Alarm Phone, la piattaforma telefonica che fornisce assistenza ai migranti in difficoltà in mare, ha stilato un rapporto sulla situazione nel Mediterraneo tra luglio e dicembre 2020. Una fotografia che racconta sei mesi in una delle rotte migratorie tra le più pericolose al mondo. In cui i governi europei, in primis quello italiano e quello maltese, troppe volte non hanno rispettato i loro obblighi per quanto riguarda i soccorsi in mare.

Per prima cosa Alarm Phone, nel suo rapporto, fornisce alcuni numeri: sono 27.435 le persone che nel 2020 hanno cercato di fuggire dalla Libia, salpando per il Mediterraneo centrale. Di queste, 11.891 sono però state intercettate dalla Guardia costiera di Tripoli. Si riporta anche che secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni quest'anno hanno perso la vita 848 persone nel Mediterraneo centrale: secondo Alarm Phone, però, i morti sono molti di più.

Le persone che invece hanno cercato di lasciare la Tunisia sono state 26.349: di queste 12.883 sono riuscite a raggiungere l'Italia, ma 13.466 sono state intercettate dalla Guardia costiera tunisina. L'anno scorso, si ricorda poi, Alarm Phone, è andata in soccorso di 172 barche e, in totale, di 10.074 persone.

Gli attivisti, ancora una volta, sottolineano la grande assenza delle navi governative nel Mediterraneo. I Paesi europei, in particolare l'Italia, stanno trattenendo in porto anche le navi umanitarie, impedendo loro di prendere il largo per le operazioni di soccorso. In un contesto di questo tipo ad Alarm Phone non è rimasto altro compito che denunciare le violazioni dei diritti umani che continuano a consumarsi in mare. Sottolineando che sono state documentate centinaia di morti invisibili e naufragi fantasma.