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Pensioni

Pensioni, se non fai domanda per l’Ape sociale entro il 31 marzo 2026 rischi di essere escluso

Le richieste per l’Ape sociale 2026 hanno più scadenze: la prima arriva il 31 marzo, le altre due saranno a luglio e a novembre. Il problema è che i fondi a disposizione hanno un limite. Più si aspetta, quindi, più aumentano le probabilità di rimanere esclusi dalla misura di anticipo della pensione. Chiunque maturi i requisiti nel 2026, anche se non li ha ancora raggiunti, può fare domanda. Ecco come.
A cura di Luca Pons
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L'Ape sociale è un'occasione per lavoratrici e lavoratori che rispettano particolari requisiti e hanno l'occasione di ottenere un anticipo pensionistico – non una pensione vera e propria – negli ultimi anni prima del pensionamento vero e proprio. È importante, tuttavia, sapere quali sono le tempistiche per fare domanda e perché è meglio non aspettare troppo: la prima scadenza è fissata al 31 marzo 2026.

Si potrà presentare domanda anche successivamente, fino al 30 novembre, ma i fondi a disposizione sono limitati. Dunque, se si esauriscono prima che la propria domanda sia presentata, si rischia di venire esclusi anche se si rispettano i requisiti. La richiesta va presentata all'Inps in due fasi: la prima è una domanda di verifica dei requisiti; la seconda è la richiesta dell'Ape sociale. Ecco come procedere.

Chi può ottenere l'Ape sociale 2026: i requisiti

Innanzitutto, una premessa. I requisiti richiesti per l'Ape sociale 2026, o Anticipo pensionistico sociale, non devono per forza essere già raggiunti nel momento in cui si fa domanda. La richiesta si può anche presentare prima. L'importante è essere sicuri che si otterranno tutti i requisiti necessari entro il 31 dicembre 2026.

L'Ape sociale richiede di avere almeno 63 anni e cinque mesi di età. In più, bisogna rientrare in una di queste categorie:

  • disoccupati, persone che hanno perso il lavoro e hanno già ‘esaurito' l'assegno di disoccupazione da almeno tre mesi
  • caregiver, persone che danno assistenza da almeno sei mesi a un proprio familiare in stato di grave necessità
  • invalidi civili con un'invalidità pari almeno al 74%
  • lavoratori e lavoratrici che svolgono mansioni usuranti o gravose

In base alla categoria in cui si rientra cambiano anche i requisiti. Per i primi tre gruppi, servono 30 anni di contributi. Per chi svolge mansioni gravose, si sale a 36 anni. Per gli operai edili, i ceramisti e i conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta il requisito è invece di 32 anni. Per le donne, valgono gli stessi requisiti ma ridotti di un anno se hanno un figlio, di due anni se ne hanno due.

Quanto vale l'Ape sociale

L'Ape sociale viene erogato per dodici mensilità all'anno, e ha lo stesso valore che avrebbe la pensione se calcolata nel momento della domanda, quindi con requisiti ancora insufficienti. L'importo massimo è di 1.500 euro lordi al mese. La somma stabilita non viene rivalutata di anno in anno in base all'inflazione, a differenza delle pensioni. E per di più non è prevista l'integrazione al minimo, quindi l'importo può anche essere molto basso.

La misura d'altra parte non è pensata come una pensione. È solamente un anticipo che permette a chi è in condizioni particolarmente difficili di abbandonare il mondo del lavoro e ricevere un sostegno per un certo periodo. L'Ape dura solo fino al momento in cui si maturano i requisiti di età per la pensione, quindi solitamente pochi anni. Chi beneficia dell'Ape sociale può lavorare, ma solo con lavoro autonomo occasionale e solo per somme fino a 5mila euro all'anno.

Quando si può fare domanda per l'Ape sociale e chi rischia

Ci sono tre scadenze quest'anno per richiedere l'Ape sociale, come ha ricordato l'Inps in un'apposita circolare. La prima cade il 31 marzo 2026. La seconda è il 15 luglio. La terza, l'ultima, il 30 novembre.

Come detto, la domanda si può presentare anche prima di aver maturato i requisiti per ottenere la misura. E c'è un motivo per cui sarebbe meglio farlo prima, entro il 31 marzo. Infatti, l'Ape sociale viene erogato fino all'esaurimento dei fondi messi a disposizione. Mentre per la pensione non esiste la possibilità di essere ‘esclusi', l'Ape ha un fondo limitato.

Questo non significa che chi fa domanda dopo il 31 marzo sarà certamente escluso, anzi. È possibile che i soldi stanziati bastino per tutti i beneficiari interessati. Tuttavia, è certamente preferibile evitare preoccupazioni e completare la procedura in anticipo.

Peraltro, al momento, il 2026 è l'ultimo anno in cui l'Ape sociale sarà in vigore. La misura è stata rinnovata solo per un anno, e per ora non ci sono conferme che il governo sia intenzionato a rinnovarla nel 2027. Potrebbe decidere di farlo, ma non si può escludere che scelga di lasciarla scadere, come fatto con Opzione donna e Quota 103 nell'ultima legge di bilancio.

Come richiedere l'Ape sociale all'Inps

Fare domanda per l'Ape sociale è un procedimento in due passaggi. Per prima cosa è necessario richiedere la verifica dei requisiti, dalla piattaforma Inps, facendo l'accesso con Spid o Carta d'identità elettronica. Si può fare anche tramite un patronato, se si preferisce.

Dopodiché, una volta accertato che i requisiti sono rispettati, sempre dal sito Inps si può richiedere l'Ape sociale vera e propria. L'Istituto consiglia di fare le due domande nello stesso momento, se si hanno già i requisiti per ottenere l'assegno, così da non rischiare di perdere una mensilità.

Se tutto fila liscio e i controlli sono superati, l'erogazione dell'Ape sociale parte dal mese successivo a quello in cui si è presentata la domanda. A condizione, naturalmente, che i requisiti siano già raggiunti. Altrimenti, dopo la verifica (con esito positivo) bisogna attendere di raggiungerli e poi presentare la seconda domanda.

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