16 Febbraio 2022
19:12

Perché la Consulta ha bocciato il referendum sulla Cannabis

Era un referendum sulle sostanze stupefacenti, non sulla cannabis, che avrebbe aperto anche alla coltivazione delle droghe pesanti. Così il presidente della Consulta spiega perché è stato giudicato inammissibile il referendum sulla cannabis.
A cura di Annalisa Girardi

Il referendum sulla cannabis non si farà. Lo ha annunciato il presidente della Corte Costituzionale, Giuliano Amato, durante una conferenza stampa in cui ha anche spiegato i motivi che hanno spinto i giudici della Consulta a prendere quella decisione. "Abbiamo dichiarato inammissibile il referendum sulle sostanze stupefacenti, non sulla cannabis", ha detto Amato, criticando come è stato scritto il quesito. Infatti, ha aggiunto, "è articolato in tre sotto-quesiti e il primo, quello relativo all'articolo 73 comma uno della legge sulla droga prevede che scompare tra le attività penalmente punite la coltivazione delle sostanze stupefacenti di cui alle tabelle 1 e 3, che non includono nemmeno la cannabis che è nella tabella 2 ma includono le cosiddette droghe pesanti".

Insomma, i giudici hanno bocciato il referendum sulla cannabis, come successo anche per il quesito sull'eutanasia, perché si sarebbe intervenuti su un campo decisamente maggiore, andando a toccare anche temi per cui ci vuole l'intervento del Parlamento. In questo caso specifico, il problema riguardava la questione delle tabelle sulle sostanze stupefacenti presenti nel Testo Unico, che includevano le droghe pesanti. Non la cannabis. "Già questo è sufficiente a farci violare obblighi internazionali plurimi che sono un limite indiscutibile dei referendum".

Amato ha ribadito il punto, affermando anche che se il quesito fosse stato scritto diversamente probabilmente il pronunciamento dei giudici sarebbe stato diverso: "Il paradosso del quesito sulla cannabis è che non è legge ma è sezioni unite della Cassazione che interpretando l'articolo 73 ha già ritenuto che sia fuori dalla punibilità la coltivazione a uso personale della cannabis, se il quesito fosse stato presentato in questi termini sarebbe stato ammissibile".

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