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Niscemi, Regione aveva dato ok a lavori contro rischio frana nella base americana Muos: allarmi Usa ignorati

La Regione Sicilia aveva autorizzato a settembre gli americani a effettuare lavori urgenti di manutenzione per contrastare il dissesto idrogeologico nella base militare del Muos, che si trova a pochi chilometri dal centro abitato di Niscemi. “Un segno premonitore che è stato ignorato”, commenta il deputato regionale Ismaele La Vardera a Fanpage.it.
A cura di Annalisa Cangemi
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A Niscemi il numero di cittadini sfollati per la frana continua a salire, se ne contano 1606, con 880 edifici in zona rossa. Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, ex governatore della Sicilia, intervenuto per un'informativa in Parlamento, rispedisce al mittente le accuse di chi lo addita come corresponsabile nel disastro ambientale che si è verificato.

"Non sono ad uso a sottrarmi alle mie responsabilità e non lo farò neanche stavolta nell’assumermi tutte le responsabilità istituzionali legate al funzionamento delle strutture della regione siciliana durante il mio mandato. Non c’è mai stato il tema legato al rischio incombente che il centro abitato correva di una frana che per i tecnici era ormai irrisolvibile – scandisce, ripetendo che il Comune non aveva segnalato il problema – Qualunque intervento su quel fronte sarebbe stato vano". Il ministro di Fdi alza la voce in Aula, punta  il dito contro gli "sciacalli in giacca e cravatta", che lo accusano di non essere intervenuto in tempo avviando lavori di consolidamento in quell'area fragile, dove il fronte di frana è ancora attivo e in progressiva espansione, come ha confermato lo stesso ministro.

La frana di Niscemi, foto scattata con il drone il 1 febbraio 2026
La frana di Niscemi, foto scattata con il drone il 1 febbraio 2026

Musumeci oggi ha ricordato che in Sicilia ben 9 Comuni su 10 presentano aree ad alto rischio frane. Ma il Comune di Niscemi non è un Comune come gli altri. A pochi passi dal centro abitato (appena 8 Km di distanza) all'interno della Riserva naturale della Sughereta, sorge infatti un importante sito americano che ospita il Muos (Mobile User Objective System), tre gigantesche antenne paraboliche installate a Est del paese. Grazie a quel sistema militare per comunicazioni satellitari gestito dal Dipartimento della Difesa Usa (150 metri d’altezza e antenne paraboliche con un diametro di oltre 20 metri), insieme alle altre basi attive in Virginia, Hawaii e Australia, gli Usa riescono collegare tutti gli utenti mobili, dai droni, ai sottomarini, alle truppe di terra.

La realizzazione della stazione Muos, iniziata più di quindici anni fa, è stata al centro di polemiche e ricorsi degli abitanti che per anni hanno tentato di bloccarla, preoccupati per i rischi per la salute legati all'emissione di onde elettromagnetiche. I contenziosi sono poi sfociati nel via libera da parte del Consiglio di giustizia amministrativa (organo di appello del Tar in Sicilia). Con buona pace delle lamentele dei cittadini, che continuano a domandarsi quali siano realmente gli effetti del Muos sulla salute e sull'ambiente. Anche perché quelle mega antenne paraboliche si trovano in un distaccamento della base di Sigonella che ospitava già nella stessa area 46 trasmettitori operativi, preesistenti al Muos, sui quali all'epoca dei lavori per la messa in funzione delle tre mega antenne (i lavori ufficialmente partono nel giugno del 2011) non era mai stato nemmeno fatto uno studio di impatto ambientale.

La Vardera chiede che gli Usa contribuiscano alla ricostruzione a Niscemi

L'hub militare del Muos non è interessato direttamente dalla frana che sta portando a valle le case del paese, e non c'entra con i danni provocato dal ciclone Harry. Ma quel sito è il simbolo dell'incuria e dell'abbandono di cui è stato vittima il territorio. Per questo il deputato regionale e fondatore di Controcorrente Ismaele La Vardera ha scritto al ministro degli Esteri Antonio Tajani e all'ambasciatore americano in Italia Fertitta, per chiedere che gli americani contribuiscano alla ricostruzione di un'area che è stata sfruttata e danneggiata per anni, a partire dai tremila ettari di querce e 500 specie di piante che ricadono all'interno della Sughereta di Niscemi: "Non è accettabile che la Sicilia venga stuprata da tutti ma quando c'è da risollevarsi nessuno muova un dito", ha detto La Vardera, "È giunto il momento per l'America di ricambiare il favore e dare una mano a Niscemi ed ai niscemesi di risollevarsi". L'appello di La Vardera è rimasto però inascoltato e il deputato non ha ricevuto alcuna risposta dalle istituzioni.

Gli americani chiedono l'autorizzazione per lavori urgenti nella base militare di Niscemi: gli allarmi di pochi mesi fa

Proprio gli americani avevano segnalato alla Regione le criticità del territorio, non più tardi di qualche mese fa. Il 23 aprile 2025 avevano chiesto infatti l'attivazione della procedura di valutazione di incidenza ambientale (VINCA) per un "Progetto di manutenzione straordinaria dell'area delle antenne all'interno della base militare di Niscemi", al fine di attuare misure di contrasto all'erosione nell'hub militare.

La Commissione Tecnica di Verifica dell'Impatto Ambientale, chiamata a valutare i progetti, dà l'ok il 15 settembre 2025. È l'attuale assessora del Territorio e dell'Ambiente della giunta Schifani, Giusi Savarino, a firmare il decreto che chiude con parere favorevole il procedimento di VINCA per i lavori di manutenzione straordinaria all'interno dell'area del Muos. Il progetto, come si vede dal provvedimento firmato da Savarino, prevede opere di consolidamento sia all'interno del piazzale delle antenne, sia all'esterno dell'area: si parla per esempio di "consolidamento strutturale della scarpata, attualmente danneggiata da fenomeni erosivi, e di manuntenzione del sistema di drenaggio delle acque meteoriche le cui inefficienze sono alla base degli stessi fenomeni erosivi che interessano il piazzale dell'area delle antenne".

"Gli americani sono molto più furbi di noi italiani, e si erano resi conto che c'era un problema di dissesto idrogeologico all'interno della propria base militare di Niscemi. Quindi cosa fanno? Chiedono alla Regione l'autorizzazione per sistemare, a spese loro, la zona franosa di loro competenza. Una sorta di segno premonitore, che è stato ignorato", dice La Vardera, che ha scovato i documenti. Quindi l'assessora, invece chiedersi cosa stia accadendo in quel territorio che ricade nel Comune di Niscemi, su cui gli americani vogliono intervenire per mettere in sicurezza la zona del Muos, e domandarsi se ci siano pericoli per la popolazione, lascia correre e si limita a firmare l'autorizzazione a procedere. La Regione guidata da Schifani, insomma, non solo sottovaluta il problema, e non mette in campo tempestivamente i necessari lavori di consolidamento della frana nel centro abitato, ma è consapevole che a poca distanza dal paese gli americani si stanno attivando per urgenti e non indifferibili lavori di manutenzione.

"La mia richiesta a Tajani e Fertitta non è affatto simbolica, ma è operativa. Perché il Muos, a differenza delle altre basi americane attive in giro per il mondo, è l'unico sito collocato vicino a un centro abitato. Gli americani hanno solo ricevuto da quel territorio, non hanno mai dato un aiuto concreto", ha sottolineato La Vardera a Fanpage.it. "Visti i rapporti stretti che Meloni ha con Trump, il governo dovrebbe chiedere un contributo economico agli Stati Uniti".

Ma non tutti la pensano come La Vardera. "Io sono dell'idea che questo sarebbe un modo per deresponsabilizzare il governo nazionale, ed essere ancora più dipendenti dagli Stati Uniti", ha detto a Fanpage.it il deputato di Iv Davide Faraone, secondo cui il ministro della Protezione civile ed ex governatore Musumeci dovrebbe dimettersi: "Secondo noi non ha le carte in regole per occuparsi della ricostruzione in Sicilia. Ha fatto per cinque anni il presidente della Regione, la situazione a Niscemi era stata strasegnalata, e non è intervenuto. Da ministro ha contribuito anche al Pnrr, e nel piano non c'era nessun progetto per il contrasto al dissesto idrogeologico a Niscemi. Ora Musumeci dovrebbe andarsene a casa".

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