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Parlamento Ue approva il certificato europeo di genitorialità: “Tutti i bambini abbiano pari diritti”

Riconoscere pari diritti a tutti i bambini, in ogni Stato membro dell’Ue, indipendentemente da come sono stati concepiti o dalla famiglia che hanno: è l’obiettivo del certificato europeo di genitorialità, approvato dal Parlamento Ue.
A cura di Annalisa Girardi
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Si torna a parlare del certificato di filiazione, un documento proposto dall'Unione europea per garantire che i bambini abbiano gli stessi diritti in tutti i Paesi membri, indipendentemente da come sono stati concepiti o dalla famiglia in cui si trovano. Il Parlamento europeo ha infatti approvato l'introduzione del certificato per riconoscere la genitorialità in tutti gli Stati dell'Unione, "per offrire a tutti i minori gli stessi diritti previsti dalle leggi nazionali in materia di istruzione, assistenza sanitaria, custodia e successione".

In una nota del Parlamento Ue si legge:

Il Parlamento ha sostenuto il riconoscimento della genitorialità in tutta l'UE, indipendentemente da come un bambino è stato concepito, è nato o dal tipo di famiglia che ha.

Con 366 voti a favore, 145 contrari e 23 astensioni, i deputati hanno dato parere positivo alla proposta di legge sul riconoscimento delle decisioni e sull'accettazione degli atti pubblici in materia di filiazione.

Il regolamento non cambia la normativa nazionale, ma impone comunque il riconoscimento di tutti i diritti del minore: "I Paesi Ue potranno continuare a decidere se accettare situazioni specifiche, come ad esempio la maternità surrogata, ma saranno tenuti comunque a riconoscere la genitorialità così come stabilita da un altro Paese dell'Ue, indipendentemente da come il bambino è stato concepito, è nato o dal tipo di famiglia che ha", spiegano gli europarlamentari.

In Italia la maggioranza di centrodestra già la scorsa primavera si era opposta a questa proposta, affermando che puntasse a legalizzare pratiche come quella dell'utero in affitto, a cui è fermamente contraria. Nel voto del 14 dicembre al Parlamento europeo gli eurodeputati di ID e ECR – a cui fanno rifermento rispettivamente la Lega e Fratelli d'Italia – hanno votato contro, mentre i Popolari – e quindi Forza Italia – si sono spaccati. Ad ogni modo, dopo il via libera del Parlamento europeo la palla passa al Consiglio Ue, dove serve un consenso unanime.

Tutelare dei diritti dei minori

Con il regolamento sul certificato europeo di genitorialità, approvato a larga maggioranza dal Parlamento europeo, avremo più diritti per i genitori e i bambini. Secondo una stima della Commissione europea sono circa due milioni i minori che hanno riscontrato problemi burocratici relativi al riconoscimento della loro identità e al rapporto di filiazione con i loro genitori: si tratta di una inaccettabile discriminazione di fatto. Questo provvedimento si rende dunque necessario per salvaguardare i diritti fondamentali dei minori a prescindere dall’orientamento sessuale dei loro genitori e a prescindere da come sono nati", ha commentato Sabrina Pignedoli, europarlamentare del M5s.

E ancora: "Chi è padre o madre in uno Stato membro verrà infatti automaticamente riconosciuto in tutti gli altri Stati membri e quindi potrà circolare liberamente con i suoi figli in tutta Europa. Oggi non è così purtroppo in Ungheria, Polonia o Bulgaria, Paesi che non riconoscono la filiazione stabilita in un altro Stato nei casi di genitori LGBT. Anche in Italia come è noto si registrano forti discriminazioni e l’autorità giudiziaria spesso deve intervenire per ristabilire i diritti riconosciuti all’estero. Siamo consapevoli che per l’approvazione definitiva in Consiglio sia necessaria l’unanimità, tuttavia ci auguriamo che nessuno si prenda la grave responsabilità di far piombare tutta l’Europa nel Medioevo".

Roccella: "Italia ha già espresso sua opinione"

Sulla questione è intervenuta anche la ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, parlando con i giornalisti a margine del suo intervento ad Atreju: "La posizione l'Italia l'ha già avuta, c'è già stato un parere del Senato italiano che tra l'altro è uguale a quello del Senato francese. Non siamo isolati come viene detto. Quello che è uscito dal Parlamento è un parere, ma non è nulla di decisivo. Deciderà il Consiglio, dove serve l'unanimità. Noi siamo per una legge che dica che l'utero in affitto è illegale", ha detto.

L'associazione Coscioni

"È un segnale importantissimo quello che arriva dall’Unione europea e che finalmente fornisce una piena tutela, indiscriminata e uguale in tutti gli Stati, ai minori nel pieno rispetto del loro miglior interesse", hanno dichiarato un una nota Filomena Gallo e Marco Cappato rispettivamente segretaria e tesoriere dell’associazione Luca Coscioni. Per poi sottolineare che questo regolamento serve a "garantire che nessun bambino sia discriminato a causa della famiglia di appartenenza e dal modo in cui è nato e non potrà mai perdere i suoi genitori, perché potrà godere dei suoi diritti in ogni Stato membro".

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