggere, e dare delle certezze ai cittadini al posto delle infinite polemiche che animano il dibattito politico da settimane. Lo afferma il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti: "Sulla prescrizione mi sembra che ci sia la conferma di un buon punto di arrivo che ci permette ora di riaccendere l'agenda per il lavoro e la crescita, lo sviluppo e gli investimenti, sulla scuola, l'economia e il lavoro ripartendo da uno spirito che deve essere unitario".

Parlando durante la sua visita a Fieramilanocity, il leader dem ha aggiunto: "Non se ne può più di polemiche e di picconate, gli italiani si aspettano una comunità che produca i fatti. Ora avanti tutta per dare risposte a un Paese che se lo aspetta". A pochi mesi dalle elezioni in sei Regioni italiani, per cui una spaccatura ufficiale nel centrosinistra si tradurrebbe automaticamente in un autogol, Zingaretti tenta di abbassare i toni e costruire un clima di riconciliazione. Sarà fondamentale poi il Consiglio dei ministri previsto per domani in cui il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, illustrerà la sua riforma del processo penale. Una proposta, quella del Guardasigilli, su cui è stato trovato un accordo tra Pd, Movimento Cinque Stelle e Leu, ma su cui sembra ancora lontano il compromesso con Italia Viva.

Matteo Renzi, in un'intervista diffusa oggi, afferma che i pentastellati non abbiano intenzione di fare passi indietro sulla prescrizione in quanto starebbero tentando di arginare il suo partito: "Ma finirà tutto come per l'Iva. Esasperano un concetto e poi dovranno gestire una marcia indietro. Ricorda la polemica sugli 80 euro? Lì per lì tutti contro, poi nessuno li ha tolti. Non voglio far cadere il governo, ma rimettere la barra al centro".

L'ex presidente del Consiglio spiega quindi i motivi per cui Italia Viva è assolutamente contraria alla riforma Bonafede sulla prescrizione e ne approfitta per un affondo ai dem: "Per un principio di giustizia, ma semplicemente perché è anticostituzionale. E non lo dice Renzi ma fior di costituzionalisti. I grillini li capisco, sono sempre stati per questa deriva. E Bonafede lo conosciamo a Firenze più per il suo passato da dj che da avvocato, ma il Pd no. Non lo capisco".

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