Il Premier in un'intervista è ritornato a parlare di riforma del lavoro e art. 18, ribadendo la volontà del Governo di affrontare il problema senza tabù verso una maggiore flessibilità sia in entrata che in uscita dal mercato del lavoro.

Un Monti a tutto tondo quello che ieri sera è intervenuto negli studi del Tg5 per parlare della situazione del Paese e dei prossimi passi del Governo. Il Premier ha parlato di riforma del lavoro e della situazione economica italiana, non risparmiando alcune battute che hanno fatto discutere. Soprattutto nel campo del lavoro il Presidente del Consiglio ha voluto ribadire la posizione del Governo in vista del prossimo appuntamento con le parti sociali in merito all'art 18 dello statuto dei lavoratori. Per Monti le tutele oggi in vigore sono un grosso ostacolo all'ingresso nel mercato del lavoro e, dunque, nessun tabù ci dovrà essere al tavolo delle trattative. Ai giovani il Premier ha consigliato di "abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita" non solo perché le condizioni del Paese sono cambiate ma anche perché in fondo "è monotono".

La riforma del lavoro sarà il punto centrale delle prossime mosse del Governo e Monti ha voluto ricordare che le trattative con i rappresentanti di lavoratori e imprenditori dovranno avere tempi stretti. "La finalità principale della riforma è quella di ridurre il terribile apartheid che esiste tra chi è già dentro e chi fa fatica ad entrare" ha detto Monti, ma facendo intuire che le misure adottate per le due categorie potrebbero essere diverse. Quello che sicuramente ci sarà è una riforma degli ammortizzatori sociali che non dovranno essere più legati ad un posto di lavoro ma generali per chi esce momentaneamente dal lavoro.

Il Presidente del Consiglio ha voluto anche ricordare i successi in campo economico del Governo che hanno influito sullo spread e sulla considerazione degli altri Paesi e degli investitori. Un percorso che secondo il Premier è ancora lungo e che dovrà essere portato avanti anche dai futuri Governi. Futuri Esecutivi che sicuramente non lo coinvolgeranno se, come ha promesso, nel 2013 questo Governo "sarà una parentesi chiusa". Quello di durare per un altro anno è certamente un auspicio dettato dalle continue dichiarazioni di appoggio da parte delle forze politiche, che fino ad oggi hanno garantito una maggioranza al Governo in Parlamento. I malumori, però, non sono scomparsi e il tavolo con le parti sociali potrebbe portare non pochi problemi all'Esecutivo che potrebbe essere costretto ad accettare vincoli e paletti in cambio del voto in Aula.