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Piero Fassino mostra il cedolino dei deputati in Aula: “4700 euro non è uno stipendio d’oro”, e Schlein si dissocia

Il video del deputato del Partito Democratico, intervenuto in Aula mostrando il cedolino dell’indennità dei parlamentari: “Sono 4718 euro netti al mese, 10.435 lordi, non è uno stipendio d’oro”. Ma in realtà guadagnano molto di più. La replica di Elly Schlein: “Fassino parla a titolo personale, il Pd si batte per il salario minimo”.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Se vi arrivasse una busta paga da quasi cinquemila euro netti al mese, pensereste di percepire uno stipendio d'oro? La domanda sicuramente è spinosa, anche perché un po' tutti vorrebbero prima riceverlo, quello stipendio, per poi porsi eventualmente il problema. Chi lo percepisce, però, dice che no, non lo è. Va bene così, certo. Non ci lamentiamo. Però non si può mica parlare di stipendio d'oro. Il succo dell'intervento in Aula del deputato del Partito Democratico, Piero Fassino, è sostanzialmente questo.

Piero Fassino mostra il cedolino dei parlamentari

A Montecitorio si è discusso di taglio dei vitalizi, e durante le dichiarazioni di voto ha voluto prendere la parola l'ex ministro: "Siccome non abbiamo mai occasione di discutere di questi temi e siccome il bilancio della Camera affronta anche il tema delle indennità – ha cominciato – Vorrei dire, ancora una volta, e mi rivolgo a tutti i colleghi a cui chiedo attenzione, perché uno dei luoghi comuni della campagna che si sviluppa è che i parlamentari, in particolare i deputati, godono di stipendi d'oro".

"Io ho qui con me il cedolino di luglio 2023, che tutti avete ricevuto, da cui risulta che l'indennità lorda parlamentare è 10.435 euro – ha detto Fassino sventolando un foglio di carta – Da cui, giustamente e sottolineo giustamente, vengono defalcati il prelievo Irpef, l'assistenza sanitaria, la previdenza dei deputati". Breve pausa: "A proposito di vitalizi, per la previdenza sono mille euro al mese che vengono defalcati", ha sottolineato. E ancora: "Le addizionali regionali e le addizionali comunali. Fatti tutti questi giusti prelievi, l'indennità netta di qualsiasi deputato, tutti noi, perché questo cedolino è uguale per tutti, è 4718 euro al mese".

"Va bene così? – si è chiesto retoricamente l'ex sindaco di Torino in Aula – Sì, e dico va bene così. L'unica cosa che chiederei a tutti i colleghi è che, d'ora in avanti, ogni volta che sentite dire e non diciamolo noi per primi, che i deputati godono di stipendi d'oro non è vero. Perché 4718 euro al mese sono una buona indennità, e va bene così, ma non sono degli stipendi d'oro".

Quanto guadagna davvero un parlamentare

Quello che Fassino non dice, però, al di là della considerazione personale su quanto sia d'oro uno stipendio da cinquemila euro al mese, è che un parlamentare guadagna molto di più. Basta andare sul sito della Camera, infatti, per vedere tutte le voci aggiuntive all'indennità. Cominciamo dalla diaria:

Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma […]. Nella riunione del 27 luglio 2010 l'Ufficio di Presidenza ha ridotto di 500 euro la misura mensile della diaria, fissandone l'ammontare in 3.503,11 euro. Tale riduzione è stata confermata, senza soluzione di continuità, fino al 31 dicembre 2024. Tale somma viene decurtata di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato dalle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni con il procedimento elettronico. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata. Si applica inoltre un'ulteriore decurtazione, fino a 500 euro mensili, in relazione alla percentuale di assenze dalle sedute delle Giunte, delle Commissioni permanenti e speciali, del Comitato per la legislazione, delle Commissioni bicamerali e d'inchiesta, nonché delle delegazioni parlamentari presso le Assemblee internazionali.

Quindi, un deputato presente, ogni mese, guadagna altri 3503 euro di diaria. Ma non finisce qui. Parliamo ora del rimborso delle spese per l'esercizio del mandato:

L'ammontare di tale rimborso, originariamente pari a 4.190 euro (la medesima misura del contributo previgente), è stato ridotto nel luglio 2010 a 3.690 euro. Anche tale riduzione è stata confermata, senza soluzione di continuità, fino al 31 dicembre 2024.

Sono quasi quattromila euro da spendere, per metà, con un certo tipo di vincoli:

Il rimborso è corrisposto direttamente a ciascun deputato con le seguenti modalità:
– per un importo fino a un massimo del 50 per cento, a titolo di rimborso per le seguenti categorie di spese, che devono essere attestate: collaboratori (sulla base di una dichiarazione di assolvimento degli obblighi previsti dalla legge, corredata da copia del contratto, con attestazione di conformità sottoscritta da un professionista – vd. tabella); consulenze, ricerche; gestione dell'ufficio; utilizzo di reti pubbliche di consultazione di dati; convegni e sostegno delle attività politiche;
– per un importo pari al 50 per cento, forfetariamente.

Ci sono poi le spese di trasporto e di viaggio. I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima e aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. In più c'è un ulteriore rimborso forfetario per raggiungere l'aeroporto: tra i 3300 e i 4000 euro a trimestre. E per finire ci sono 1200 euro annui di spese telefoniche.

Elly Schlein si dissocia: "Ha parlato a titolo personale"

In serata è arrivato la presa di posizione da parte della segretaria del Pd, Elly Schlein. La segretaria dem non ha commentato nel merito della questione sollevata da Fassino, ma in una sintetica nota ha sconfessato il suo deputato: "Fassino ha parlato a titolo personale, in dissenso rispetto al voto del Pd", ha scritto Schlein. Per poi concludere riportando l'attenzione sul tema che ha messo d'accordo quasi tutte le opposizioni, e che segna la netta distanza rispetto alle parole di Fassino: "Noi continuiamo a batterci per il salario minimo".

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