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Nuovo modello 730, come funziona la dichiarazione dei redditi nel 2026 e cosa cambia per spese e bonus

Il Modello 730/2026 introduce conferme e novità importanti: restano i tre scaglioni Irpef con un taglio dell’aliquota per il ceto medio, mentre si riducono le detrazioni per i redditi più alti. Cambiano poi anche le regole per figli e familiari a carico, in un sistema ormai integrato con l’Assegno unico, ma restano recuperabili molte spese al 19%. Ecco tutti i dettagli.
A cura di Francesca Moriero
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La macchina della dichiarazione dei redditi relativa al 2025 è già in movimento. Con la diffusione delle versioni preliminari dei modelli da parte dell'Agenzia delle Entrate, i contribuenti possono iniziare a capire quali regole dovranno seguire nei prossimi mesi. Il Modello 730/2026 recepisce le novità nel più ampio percorso di riforma del sistema fiscale. Ma cosa cambia davvero concretamente per lavoratori e famiglie? Ecco tutto quello che c'è da sapere.

Come funziona il modello 730 nel 2026: date e scadenze

Il Modello 730/2026 serve a dichiarare i redditi percepiti nel corso del 2025; è lo strumento utilizzato principalmente da lavoratori dipendenti e pensionati e ha un vantaggio molto concreto: eventuali rimborsi arrivano infatti direttamente in busta paga o nella pensione, senza dover attendere tempi troppo lunghi. Ma il 73o non è soltanto un obbligo fiscale. Ma anche l'occasione per recuperare parte delle spese sostenute durante l'anno. Pensiamo, ad esempio, alle spese mediche, agli interessi del mutuo sulla prima casa o alle spese universitarie dei figli: una parte di questi costi può tornare indietro sotto forma di detrazione.

Le date da segnare in agenda sono due:

  • il 30 aprile 2026, quando il 730 precompilato sarà disponibile online;
  • il 30 settembre 2026, termine ultimo per l'invio, sia tramite Caf o professionista.

Le nuove aliquote Irpef nel modello 730: tre scaglioni e meno tasse per il ceto medio

Una delle novità più rilevanti riguarda poi l'Irpef, cioè l'imposta principale sui redditi delle persone fisiche. La struttura a tre scaglioni viene confermata, ma con un alleggerimento per chi si colloca nella fascia intermedia.

Le aliquote sono così distribuite:

  • 23% per redditi fino a 28mila euro
  • 33% per redditi tra 28.001 e 50mila euro
  • 43% oltre i 50mila euro

La riduzione più significativa interessa chi guadagna tra 28mila e 50mila euro, perché l'aliquota scende di due punti percentuali rispetto al passato. In termini pratici, chi ha ad esempio un reddito di 35mila euro pagherà un po' meno imposte rispetto agli anni precedenti, con un risparmio che può tradursi in qualche centinaio di euro su base annua.

Cosa cambia per le detrazioni nel modello 730: stretta per redditi più alti

Se da una parte c'è un alleggerimento sulle aliquote, però, dall'altra arriva una riduzione delle detrazioni per i redditi più elevati. Chi supera i 75mila euro di reddito complessivo verrà progressivamente diminuire le detrazioni al 19%(quelle tipiche su molte spese). Superata la soglia dei 100mila euro, queste agevolazioni si azzerano. Non tutto però viene tagliato. Restano infatti integralmente detraibili alcune voci essenziali, come le spese sanitarie e gli interessi passivi sui mutui. Questo significa che, anche per chi ha redditi elevati, le spese mediche continueranno a garantire un beneficio fiscale pieno.

Familiari a carico: cosa significa

Uno degli aspetti che crea più dubbi riguarda i familiari a carico. Perché una persona sia considerata fiscalmente a carico, deve avere un reddito annuo entro determinati limiti:

  • fino a 4mila euro per i figli sotto i 24 anni;
  • fino a 2.840,51 euro per figli sopra i 24 anni e per altri familiari (coniuge, genitori, fratelli, sorelle).

Essere "a carico" non è quindi una formalità: consente di accedere a detrazioni e benefici fiscali. Con l'introduzione dell'Assegno unico, però, il sistema è cambiato profondamente.

Assegno unico e figli: come funzionano oggi le detrazioni

Dal 2022 la detrazione per figli a carico, per i più giovani, è stata sostituita dall'Assegno unico e universale. Questo significa che:

  • per i figli sotto i 21 anni non si applica più la classica detrazione fiscale;
  • resta comunque necessario indicarli nel 730 per poter detrarre le spese sostenute per loro.

Per i figli con più di 21 anni, invece, la detrazione torna ad applicarsi, ma solo se rispettano i limiti di reddito previsti. Facciamo un esempio: se un genitore ha un figlio di 23 anni che studia e non supera il limite di reddito, potrà beneficiare della detrazione, che però diminuisce man mano che aumenta il reddito del genitore e si azzera oltre una certa soglia.

Le spese che si possono recuperare al 19%

Anche quando non spetta la detrazione per i figli sotto i 21 anni, alcune spese restano comunque detraibili al 19%. Tra queste troviamo:

  • le spese scolastiche e iunviersitarie
  • attività sportive per ragazzi tra 5 e 18 anni
  • spese mediche e farmaceutiche
  • abbonamenti ai mezzi pubblici

Questo significa, ad esempio, che se una famiglia ha pagato l'iscrizione annuale a una palestra per la figlia o il figlio adolescente, potrà recuperare una parte di quella spesa nella dichiarazione.

Separazione e assegni di mantenimento

Anche per il coniuge non legalmente separato o per altri familiari conviventi sono previste detrazioni, così come nei casi in cui si versi un assegno di mantenimento non stabilito dal giudice. Questi benefici, però si riducono con l'aumentare del reddito e scompaiono oltre gli 80mila euro. In pratica già alto è il reddito del contribuente, minore è il vantaggio fiscale riconosciuto.

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