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Manovra economica 2023

Niente addio al Pos, il governo ritira il provvedimento: sarà obbligatorio per qualsiasi cifra

In seguito al parere della Commissione europea, il governo decide di fare un passo indietro sulla soglia di 60 euro per l’obbligo di accettare i pagamenti elettronici. Con un emendamento, la norma sparisce: resta il divieto di rifiutare le carte di credito, come anche le sanzioni per chi lo fa.
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A cura di Luca Pons
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Alla fine, la soglia di 60 euro sotto cui i negozianti possono rifiutare di far pagare con il Pos non ci sarà. E non sarà nemmeno più bassa, ad esempio con quei 30 euro che si erano ipotizzati nelle prime bozze del testo. La misura, inserita nell'art. 69 della legge di bilancio presentata dal governo Meloni al Parlamento, è stata ritirata con un emendamento dell'esecutivo. La manovra ora è in discussione alla commissione Bilancio della Camera.

Negli scorsi giorni la Commissione europea aveva fatto notare che alcune misure della legge di bilancio italiana non erano in linea con gli obiettivi di contrasto dell'evasione fiscale. Tra queste l'aumento del tetto al contante a 5mila euro, il condono fiscale per le cartelle fino a mille euro, e infine la possibilità per i negozianti di rifiutare pagamenti elettronici sotto i 60 euro. Non si trattava di un parere vincolante, quindi il governo italiano non era formalmente obbligato a eliminare il provvedimento. La decisione, però, è arrivata lo stesso. L'esecutivo ha fatto sapere che "caldeggia", invece,  l'idea di inserire delle forme di "ristoro" o "risarcimento" per i negozianti che dovessero avere spese maggiori a causa delle commissioni bancarie.

Già due settimane fa, la presidente del Consiglio aveva aperto a un compromesso sulla soglia all'utilizzo del Pos, dicendo: "Ci si dice ‘ci volete impedire di pagare con il Pos e volete favorire l’evasione'. Il Governo sta valutando la possibilità di non obbligare i commercianti ad accettare il pagamento elettronico per piccoli importi. La soglia dei 60 euro è indicativa può essere anche più bassa, c’è un’interlocuzione in corso con l’Ue e vediamo come andrà a finire".

La settimana scorsa, il deputato di Forza Italia Giorgio Mulé aveva detto che si stava "ragionando sulla possibilità di portare da 60 a 40 euro la soglia per i pagamenti che si possono effettuare senza Pos", sempre parlando di un confronto con la Commissione europea.  Ieri, infine, è circolata la voce che il tetto potesse essere abbassato a 30 euro o completamente eliminato. Così è stato, infatti.

Anche la Banca d'Italia aveva criticato il provvedimento, sottolineando nel suo intervento alla commissione Bilancio che la soglia a 60 euro per il Pos indeboliva la lotta all'evasione fiscale e andava contro l'obiettivo di digitalizzazione fissato dal Pnrr. La Corte dei Conti, sempre davanti ai deputati della commissione Bilancio, l'aveva definito "non coerente con l'obiettivo di contrasto all'evasione fiscale".

Non solo non ci sarà una soglia sotto la quale gli esercenti non hanno l'obbligo di accettare i pagamenti elettronici, ma rimarranno anche le sanzioni per chi li rifiuta. Queste erano state introdotte dal governo Draghi: al momento, chi non accetta carte di credito può ricevere una multa di 30 euro più il 4% del valore della transazione rifiutata. Per cui, ad esempio, se non si accetta la carta per una spesa di 100 euro si può pagare una multa di 34 euro (30 fissi più il 4% di 100).

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