Nuovo contratto enti locali, aumenti da 135 euro in busta paga secondo Aran: li riceveranno 400mila lavoratori

Si è riattivata la macchina dei rinnovi dei contratti collettivi del comparto pubblico. Circa tre settimane fa, sindacati e Aran mettevano la firma definitiva sul contratto degli enti locali per il 2022/2024 – già scaduto ancor prima di essere approvato, come accade spesso. In questi giorni è arrivato il primo passo verso il Ccnl 2025/2027, che promette un aumento medio di stipendio da circa 135,50 euro lordi al mese.
I dipendenti di Comuni, Regioni e amministrazioni locali, peraltro, non sono gli unici. Ieri sono partite le trattative per il contratto degli statali, che sono solitamente i primi a raggiungere la firma, e anche il comparto Istruzione ha già iniziato i confronti. Infine, per la sanità c'è già un atto di indirizzo indicativo.
Quando arrivano gli aumenti in busta paga per i dipendenti comunali
È utile chiarire che comunque i dipendenti degli enti locali dovranno aspettare parecchio prima di ricevere concretamente gli aumenti prospettati. Finora il comitato di settore – che rappresenta le pubbliche amministrazioni locali – ha stilato il cosiddetto atto d'indirizzo. Questo è un documento che mette i primi paletti, sia sul piano economico che sugli altri contenuti del nuovo contratto collettivo.
L'atto di indirizzo è stato inviato al ministero dell'Economia e a quello della Pubblica amministrazione, a cui fa riferimento l'Aran. L'Aran è l'agenzia che rappresenterà lo Stato nelle trattative, mentre dall'altra parte del tavolo ci saranno i sindacati che rappresentano i circa 400mila dipendenti degli enti locali.
Al momento, quindi, c'è solo il primo passaggio. Sulla base dell'atto di indirizzo, l'Aran stilerà una bozza di contratto che poi presenterà ai rappresentanti sindacali, e i negoziati avranno inizio.
Di quanto aumentano gli stipendi con il nuovo contratto per gli enti locali
Per quanto riguarda i fondi a disposizione, è difficile immaginare che ci siano cambiamenti drastici da qui alla fine delle trattative. Le amministrazioni hanno messo a disposizione circa 988 milioni di euro all'anno per gli aumenti.
Secondo i calcoli dell'Aran, questo dovrebbe portare a un aumento da circa 135,50 euro lordi al mese in busta paga, per tredici mensilità. Naturalmente sono soldi che dovranno spendere i singoli Comuni e Regioni, anche se lo Stato per la prima volta darà un piccolo contributo – 50 milioni di euro nel 2027, 100 milioni di euro all'anno dal 2028 in poi.
Le altre misure nel nuovo Ccnl
Come in tutti i contratti, poi, le trattative riguarderanno non solo gli aumenti in busta paga, ma anche le condizioni di lavoro. Anche su questo tema, per il momento, ci sono solo le aperture che le amministrazioni hanno inserito nell'atto di indirizzo.
Si parla, ad esempio, di permettere a Comuni e Regioni di spendere di più per il welfare dei dipendenti. Va ricordato che, ad oggi, i dipendenti degli enti locali hanno spesso uno stipendio più basso rispetto ai loro omologhi statali, motivo per cui spesso lavoratrici e lavoratori lasciano la propria posizione quando hanno un'occasione più remunerativa. Per evitare queste ‘migrazioni' bisognerebbe offrire, se non altro, misure di welfare aggiuntive.
A proposito di questo, l'atto di indirizzo richiede anche di lavorare su una maggiore flessibilità, che permetta di conciliare meglio i tempi di vita e quelli di lavoro. In particolare, si dovrebbe venire incontro a genitori e persone che devono svolgere il ruolo di caregiver per un parente. Anche in questo caso, i dettagli emergeranno solo con la prima bozza di contratto e poi con le trattative sindacali.