La riforma delle pensioni che modifica la legge Fornero, la cosiddetta Quota 100, viene menzionata nella nuova bozza della manovra di bilancio, e stando agli annunci della Lega, dovrebbe partire da febbraio. La misura permetterà di andare in pensione con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi versati, la cui somma dà appunto 100. La riforma sarà introdotta, con un apposito provvedimento normativo, un ddl ad hoc, così come il reddito di cittadinanza. Grazie alla ‘pace contributiva' potrà uscire anticipatamente dal lavoro anche chi non raggiunge i 38 anni di contributi e ha avuto una carriera discontinua, ma ha comunque un'età elevata. Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, il requisito minimo per accedere alla pace contributiva sono 20 anni di contributi effettivi. Per colmare i vuoti contributivi cumulati dopo il 1996, sarà consentito un versamento privo di sanzioni e interessi, così da compensare la cifra mancante, "con un onere calcolato sullo stipendio medio dell'anno successivo al buco o con un forfait per gli under 30 e le lavoratrici madri".

Le 7 finestre d'uscita

Le finestre per uscire dal mondo del lavoro in tutto sono sette: quattro per i privati, due per gli statali e una per la scuola. In particolare i lavoratori nel privato hanno a disposizione 4 finestre annuali, una ogni trimestre. Per i lavoratori statali le possibilità sono due, una ogni sei mesi. Tradotto: chi raggiungerà i requisiti alla fine del 2018 potrà andare in pensione a luglio 2019. E ancora, per il personale del mondo della scuola, ci sarà un'unica finestra a disposizione all'anno. Ulteriore novità è il divieto di cumulo della pensione con il reddito da lavoro: viene fissata una soglia di 5mila euro, per i primi due anni. In questo modo si restringe la platea dei beneficiari, visto che si parla di 50mila persone in meno, con un risparmio di circa 1,7 miliardi di euro.

Quota 100 sarà compensata dal turnover?

La bozza della manovra "prevede per il 2019 l'assunzione di 1.043 unità di forze dell'ordine: a parte che è assolutamente insufficiente rispetto al bisogno, con le fuoriuscite per ‘quota 100' rischiamo che le poche assunzioni previste diano un saldo negativo rispetto alle uscite", è l'allarme lanciato dal sindaco di Firenze Dario Nardella, intervenuto a Omnibus su La7. Per quanto riguarda il suo Comune Nardella ha spiegato che "ci sono 260 potenziali fuoriusciti, ma lo Stato deve anche garantire la riassunzione di risorse", perché nei Comuni "viviamo di trasferimenti" di risorse da Roma, e dunque le riassunzioni "dipenderanno dalle risorse che avrò a disposizione: se lo Stato mi trasferisce meno risorse, come faccio ad assumere?". In generale, continua,  "non sappiamo se questa fuoriuscita agevolata sarà davvero pareggiata da un piano di assunzioni intelligente".