Si è conclusa dopo tre ore di dibattito alla Camera la discussione generale sulla proposta di legge Zan contro l'omotransfobia. L'esame del testo, arrivato in Aula dopo un percorso accidentato – Lega e Fratelli d'Italia hanno fatto ostruzionismo presentando un numero elevato di emendamenti in commissione – proseguirà nei prossimi giorni con il voto su emendamenti ed articoli.

Durante la replica il deputato e relatore Alessandro Zan (Pd) ha precisato che maggioranza e governo sono aperti a nuove modifiche, in particolare sulle "definizioni". Ma, assicura, la proposta di legge "non verrà svuotata. Dobbiamo approvarla presto, siamo già in ritardo rispetto agli altri paesi", ha aggiunto.

Il centrodestra ha ribadito il no al ddl Zan, anche se all'interno di Forza Italia ci sono sensibilità diverse. La Lega ha ribadito il suo no alla legge. Secondo Luca Paolini "non c'è nessuna emergenza" che giustifichi un provvedimento ad hoc, trattandosi di reati e pene già previsti nell'ordinamento giuridico. I deputati Manfredi Potenti e Alessandro Pagano hanno definito il testo una "legge liberticida". In particolare, per Pagano "i proponenti della legge" vorrebbero punire "il reato di opinione".

Il relatore della legge, il dem Alessandro Zan, ha replicato così: "Legge liberticida? No, è una legge sacrosanta", ha detto in Aula. "Dire che è una legge liberticida – ha aggiunto Zan intervenendo al termine della discussione generale – è totalmente destituito di fondamento. È una legge sacrosanta", un testo che si inserisce "nel pieno rispetto della Costituzione. Mi auguro che in Aula ci sia un clima costruttivo di collaborazione" ma, ha sottolineato, "accogliere le istanze non significa snaturare il testo".

Il testo, che accorpa 5 ddl, per il momento non ha subito grosse variazioni. La modifica più importante che è stata approvata in commissione Giustizia ha recepito le richieste di diversi gruppi parlamentari: con un emendamento di Forza Italia è stata inserita la cosiddetta clausola ‘salva idee'. La modifica stabilisce che ai fini della legge "sono consentite la libera espressione di convincimenti ed opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte".

La legge punisce specificamente l'istigazione a comportamenti discriminatori o violenti contro le persone omosessuali, e non il reato di propaganda, che è stato eliminato dal testo. Ma gli azzurri, per evitare equivoci, hanno chiesto che venisse esplicitato ulteriormente che dal reato fossero escluse le opinioni contrarie. Emendamenti simili erano stati depositati anche da Pd, Lega, Iv e FdI.

Le altre modifiche approvate in commissione Giustizia sono più marginali. La prima riguarda l'articolo 5 sull'organizzazione della Giornata nazionale contro l'omofobia. Il testo originario prevedeva che durante la giornata "nelle scuole di ogni ordine e grado" potevano essere organizzati incontri e altre iniziative. La modifica inserisce il più generico "nelle scuole".

Un altro intervento riguarda la norma che affida all'Istat un rilevazione triennale sulle discriminazioni, che fino ad ora non è stata fatta. La commissione ha deciso che l'istituto dovrà "sentire" l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad) per procedere all'indagine. Questa – secondo un altro emendamento approvato – dovrà misurare anche le "opinioni" della popolazione sul tema dell'omotransfobia.

Infine, una modifica a firma del relatore Zan cambia il titolo del provvedimento con il seguente: "Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati al sesso, al genere, all'orientamento sessuale e all'identità di genere".