Polemica sui social tra il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, e l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, sulla mancata zona rossa nei Comuni lombardi di Nembro e Alzano. La questione è tornata al centro delle polemiche dopo la pubblicazione dei verbali del comitato tecnico scientifico risalente ai primi giorni di marzo, in cui è emerso che gli esperti avrebbero consigliato proprio di allargare la zona rossa anche alla Val Seriana, oltre che al territorio circostante Codogno.

"Che il comitato tecnico scientifico avesse raccomandato la zona rossa in Val Seriana lo sappiamo dal 3 marzo. Che accade poi? Il governo esita 4 giorni e poi opta per la zona arancio estesa a tutta la Lombardia. La Regione invece si chiama fuori: la zona rossa non tocca a me. Ma non la chiede neanche al governo", scriveva ieri Gori.

Subito arrivava la replica di Gallera sotto al post, che ribadiva come la Regione avesse fatto tutto quanto fosse in suo potere, chiedendo direttamente al ministro della Salute, Roberto Speranza, di istituire al più presto la zona rossa anche per quei Comuni, visto la pericolosa crescita dei contagi in quei giorni: "MA COSA DICI?? Abbiamo convocato il 4 marzo riunione a Palazzo Lombardia con il ministro Speranza e gli abbiamo (io personalmente) chiesto la zona rossa e ottenuto l'impegno del ministro. Il 5 marzo arrivano ad Alzano 250 militari, NOI ABBIAMO FATTO IL NOSTRO DOVERE".

Oggi il sindaco di Bergamo non tarda a controbattere: "Ci sono richieste ufficiali agli atti? Avete raccontato che secondo i vostri “costituzionalisti” la Regione non aveva il potere di istituire la zona rossa. Peccato che tu stesso, un mese dopo, hai raccontato d’aver “approfondito” e verificato che avrebbe potuto farlo", scrive in risposta.