È stato finalmente depositato ieri in commissione Giustizia alla Camera il testo base della proposta di legge contro l'omotransfobia e la misoginia. Il relatore è Alessandro Zan (Pd), che ha accorpato i cinque ddl, a firma Zan, Boldrini, Scalfarotto, Perantoni e Bartolozzi. Il testo è approdato alla Camera nonostante l'ostruzionismo della Lega in commissione (l'intervento di Alessandro Pagano è durato un'ora e venti). L'iter parlamentare non sarà una strada in discesa: si prevede un dibattito acceso, prima che il testo venga adottato con un voto tra martedì e mercoledì prossimo. Poi si aprirà la fase degli emendamenti.

La legge si propone di incidere sugli articoli 604 bis e ter del codice penale, che contrastano i reati di violenza e discriminazione "per motivi razziali, etnici e religiosi". Il nuovo testo  contro l'omofobia si aggancia così alla legge Mancino del 1993, che punisce con "la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi", e con "la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi". Nel testo base presentato da Zan la punibilità viene allargata alla fattispecie del "sesso, del genere, dell'identità di genere e dell'orientamento sessuale".

La legge contiene anche una parte non repressiva, che comprende l'istituzione della "Giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia", il 17 maggio, "al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell'inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere". Inoltre viene "istituito un programma per la realizzazione in tutto il territorio nazionale di centri contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere. I centri – si legge – garantiscono adeguata assistenza legale, sanitaria, psicologica, di mediazione sociale e ove necessario adeguate condizioni di alloggio e di vitto alle vittime". E viene introdotto anche il monitoraggio triennale da parte dell'Istat sul fenomeno dell'omostransfobia.

Questo "impegno preventivo", come è stato definito da Zan nella relazione introduttiva, e che ha lo scopo di aiutare la società a cambiare mentalità, è frutto di un lavoro che viene da lontano, cominciato più di un anno fa. L'istituzione della Giornata nazionale contro l'omotransfobia e la creazione dei centri antiviolenza per le vittime di omofobia e transfobia facevano già parte del disegno di legge di Alessandra Maiorino (M5s), assegnato alla commissione Giustizia del Senato il 4 giugno 2019.

"Il testo originario del mio ddl è stato costruito con le associazioni, Arcigay e Gay Center, in testa – ha detto la senatrice Maiorino, contattata da Fanpage.it – È così che dovrebbe procedere il legislatore, ascoltando le esigenze dei cittadini. L'esame in commissione Giustizia del Senato non è mai cominciato. È facile capire il perché, il presidente è Andrea Ostellari, della Lega. Alla Camera invece la commissione Giustizia è presieduta da Francesca Businarolo, del M5s. Dopo la richiesta di Zan di incardinare la proposta di legge a gennaio, poco prima del lockdown, sono subito partiti i lavori della cosiddetta ‘bicameralina', composta da deputati e senatori di maggioranza delle commissioni Giustizia di Camera e Senato, per avere un testo il più condiviso possibile".

Senatrice, il testo è stato depositato ieri alla Camera, non senza difficoltà. Potrà subire ancora delle modifiche importanti?

Modifiche auspico di no, perché la legge che è stata depositata ieri, dopo una lunghissima battaglia combattuta in commissione Giustizia alla Camera, è stata pensata e soppesata al milligrammo. L'ostruzionismo della Lega è assolutamente strumentale e fondato sul nulla. È la recita che alcuni gruppi devono fare, è il gioco delle parti. Ma la legge si è appositamente privata di quella parte dell'articolo 604 bis che condanna anche la propaganda. Ed è questo il punto che viene maggiormente attaccato. La critica, per carità, è sempre lecita. Ma l'attacco in questo caso è immotivato perché il reato di propaganda non l'abbiamo proprio inserito. Quando si dice che non si potranno più esprimere alcune opinioni – per esempio che una famiglia è composta da papà, mamma e figli- si dice una falsità, perché nessuna legge può impedire di esprimere il proprio modo di sentire. Allo stesso modo però se qualcuno vuole dire che la propria famiglia è composta da due uomini e un figlio, biologico o adottato che sia, deve poterlo fare liberamente.

Il rischio di "derive liberticide" di cui parlava la Cei, prima che il testo venisse depositato, si è dissolto. Perché il centrodestra continua a esprimere il suo dissenso?

Il centrodestra non ha appigli per criticarla. Come dicevo il motivo del contendere è stato tolto fin dall'inizio. La Cei è caduta vittima di un inganno. Probabilmente persone che ruotano attorno a Pro Vita hanno comunicato ai Vescovi qualcosa che non corrisponde alla realtà. Credo che nessun credente possa opporsi a una legge che condanna la violenza contro un altro essere umano. C'è una piccola parte di fondamentalisti, che non esito a definire fanatici, che sono anche contro Papa Francesco. Sono spesso gruppuscoli che afferiscono alla Lega. Però anche all'interno della Lega ci sono posizioni più moderate, solo che non emergono, perché emergono sempre quelle più estremiste. Se guardiamo al centrodestra in Senato noi abbiamo la capogruppo di Forza Italia Bernini, che ha partecipato con me ad alcuni incontri, ed è del tutto favorevole all'estensione dei diritti alla comunità lgbt. Alla Camera per esempio c'è Mara Carfagna. Purtroppo fa sempre più rumore chi urla.

Quando prevede che potrà essere completato l'iter?

Penso che entro la fine di luglio la legge possa arrivare in Aula alla Camera. Al Senato poi non penso ci saranno ulteriori modifiche. E penso possa concludersi tutto entro Natale. I tempi sono più che maturi. In Italia abbiamo aspettato fin troppo. È brutto parlare di minoranze. Io credo nella comunità umana, dividerci in gruppi non mi piace. Però questa comunità ha bisogno di tutele specifiche, perché purtroppo il fenomeno si è inasprito ulteriormente. E c'è una sorta di impunibilità, che si accompagna alla sensazione di poter dire e fare qualsiasi cosa.

E l'attualità ce lo dimostra, con la vicenda di Pescara. C'è un ragazzo gay che è stato pestato, ma i consiglieri comunali non hanno voluto esprimergli solidarietà, e non vogliono che il Comune si costituisca parte civile in un processo. 

È gravissimo che si arrivi a questi eccessi, che sono frutto della contraddizione intrinseca che portano avanti questi estremisti. Arrivano a dire che la comunità lgbt è una lobby, dalla quale bisognerebbe difendersi. E negano il fenomeno del bullismo omotransfobico. Ribaltano completamente la realtà. E quindi non condannano un episodio di violenza ai danni di un ragazzo a cui è stata fratturata la mascella. Inconcepibile questa posizione da parte di chi rappresenta le istituzioni. La violenza è violenza. Punto.

Torniamo alla legge. Togliere il reato di propaganda è stato forse un compromesso al ribasso?

Toglierla è stato secondo me un vulnus. Perché è chiaro che non avrebbe intaccato i dettami della Chiesa, che non essendo dettami legislativi, ma facendo parte di una dottrina religiosa, vengono tutelati. Per fare un esempio nelle omelie i sacerdoti possono continuare a dire ciò che vogliono. Il reato di propaganda sarebbe servito piuttosto ad arginare quelle associazioni che nulla hanno a che fare con le religioni, come Forza Nuova e Pro Vita, che diffondono quei manifesti che ben conosciamo. Frasi come ‘Lobby gay toglie i bimbi alle famiglie', ‘Il mostro arcobaleno vuole i vostri figli in pasto', ‘Due uomini non fanno una madre', sono aberranti e trasudano odio, e fanno propaganda di odio. Quindi inserire quel reato sarebbe servito a impedire questa scioccante cartellonistica che ogni tano vediamo spuntare nelle strade delle nostre città. La maggioranza ha preferito tenere invece un profilo più di compromesso.

Per le associazioni si sarebbe potuto fare di più.

Questo però è un testo molto ambizioso e completo, a 360 gradi. I centri di accoglienza non esistevano prima, se non in maniera spontanea, in una dimensione di autosussistenza. Poi all'articolo 8 c'è il monitoraggio Istat, che verrà effettuato a cadenza triennale. Fino ad ora non ci sono dati ufficiali degli episodi d'odio, ma ci si è basati sulle segnalazioni delle associazioni.

Oltre alle politiche positive di sostegno e supporto, e alle campagne culturali a favore delle minoranze, la novità sostanziale del testo è che colpisce la misoginia. Come mai non se ne è discusso molto?

Io ritengo che la misoginia sarebbe dovuta andare in un provvedimento a parte. La radice in comune con l'omotransfobia è sempre quella del machismo e del maschilismo. Però avrebbe meritato uno spazio a parte. Ma è stato un elemento specificamente richiesto, e per questo è stato inserito. Abbiamo fatto una scelta giusta, per non perdere questo treno. È stato aggiunto non solo l'odio fondato sul "genere", ma anche sul "sesso", su precisa richiesta di associazioni femministe, che temevano che il "genere" non inquadrasse bene una femminilità anche biologica.

La dichiarazione di Alessandro Di Battista sui Gay Pride, durante i quali ci sarebbero "volgari forme di trasgressione" è stato uno scivolone? O è stato forse frainteso?

Mi è dispiaciuto molto leggere quelle parole, ho chiamato Alessandro per dirglielo. Ha paragonato gli omosessuali che vanno ai Pride a chi si fa i ‘selfie con una canna in mano'. Quella dichiarazione ha ferito la comunità lgbt. Ma secondo me denota solo una scarsa conoscenza del contesto. Per quanto ne so Di Battista è sensibile al tema dei diritti. La sua frase è stata sicuramente un errore. Io frequento i Pride dal 2000, sono momenti di festa, sono un'occasione per riunirsi. Dovrebbero rappresentare un momento gioioso per tutti i cittadini, perché ognuno ha il diritto di vedersi riconosciuto nella propria specificità. Penso che quelli contro-natura siano proprio quelli che vorrebbero ridurre la ricchezza dell'umanità in schemi.