4 Aprile 2012
18:08

Monti presenta la riforma del lavoro: “Una riforma di rilievo storico”

Il disegno di legge sulla riforma del lavoro è pronto, dopo la firma del Quirinale ora la parola finale spetta al Parlamento a cominciare dalla Camera dove il testo sarà presentato nelle prossime ore.
A cura di Antonio Palma

Monti, dopo l’incontro di ieri sera con i leader dei partiti di maggioranza e l’incontro con il Presidente della Repubblica, ha illustrato in una conferenza stampa insieme al Ministro Fornero il ddl sulla riforma del lavoro che ora dovrà essere approvato in Parlamento. Il Premier, rassicurato dai leader di Pd, Pdl e Terzo Polo,  è sicuro che la riforma possa essere approvata i tempi brevi senza stravolgimenti da parte delle forze parlamentari.

Monti ha definito quella in essere una riforma di rilievo storico per l’Italia, aggiungendo che è  “una riforma che intende realizzare un mercato del lavoro inclusivo e dinamico” con la quale si cerca di favorire la crescita e il lavoro ma anche di rendere “più efficiente, coerente ed equo l'assetto degli ammortizzatori sociali”. Tutto ciò secondo il Premier renderà questa riforma del lavoro, come avvenuto con quella delle pensioni, “un punto di avanguardia dell'economia e della società italiana”. Per Mario Monti l’iter parlamentare dovrebbe essere breve dopo che i leader politici hanno assicurato di condividere le linee del progetto, quindi si avrà “un iter parlamentare che auspichiamo approfondito ma anche spedito" ha precisato il Premier. Per il capo del governo questa riforma da sola, come le altre, non può dare la svolta, ma insieme alle altre riforme già varate servirà a rilanciare l’Italia.

Monti si è soffermato poi sull’articolo 18, ricordando a tutti che c’è rispetto per i lavoratori ma che bisogna lavorare per il bene dell’Italia. Per questo motivo il Governo ha cercato una riforma più equa possibile, anche con un compromesso sulla flessibilità in uscita, secondo il Premier il governo attraverso questa riforma del lavoro cerca di garantire il lavoratore da ogni forma di discriminazione, ma si cerca anche di far sì "che i giudici del lavoro non entrino troppo in valutazioni che appartengono alla responsabilità dell'imprenditore” in modo da far sì che le imprese comincino a reinvestire in Italia. Il Governo, inoltre, secondo lo stesso Monti ha cercato di porre in essere tutte le misure possibili per la lotta contro le varie forme di precarietà cercando di contrastare “il dualismo del mercato del lavoro italiano, favorendo l'instaurazione di rapporti più stabili e limitando la precarizzazione".

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