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Manovra 2024

Medici e infermieri in piazza: “Sanità sta morendo, tanti vanno all’estero dove sono valorizzati”

In una giornata di sciopero nazionale tanti medici e infermieri sono scesi in piazza a Roma per protestare contro le condizioni in cui si trovano a svolgere la loro professione. Condizioni talmente poco attrattive che sempre più professionisti hanno deciso di trasferirsi all’estero.
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A cura di Redazione
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di Marco Billeci e Annalisa Girardi

"Siamo in piazza per rivendicare il diritto alla cura e il diritto a curare, che ci è stato sostanzialmente negato", dice Pierino Di Silverio ai microfoni di Fanpage.it, chiarendo le ragioni che hanno portato moltissimi medici e infermieri a scioperare. Il segretario nazionale Anaao – Assomed (il principale sindacato di medici e dirigenti sanitari italiani) è alla manifestazione organizzata a Roma per protestare contro le condizioni di lavoro che il personale sanitario si trova ad affrontare ogni giorno, dopo aver passato gli ultimi anni ad affrontare la pandemia di Covid: "Siamo costretti a operare ogni giorno in condizioni disastrose, tra aggressioni, carenza di personale e deficit strutturali e tecnologici", afferma.

Secondo Di Silverio il problema non è tanto la scarsità di risorse stanziate in Manovra, che in tempi di difficoltà economica per forza di cose sono limitate. "Il problema è come si investono questi soldi. Chiediamo che le risorse che vengono oggi utilizzate, per il recupero delle liste d'attesa, al lavoro straordinario, vengano distolte e concesse al lavoro ordinario dei dirigenti sanitari", sottolinea il sindacalista.

Lo slogan che si sente gridato in piazza è chiarissimo: "Medici e infermieri uniti nella lotta, la sanità pubblica non si tocca".

A manifestare c'è anche il presidente di Nursing Up, a rappresentanza degli infermieri, Antonio De Palma. "Non siamo fantasmi nella sanità. Vogliano che nella Finanziaria ci siano le risorse, vogliamo una reale valorizzazione. Ma abbiamo una politica che fa orecchie da mercante. Siamo arrivati a questa considerazione per quelli che hanno lasciato la vita durante il Covid, questo è il ringraziamento. È facile dare le pacche sulle spalle durante la pandemia, dicendo che un domani sarebbe arrivato il riconoscimento. I cittadini ce li hanno gli occhi, sanno chi ci ha illusi e traditi", ribadisce.

Per poi concludere, parlando del reclutamento di infermieri italiani dall'estero, che già oggi nei nostri ospedali mancano moltissimi professionisti, in quanto tanti scelgono di partire per migliorare la propria condizione: "Gli altri Paesi ci invitano ad andare li. Ci invita l'Arabia Saudita, ci invitano gli Emirati arabi, la Svizzera e da ultimo la Norvegia. Negli altri Paesi hanno capito qual è il nostro livello di professionalità e ci valorizzano. Qualcuno dovrà rispondere ai cittadini, degli infermieri che fuggono".

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