Braccio di ferro con le Regioni fino all'1 di notte al vertice sul nuovo dpcm, che il presidente del Consiglio dovrebbe firmare nelle prossime ore. Il decreto sarà in vigore da domani 26 ottobre fino al 24 novembre. Nelle prossime ore è attesa la conferenza stampa di Conte, che era stata in un primo momento fissata ieri sera, ma che è poi slittata.

Al termine della riunione notturna tra il capo del governo, i capi delegazione e il ministro Francesco Boccia un'intesa nella maggioranza sembra essere raggiunta, anche se sarà possibile apportare delle modifiche alla bozza che è circolata nella giornata di ieri: confermata la misura che obbliga la chiusura di ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie alle ore 18 nei giorni feriali, una stretta a cui si oppongono le Regioni. I governatori hanno scritto una lettera all'esecutivo ieri per opporsi alla chiusura di ristoranti, bar pasticcerie e gelaterie alle 18, proponendo la chiusura per i ristoranti alle 23 e alle 20 per i bar. Il presidente della Conferenza Stato regioni Bonaccini ha chiesto al premier Conte, di prevedere in ogni caso "adeguate forme di ristoro per i settori e le attività economiche interessate dalle limitazioni introdotte dal provvedimento in oggetto del presente parere, mediante la contestuale attivazione di specifici tavoli di confronto con i Ministeri competenti". Il governo però sta valutando la possibilità di consentire ai ristoranti di restare aperti la domenica a pranzo.

La ministra Teresa Bellanova (Iv) è contro i divieti per le attività e si fa portavoce delle associazioni di categoria. "Così moriamo", dicono i commercianti. Alla posizione di Iv si associa il M5S: i gruppi chiedono di salvare dalla stretta non solo ristoranti e bar ma anche piscine e palestre, che secondo la bozza del dpcm dovranno fermarsi.

Dall'altra parte l'ala più ‘rigorista' del governo, Roberto Speranza e Dario Franceschini, vogliono accelerare con le misure più stringenti.  "Siamo consapevoli del fatto che non tutte le misure adottate hanno agito con la tempestività necessaria", ha detto ieri il premier Conte. Per il ministro Luigi Di Maio le nuove misure sono necessarie per poter preservare il Natale: "Come governo dobbiamo necessariamente adottare delle misure più stringenti rispetto all'ultimo Dpcm" che tutelino il tessuto imprenditoriale "ma tutto quello che non è prioritario dobbiamo per il momento metterlo in stand by" e adottare delle misure che permettano a "tutti noi di fare il Natale tutti insieme".

Il M5s dice anche a un'altra misura che potrebbe essere inserita nel dpcm: lo stop agli spostamenti tra le Regioni. Nella bozza c'è la "raccomandazione" a non uscire dal proprio comune di residenza, se non per motivi di lavoro, salute o urgenza.

Cosa chiude con il nuovo dpcm

Si fermano anche cinema, teatri, sale da concerto (anche quelle all'aperto) considerati attività non essenziali. Stop anche a palestre, piscine, comprensori sciistici, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, chiudono centri culturali, centri sociali e centri ricreativi. Sospese anche le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò.

Si è invece deciso di lasciare aperti "i musei e gli altri istituti e luoghi della cultura è assicurato a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori contingentati o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro".

Le vendite al dettaglio sono permesse a condizione che vengano assicurate, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, anche gli ingressi scaglionati. Dunque nessuna stretta sugli orari di apertura e chiusura.

Sono sospese anche tutte le attività convegnistiche o congressuali i convegni, i congressi e gli altri eventi, tranne quelli che si svolgono a distanza. Nel settore pubblico "le riunioni si svolgono in modalità a distanza" e lo stesso "è fortemente raccomandato per le riunioni private".

Ristoranti

L'attività di bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie è consentita dalle 5 alle 18. Ma si potrà stare seduti al tavolo al massimo in quattro persone. Dopo le 18 è vietato "il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico"; è invece permesso "senza limiti di orario negli alberghi per i clienti", ma è consentita anche "la consegna a domicilio e fino alle 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze".

Scuola

Le didattica nella scuola rimane in presenza, ma "per contrastare la diffusione del contagio" le scuole secondarie di secondo grado dovranno ricorrere alla didattica digitale integrata almeno per il 75% delle attività. Restano chiaramente sospese gite e viaggi di istruzione, come nel precedente dpcm. Sono sospese tutte le procedure concorsuali pubbliche e private, ad esclusione dei casi in cui venga effettuata la valutazione dei candidati esclusivamente su basi curriculari e/o in maniera telematica.

Spostamenti tra Regioni

Gli spostamenti tra Regioni non saranno vietati. Ma c'è una forte raccomandazione a non uscire dal proprio Comune. Non c'è una limitazione per la circolazione delle persone, che devono rispettare gli orari stabiliti con le ordinanze dei governatori sul coprifuoco. Servirà comunque l’autocertificazione per gli spostamenti oltre l'orario consentito, per motivi di lavoro, salute o urgenza.

Le feste

Vietate le feste, al chiuso e all'aperto, anche quelle legate alle cerimonie civili e religiose, quindi niente banchetti per matrimoni, battesimi e altre ricorrenze. Rimangono naturalmente sospese le attività delle sale da ballo e discoteche. Per quanto riguarda le riunioni in casa, "è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza".