Non ho mai detto che le Ong fossero taxi del mare”. Queste parole, pronunciate dal candidato alla presidenza del Consiglio del M5s Luigi Di Maio, durante un’intervista rilasciata all’agenzia tedesca Dpa, fanno partire una nuova polemica tra il capo politico del M5s e Roberto Saviano. Di Maio nega di aver mai pronunciato queste parole, ma in un post su Facebook del 21 aprile 2017 si può leggere chiaramente: “Chi paga questi taxi del Mediterraneo? E perché lo fa? Presenteremo un’interrogazione in Parlamento, andremo fino in fondo a questa storia e ci auguriamo che il ministro Minniti ci dica tutto quello che sa”, scriveva Di Maio rilanciando un post del blog di Grillo. Di Maio, inoltre, aveva rilanciato le accuse solo due giorni dopo rispondendo alle polemiche suscitate dal suo commento.

Ma oggi Di Maio ritratta: “Prestando attenzione alle indagini di alcuni magistrati italiani, ho detto che alcune Ong mancano di trasparenza e che dovremmo verificare se stanno salvando o traghettando i migranti, il che è molto diverso”. Da qui la replica di Saviano: “Di Maio chieda scusa per aver gettato discredito su organizzazioni che al più sono sotto processo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, e in un Paese in cui la legge per l'immigrazione porta i nomi di Umberto Bossi e di Gianfranco Fini credo sia un merito essere sotto processo per voler salvare vite”.

Chieda scusa – continua lo scrittore e giornalista – per aver fatto campagna elettorale (e questo governo, con Minniti, dopo di lui) sulla pelle di chi sta male, di chi merita una mano tesa e non le tante menzogne prodotte. E poi magari Di Maio potrà intercedere con Zuccaro e unirsi alla mia richiesta per sapere che fine ha fatto il famoso fascicolo informativo. Se non altro per ammettere di essere stato manipolato nella creazione di una campagna di odio che ha reso l'Italia responsabile di un'infamia che sarà difficile cancellare”.

Polemico con Di Maio è anche il deputato di Sinistra Italiana Erasmo Palazzotto. Anche lui, su Twitter, ripropone la foto del post in cui il capo politico del M5s definisce “taxi del Mediterraneo” le imbarcazioni su cui viaggiano i migranti per arrivare in Italia, e commenta: “O Luigi Di Maio ha perso la memoria oppure ha imparato presto a negare se stesso come Berlusconi. Dalle sue parole è partita la campagna di criminalizzazione delle Ong. Oggi chieda soltanto scusa”.