Sono oltre trecento i migranti che in una sola settimana sono stati intercettati in mare mentre provavano a raggiungere l'Europa e respinti poi in Libia. Lo comunica l'Organizzazione internazionale per le migrazioni nel suo report settimanale, che ha monitorato i flussi nel Mediterraneo centrale tra il 9 e il 15 febbraio. In questi giorni, precisamente, sono 318 le persone che sono state riportate in Libia, per finire poi con ogni probabilità nei campi di detenzione nel Paese dove vengono rinchiusi arbitrariamente i migranti.

Queste persone si sommano alle migliaia che dall'inizio del nuovo anno sono state respinte verso le coste libiche. In totale, i casi accertati dall'Oim dal principio del 2021 sono 2.274. L'Organizzazione ha poi contato 20 morti tra gennaio e la metà di febbraio e ben 70 dispersi.

Sempre analizzando i dati dell'Oim, l'anno scorso i migranti respinti verso il Paese nordafricano sono stati 11.891. Le vittime accertate 381 e 597 i dispersi. Nel fine-settimana la marina tunisina ha annunciato che un migrante è morto e una ventina di persone sono risultate disperse dopo l'affondamento di un barcone nel Mediterraneo. In 25 sono state salvate.

Intanto la nave umanitaria Open Arms è in viaggio, nonostante le condizioni meteo non favorevoli, verso Porto Empedocle. A bordo viaggiano 146 persone, soccorse in mare i giorni scorsi. "La nostra nave non sarà in grado di arrivare prima di 24 ore dovendo affrontare il viaggio in condizioni di mare avverse", scrivono gli attivisti sui loro canali social.

La Open Arms aveva soccorso venerdì sera circa 40 persone e stava facendo rotta verso l'Europa quando era arrivata la notizia, segnalata da Alarm Phone, di un altro barcone in difficoltà con a bordo circa un centinaio di migranti. "Pochi minuti dopo aver messo in salvo 106 persone in alto mare la barca si è rovesciata e si è spezzata, con l’arrivo del temporale di onde alte 4 metri", hanno raccontato gli attivisti. Ora alle 146 persone a bordo è stato assegnato un porto sicuro.