natale covid

AGGIORNAMENTO: Un incontro durato due ore, blindatissimo. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha incontrato i capi delegazione di maggioranza, insieme al ministro agli Affari regionali Francesco Boccia e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. Fonti di maggioranza hanno riferito all'Adnkronos che si sarebbe trattata di una riunione piuttosto "interlocutoria". Un nuovo vertice è in programma anche domani mattina, sempre per discutere del nuovo dpcm con le regole anti Covidper il mese di dicembre, in vista delle feste natalizie, che il premier dovrà firmare entro il prossimo 3 dicembre.

E mentre è incorso un primo incontro tra i ministri della Salute e degli Affari regionali Roberto Speranza e Francesco Boccia, i presidenti delle Regioni e il commissario straordinario Domenico Arcuri, per definire il nuovo decreto, nulla è trapelato fino ad ora sulle questioni cruciali, e cioè sulla possibile riapertura delle scuole prima delle vacanze, e cioè già il 9 dicembre, e sugli spostamenti tra Regioni, per consentire a tutti di trascorrere il Natale con i familiari più stretti.

Alla riunione governo-Regioni partecipano i presidenti del Veneto Luca Zaia, della Liguria Giovanni Toti, della Basilicata Vito Bardi, del Molise Donato Toma, della Calabria Nino Spirlì e della Toscana, Eugenio Giani.

Tutti i nodi del nuovo dpcm per Natale

Il nodo scuola non è stato ancora sciolto. La ministra dell'Istruzione Azzolina, rispondendo alle domande degli studenti sul profilo Instagram del ministero, ha assicurato che la riapertura delle scuole è una priorità del governo: "Sto lavorando per riportarvi quanto prima a scuola. È importante farlo. Serve prudenza, dobbiamo essere cauti e fare delle scelte. Credo che la scuola sia la priorità del Paese, ne va del vostro futuro". Ma non si è sbilanciata su possibili date.

Ieri il ministro Francesco Boccia è stato categorico, in merito a una possibile apertura indiscriminata dei confini: "Se un paese non è sicuro dal punto di vista sanitario non lo è neanche dal punto di vista economico. Le gravi perdite saranno ristorate, compresi gli stagionali con un intervento simile a quello della prima fase, ma non comporta la distruzione del comparto, bisogna dirsi con chiarezza che se apriamo senza limiti le stesse perdite di dicembre ce le ritroviamo a febbraio. Vorrà dire che saremo dentro la terza ondata e dobbiamo evitarlo. La protezione della vita ci consente di mettere in sicurezza tutto il paese, anche dal punto di vista economico".

Resta dunque da capire se sarà permesso o meno tornare a casa per le feste, nel caso in cui si siano ancora Regioni rosse e arancioni nelle prossime settimane. Per le Regioni in zona gialla infatti non sono necessarie autocertificazioni per giustificare gli spostamenti, come invece avviene nelle aree a rischio più alto, dove è consentito lo spostamento solo per motivi di necessità, lavoro o salute. Sembra comunque che per il momento l'orientamento del governo sia quello di autorizzare la mobilità tra una Regione all'altra solo per chi deve tornare alla propria residenza o al proprio domicilio, proprio per evitare una terza ondata a gennaio.

E oggi il viceministro alla Salute Sileri ha voluto ricordare che questo non sarà un Natale come gli altri: "Questo sarà un Natale in emergenza, parlarne quando ogni giorno muoiono ancora 700 persone, che significano tre aerei pieni di persone che precipitano… giusto festeggiarlo, ma si può fare tra le mure domestiche, con chi si convive, anche se diventa purtroppo un giorno come gli altri", ha detto a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora,

"Oggi ci sono 60 milioni di persone impegnate, a vari livelli, per tutelarci contro il coronavirus, perché ognuno di noi interviene", ha aggiunto Sileri. Un'altra delle questioni che verrà definita nel nuovo dpcm sarà il numero di persone consentite per il cenone e per le riunioni a casa. "Oggi i numeri vanno molto molto meglio, è ipotizzabile che con questo rispetto delle regole a Natale potremo esser tutti gialli o magari qualcuno arancione. Rispettiamo le regole: se dobbiamo esser in 4 a tavola, facciamo così. Limitando il numero delle persone diminuisci le chance di esposizioni al contagio", ha spiegato il viceministro.

Apertura impianti sci a Natale

Fra i temi che la Conferenza delle Regioni sta discutendo con il governo c'è anche quello della riapertura degli impianti montani. L'esecutivo è intenzionato a mantenerli chiusi, e a vietare settimane bianche e gite sulla neve fino a gennaio. Oggi un portavoce della Commissione europea ha chiarito che la decisione sull'attività sciistica è di competenza nazionale, non europea: "Stiamo lavorando per rafforzare il coordinamento tra gli Stati e vedere se possiamo sviluppare presto un approccio di raccomandazioni". Ma, ha spiegato, "le decisioni sullo sci sono di competenza nazionale. Il nostro ruolo è fare raccomandazioni sanitarie affinché le varie attività si svolgano in condizioni di sicurezza sanitaria"

Sulle stazioni sciistiche "vogliamo parità di trattamento. Se siamo europei le regole valgono per l'italia come per la Francia o l'Austria. Il Covid non sceglie in base alla carte d'identità, colpisce in egual modo e riteniamo che a livello europeo anche sullo sci ci debba essere uguaglianza di trattamento per tutti" ha detto in un video su Facebook il presidente della Regione Piemonte Cirio.

"Non penso a fughe in avanti, non le deve fare nessuno, è il momento della responsabilità, della condivisione, per cui col governo ragioniamo, certi di trovare la sensibilità di chi capisce che per noi il turismo della montagna è economia, industria e posti di lavoro". A questo proposito il presidente del Piemonte ha detto che "lo sci e la montagna sono il primo prodotto turistico e dobbiamo difenderlo, sempre con un occhio alla salute, che viene prima. Ma se il Governo – ha aggiunto – decidesse che non ci sono le condizioni, ce lo spieghi. Siamo pronti a prenderne atto, ma dall'altra parte ci vogliono risorse economiche immediate e certe per riuscire a ristorare queste attività che vivono di Natale e della stagione invernale".

Le Regioni chiedono Dad fino a gennaio

Durante l'incontro Regioni-governo i governatori hanno chiesto al ministro della Salute Speranza e al ministro per gli Affari regionali Boccia di prolungare la didattica a distanza per le scuole superiori fino a gennaio.