"Giusto per non fare il guastafeste alla ‘discontinuità': 119 naufraghi a bordo di Sea Watch sotto la Sicilia e 118 naufraghi a bordo di Open Arms davanti Lampedusa – salvati in mare, in fuga dall'inferno libico – sono in attesa di un Place Of Safety di sbarco": così il giornalista Sergio Scandura risponde su Twitter alle dichiarazioni del ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, secondo il quale non è vero che non esiste discontinuità tra i due governi di Giuseppe Conte, quello al fianco della Lega e quello creato con le forze del centrosinistra. Anche in tema migrazione. Ma Scandura ricorda che ormai da giorni, nel Mediterraneo, si sta assistendo a una situazione di stallo in mare che evoca scenari ben noti ai tempi del governo gialloverde e che dimostrerebbe che, di fatto, ben poco è cambiato.

"Vorrei che la smettessimo con questa idiozia sulla mancata discontinuità. E’ un’offesa. La discontinuità c’è su tutto: sull’Europa, sull’immigrazione, sulla flat tax. Dobbiamo rivendicare la discontinuità. Quanto ai singoli provvedimenti, sui decreti sicurezza partiremo dalle osservazioni di Mattarella e poi il Parlamento potrà intervenire", ha detto il ministro Franceschini, aprendo il ‘conclave' del Partito democratico presso l'abbazia di Contigliano. Ma su Twitter Scandura gli ricorda che si sono 119 migranti a bordo della Sea Watch sotto la Sicilia, e altri 118 naufraghi soccorsi da Open Arms di fronte alle coste di Lampedusa, ancora in attesa di un porto sicuro dove poter sbarcare.

Anche l'Ong Sos Mediterranee ha denunciato la situazione in corso in queste ore nel Mediterraneo, scrivendo nelle sue pagine social: "Con una crescente instabilità in Libia, più di 1000 persone hanno tentato di scappare attraverso il Mediterraneo la scorsa settimana. Più di 600 sono state riportare a Tripoli, altre salvate e sbarcate a Malta. Ora, 237 sopravvissuti su Sea Watch 3 e Open Arms attendono un luogo sicuro".

Dal profilo italiano su Twitter della nave umanitaria Sea Watch 3 si segnala, nel frattempo, il peggioramento delle condizioni meteo. Alcune immagini pubblicate dalla Ong mostrano il pontile dove dormono i naufraghi completamente allagato, dopo che la nave è stata colpita da una forte grandinata. "Sono bagnati e infreddoliti (i migranti a bordo, ndr) ma ci hanno aiutato a sistemare costruendo un letto che li tenga asciutti. Abbiamo interrotto le ricerche causa meteo, attendiamo un porto sicuro".

La Sea Watch denuncia anche "un pericoloso ritardo nelle operazioni di soccorso" da parte della Guardia costiera maltese che "ha messo a serio rischio la vita delle persone a bordo" di un gommone in difficoltà. I fatti risalgono al 10 gennaio scorso: la Ong racconta di essere stata avvisata da Alarm Phone, il servizio telefonico per migranti in difficoltà nel Mediterraneo, di un'imbarcazione in difficoltà. Malta avrebbe quindi affermato di prendere il controllo delle operazioni di soccorso e di dirigersi verso la posizione indicata. Anche la Sea Watch 3 ha deciso di fare lo stesso e dopo 8 ore arriva sul luogo del barcone in difficoltà: qui i migranti raccontano di essere in mare da giorni e di aver visto passare 2 navi. Una motovedetta della Guardia costiera maltese sarebbe inoltre rimasta per 3 ore nelle immediate vicinanze senza intervenire: "Un comportamento irresponsabile e pericoloso, questi ritardi sono inaccettabili", ha quindi scritto Sea Watch.

"Con 118 persone a bordo dallo scorso venerdì, rimaniamo in attesa di un porto sicuro dove poter sbarcare. Con continue avarie al motore, le difficoltà aumentano e diventa urgente raggiungere terra. Oggi più che mai, abbiamo bisogno del vostro aiuto", scrive invece la Ong spagnola Open Arms sulle sue pagine social, condividendo un video in cui sono ritratti i migranti a bordo.

Questa mattina il fondatore della Ong, Oscar Camps, ha lanciato un Sos avvertendo che l'organizzazione si trova in serie difficoltà a causa della mancanza di risorse finanziarie e ha chiesto un aiuto urgente affinché sia possibile riparare la nave con cui vengono portati a termine i soccorsi nel Mediterraneo o comprare una nuova imbarcazione.