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Groenlandia, la portavoce della Casa Bianca: “Trump sta valutando diverse opzioni, anche l’uso dell’esercito”

Donald Trump sta valutando diverse opzioni per acquisire la Groenlandia dalla Danimarca e l’uso dell’esercito è “un’opzione”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca. La nota dei leader europei: “Difenderemo i nostri confini”.
A cura di Luca Pons
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Donald Trump starebbe valutando diverse opzioni per acquisire la Groenlandia dalla Danimarca e l'uso delle forze armate statunitensi è "sempre un'opzione". Ad affermarlo è la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.

"Il presidente ha reso noto che l'acquisizione della Groenlandia è una priorità di sicurezza nazionale per gli Stati Uniti ed è fondamentale per dissuadere i nostri avversari nella regione artica", ha detto Leavitt in una dichiarazione all'Afp.

"Il presidente e il suo team stanno discutendo diverse opzioni per perseguire questo importante obiettivo di politica estera e, naturalmente, l'utilizzo delle forze armate statunitensi è sempre un'opzione a disposizione del comandante in capo".

La nota congiunta dei leader europei: "La Groenlandia è della Danimarca, difenderemo i confini"

I più importanti leader europei nelle scorse ore hanno preso posizione sulla questione della Groenlandia: principi come la "inviolabilità dei confini" verranno "difesi".

Il destinatario di questo avvertimento non è esplicito, ma è chiaro a tutti, dopo che negli scorsi giorni il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato a minacciare un'operazione per prendere il controllo dell'isola. Minacce che sono suonate particolarmente credibili, vista l'operazione inattesa in Venezuela che ha portato alla cattura del presidente Nicolas Maduro.

A rispondere sono stati i capi di Stato o di governo dei principali Paesi europei. È stata diffusa, infatti, una nota congiunta firmata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, dal presidente francese Emmanuel Macron, dal premier britannico Keir Starmer, dal primo ministro spagnolo Pedro Sanchez e da quello polacco Donald Tusk, oltre che dalla prima ministra danese Mette Frederiksen.

Il tono della dichiarazione è stato piuttosto netto, anche se ha evitato di citare direttamente le parole di Donald Trump. E ha sottolineato più volte l'importanza del sostegno degli Stati Uniti, tramite la Nato.

I leader hanno iniziato sottolineando che la sicurezza nell'Artico è "una priorità chiave per l'Europa", anche perché è "cruciale per la sicurezza internazionale e transatlantica". Poi hanno rapidamente messo in mezzo la Nato, che "ha chiarito la regione artica è una priorità".

In questo contesto, gli "alleati europei stanno aumentando il loro impegno", incrementando "la presenza, le attività e gli investimenti, per mantenere l'Artico sicuro e per dissuadere gli avversari". E qui, tra le righe, la prima sottolineatura importante: "Il Regno di Danimarca – inclusa la Groenlandia – è parte della Nato".

Il ragionamento dei leader prosegue, attento a non indispettire troppo direttamente il presidente americano: "La sicurezza nell'Artico, perciò, deve essere raggiunta collettivamente, in unione con gli alleati Nato, inclusi gli Stati Uniti".

Ma attenzione: va fatto "rispettando i principi della Carta dell'Onu". E tra questi ci sono "la sovranità, l'integrità territoriale e l'inviolabilità dei confini. Questi sono principi universali, e non smetteremo di difenderli". Sottinteso: anche se dovessero essere gli Stati Uniti a cercare di violarli.

Gli Usa restano "un partner essenziale in questa iniziativa" di protezione dell'Artico, sia perché fanno parte della Nato, sia perché ci sono degli "accordi di difesa stipulati tra gli Stati Uniti e il Regno di Danimarca nel 1951".

Eppure, secondo indiscrezioni riportate dall'Economist oggi, gli Stati Uniti starebbero cercando di imporre la propria influenza in Groenlandia anche passando dai trattati: un nuovo accordo di associazione diretto con l'isola, che escluda la Danimarca, sarebbe tra le ipotesi dell'amministrazione per tagliare fuori l'Europa.

Fatto sta che Meloni e gli altri hanno concluso ribadendo un concetto chiaro: "La Groenlandia appartiene alla sua popolazione. Sono Danimarca e Groenlandia, e solo loro, a dover decidere sulle questioni che riguardano Danimarca e Groenlandia". Resta da vedere come si muoveranno i leader europei se davvero gli Usa dovessero tentare un intervento di qualche tipo.

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