Nel 2025 il Pil è cresciuto solo dello 0,5%: l’economia va peggio di quanto si aspettava il governo

Nel 2025 l'economia italiana ha registrato una crescita del Pil dello 0,5% rispetto al 2024. Il rapporto deficit/Pil non è sceso sotto la soglia del 3% che avrebbe consentito all'Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo aperta dalla Ue, mentre la pressione fiscale è al 43,1% del Pil, in aumento rispetto al 42,4% dell'anno precedente. Tradotto: l'economia va peggio di quanto si aspettava il governo. Lo dice l'Istat, che ha rivisto a ribasso le previsioni sull'andamento economico italiano.
Pil, deficit e pressione fiscale: cosa dice l'Istat
In volume il Pil è cresciuto dello 0,5%. Un valore inferiore alla stima preliminare dell'Istituto che ipotizzava una crescita dello 0,7% e più basso del dato registrato nel 2024 (+0,7%).
Nel frattempo la pressione fiscale complessiva, ovvero l'ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi, è salita al 43,1%, in aumento rispetto all'anno precedente (era al 42,4%). Il rialzo è dovuto a una crescita delle entrate fiscali e contributive (+4,2%) superiore a quella del Pil a prezzi correnti (+2,5%), spiegano dall'Istituto.
Il deficit, ovvero la differenza tra le entrate e le uscite di un Paese, misurato in rapporto al Pil, è stato pari al 3,1%, in miglioramento rispetto al 3,4 % del 2024. In altre parole, l'Italia si è indebitata di meno ma comunque non è riuscita a scendere sotto il 3%, cosa che gli avrebbe permesso di uscire dalla procedura di rientro del deficit prevista dall'Ue per i Paesi con un disavanzo eccessivo. Il debito è invece salito dal 134,7% del 2024 al 137,1%.
Giorgetti: "Dato provvisorio, colpa del Superbonus", M5s: "Scuse puerili"
Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti ha commentato le stime sul Pil che, a suo dire, subiscono il contraccolpo del Superbonus. "È undato provvisorio, prima delle comunicazioni che l’Italia farà all’Ue. Cercheremo di capire le valutazioni Istat. Peccato per il colpo di coda del Superbonus condomini, causa principale del dato di oggi", ha dichiarato.
Immediata la replica del vicepresidente M5s, Stefano Patuanelli: "Caro Giancarlo, come tu ben sai il Superbonus non influisce sul deficit. Significa che nonostante la folle austerità che avete imposto e il record di pressione fiscale che avete raggiunto, non siete nemmeno riusciti a portare il deficit sotto il 3%. Sapete perché? Perché l’Italia è a crescita zero da quando siete al Governo. Distruggere il tessuto produttivo porta a questo. Per una volta, guardatevi allo specchio e smettetela di cercare scuse puerili, avete portato il Paese sull’orlo del baratro", ha attaccato.
I parlamentari pentastellati delle Commissioni bilancio e finanze di Camera e Senato definiscono "agghiacciante" il quadro economico tracciato dall'Istat. "Crescita 2025 a un misero +0,5%, in diminuzione rispetto alle più recenti previsioni; debito pubblico in aumento di più di 3 punti in due anni; boom della pressione fiscale, che nel 2025 chiude al 43,1%, 2 punti in più nell'ultimo biennio. In tutto questo il Governo, almeno per adesso, non è nemmeno riuscito a scendere sotto il fatidico 3% deficit/Pil, fermandosi al 3,1%", hanno ribadito. "Tutta l'austerità sciagurata dell'Esecutivo, fatta a colpi di tasse, di tagli e di fallimenti programmati di misure come Transizione 5.0, Ires premiale e chi più ne ha più ne metta, non è nemmeno servita ad appuntare la coccarda sulla giacca di Giorgetti. Su tutto questo già allarmante scenario si abbattono adesso gli impatti economici della crisi geopolitica in atto tra Iran, Usa, Israele e altri Paesi mediorientali, che ha già fatto schizzare il prezzo del gas. Gli analisti parlano di rischio energetico come nel 2022, con annessa inflazione. È emergenza totale, i danni rischiano di diventare irreparabili".