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Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, prova a cambiare direzione sui migranti rispetto a quanto fatto dall’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Parlando da Accumoli, durante la sua visita nelle zone terremotate, Conte afferma: “Sulla Ocean Viking abbiamo fatto una riunione ieri. D'ora in poi nessuna propaganda. Voglio dire a tutti i cittadini che affronteremo questo problema senza cambiare il profilo di rigore”. Il presidente del Consiglio ribadisce, comunque, che va “contrastata l'immigrazione clandestina, il traffico illecito di esseri umani e su questo non transigo. I problemi cercheremo di risolverli però in due giorni e non più in due mesi”.

Sul tema dei migranti, comunque, Conte assicura che non c’è stato “nessuno scontro” con Salvini durante l’esperienza di governo: “In 14 mesi non mi sono mai scontrato con nessun avversario politico. Ben venga un’opposizione anche aspra, leale, perché è pungolo e stimolo critico, ma non è nella mia logica avere degli avversari, la mia logica è costruire, non distruggere, figuriamoci delle persone”. Ancora, su Salvini, il presidente del Consiglio prosegue: “Il mio discorso alla Camera sarebbe stato esclusivamente sul programma. Se sono stato attaccato ho dovuto precisare alcuni punti. È stata una premessa quasi dovuta, per il resto ho parlato esclusivamente dal programma”.

Conte e l’Ue: l’Italia non chiede favori

Sul rapporto con l’Ue, Conte precisa: “La mia filosofia non è chiedere favori in Europa. L'Italia è un paese forte, solido economicamente. Abbiamo un debito pubblico elevato che ci induce a tenere i conti sotto controllo, ma dobbiamo farlo con politiche espansive. In questo momento in tutta Europa mi pare ci sia una buona disponibilità per politiche che puntino alle crescita”. Poi il presidente del Consiglio commenta anche l’accelerazione sulla squadra di governo: “Il Paese attende risposte, questa squadra è sufficientemente giovane e amalgamata, sono molto soddisfatto”.

La visita ad Accumoli e la ricostruzione post-terremoto

Conte è andato ad Accumoli per la sua prima visita – da quando guida il nuovo governo – nei luoghi colpiti dal terremoto del Centro Italia: “Le domande per la ricostruzione privata, faccio un esempio, procedono molto lentamente, a volte perché si tratta di seconde case, molto spesso per una serie di procedure burocratiche e complesse. Dobbiamo però iniziare a dire che entro dicembre 2019 chi è interessato si deve affrontare. Lo dico chiaramente: non concederemo più proroghe, tutti devono essere messi nelle condizioni di avvantaggiarsi, perché non ci saranno più proroghe”.

Per la ricostruzione, secondo Conte, serve un modello organizzativo “che valga una volta per tutte”, partendo dalla consapevolezza che “non bastano uno o due anni, occorreranno degli anni”. Poi Conte si rivolge ai terremotati: “Avevo detto alla Camera che la mia prima uscita sarebbe stata qui. Non si tratta di una passerella, conoscono i problemi. Stiamo affrontando le criticità”.